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Coding - Toolbox - Coding - Toolbox

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Il modo più rapido per realizzare le proprie idee è dare istruzioni ai computer e ai tanti oggetti "smart" che aspettano solo di essere programmati per fare cose sempre nuove. La programmazione è una straordinaria palestra per esercitare in modo costruttivo la creatività e sviluppare il pensiero computazionale. Sempre di più si sta diffondendo nelle scuole italiane la pratica del "coding", l'uso intuitivo e interdisciplinare dei principi base della programmazione a supporto della didattica. Rai Cultura racconta il coding a scuola in 20 puntate condotte da Alessandro Bogliolo, coordinatore di Europe Code Week, campagna di alfabetizzazione promossa dalla Commissione Europea per la diffusione del pensiero computazionale. Insegnanti e alunni iniziano giocando insieme con noti strumenti di coding e finiscono per familiarizzare con i principali elementi della programmazione applicandoli in classe durante le normali attività didattiche. Le puntate per insegnanti sono suddivise in quattro parti: Related:  martinapCoding

Tes Teach. Uno strumento per strutturare online lezioni eleganti red - TES Teach ( precedentemente conosciuto come Blendspace, è un applicativo online gratuito che permette di strutturare i contenuti di una lezione in modo elegante rapido ed efficace. L'insegnante dovrà svolgere un lavoro a priori di ricerca e selezione delle risorse multimediali utili sul web, individuando le risorse da utilizzare per lo sviluppo completo della propria lezione sull'argomento scelto. Successivamente, le risorse scelte possono essere organizzate mediante gli strumenti che TES Teach offre. Il momento finale è quello della condivisione, che può essere effettuata utilizzando i principali canali oggi disponibili. Le principali funzioni che sono a disposizione degli utenti sono: Il seguente videotutorial, realizzato da Luca Reina, presenta TES Teach in maniera molto semplice.

Se gli algoritmi a Scuola uccidono il pensiero analitico – ROARS Perché in un compito di analisi matematica gli studenti sono tipicamente in grado di calcolare le derivate ma vanno in crisi di fronte ad un limite? Questo accade perché sempre più spesso vengono addestrati a risolvere i problemi in termini di “pattern matching”. Davanti a un problema si cerca nella memoria un caso simile per poter applicare meccanicamente qualche regola standard. Ma così non si va molto lontano. Per risolvere i veri problemi, anche nella vita di tutti i giorni, quello che serve è il pensiero analitico, non quello meccanico. Link all’articolo completo: Se gli algoritmi a Scuola uccidono il pensiero analitico Vengo dalla correzione dei compiti di due appelli di Analisi Matematica 1 ad Ingegneria, andati ap­parentemente peggio del solito, nonostante un compito abbastanza facile e costituito da esercizi quasi identici a quelli fatti in aula. Ora parlerò – e me ne dispiace – usando un minimo di terminologia matematica. Sfido chiunque a dirmi che questo “non serve”.

Coding e pensiero computazionale nella scuola primaria Coding e pensiero computazionale: cosa significano questi due termini, come stanno cambiando i metodi di insegnamento e di apprendimento a partire dalla scuola primaria e dell’infanzia e perché ne sentiremo parlare sempre più di frequente? Proviamo a dare qualche risposta. Coding e pensiero computazionale: significato Coding è un termine inglese al quale corrisponde in italiano la parola programmazione. Parliamo di programmazione informatica ovviamente ma non nel senso più tradizionale dell’espressione. Coding e pensiero computazionale nella scuola primaria: ora c’è da divertirsi Cosa significa in pratica tutto quello che abbiamo fin qui scritto? Coding e pensiero computazionale nella scuola primaria e dell’infanzia: gli strumenti Come si fa il coding a scuola, quali sono gli strumenti a disposizione? Di tutto questo abbiamo parlato negli articoli: Come usare scratch: una guida su tutto quello che ti serve sapere Scratch Junior: così i bambini imparano a programmare Piattaforma EMMA.

Craft-Ed: un nuovo portale per la didattica della manipolazione dei saperi La Fondazione UIBI di Lucca è un'autentica fucina di iniziative mirate all'innovazione padagogico-didattica. Ultima in ordine di tempo è Craft-Ed, un portale della didattica che utilizza la manipolazione e l'esplorazione del materiale come strumento privilegiato per l'accesso al sapere. I saperi della pratica, lo sviluppo delle competenze manuali ed operative e la conoscenza saranno dunque il focus attorno al quale ruoteranno i contributi sotto forma di Materiali, Situazioni, Suggestioni (le categorie relative alla tipologia di contenuto) e Fare è pensare, Co-conoscere, Imparare ad imparare, Giocare (le categorie connesse all'identità artigiana) Ampio spazio sarà dedicato all'utilizzo delle tecnologie (tutte, non solo quelle digitali...), unitamente ad una riflessione più strettamente legata alla conoscenza e alla dimensione manuale-operativa di vari saperi. Il tutto "confezionato" in un contenitore dinamico e molto intrigante. Craft-Ed Education by Craft Articoli correlati

CC Search, il nuovo motore di ricerca per i contenuti senza copyright È stato da pochi giorni annunciato CC Search, il nuovo motore di ricerca per i contenuti senza diritti d’autore di Creative Commons. Tramite questo nuovo strumento, attualmente disponibile in versione beta, gli utenti possono ricercare immagini, video e brani musicali tra i database di Flickr, 500px, YouTube, SoundCloud, Rijksmuseum, New York Public Library, Metropolitan Museum of Art e Europeana. Ad annunciare il lancio di questo nuovo progetto è stato l'amministratore delegato di Creative Commons Ryan Merkely: "È la porta principale per l’universo dei contenuti liberi. Mette insieme i vari database digitali di contenuti liberi da copyright, e dà agli utenti la possibilità di utilizzare un'unica interfaccia". in foto: CC Search

Attività complete di coding con Blockly da Ivana Sacchi Ivana Sacchi ha aggiornato la sua sezione dedicata al coding con Blockly, aggiungendo alcune attività, riorganizzando i menù e segnalando con il colore le attività risolte (solo sessione della pagina). Si tratta di interi percorsi interattivi utilizzabili tramite browser, anche senza connessione in rete, finalizzati ad introdurre i bambini (con o senza la presenza di adulti) ad attività di coding. Naturalmente possono essere utilizzate anche in aula alla LIM. Corredo importante di questa ricca piattafoma è il testo scritto da Ivana (Attività di coding per la scuola primaria € 4.99) che rappresenta una guida a a tutti i percorsi e permette il download del pacchetto delle attività per l'utilizzo anche off-line. Vai alla sezione Blockly di ivana Sacchi {jcomments on} Articoli correlati

7 giochi per imparare a programmare senza computer Programmare può essere un gioco divertente, da fare insieme e senza computer. Perché programmare è prima di tutto un modo di ragionare. Ci spiega come giocare a programmare Raffaele di Imparare Giocando Ecco 7 divertenti giochi e attività per far apprendere a tuo figlio le basi della programmazione informatica senza utilizzare un computer, un tablet o uno smartphone. “Non è passato un secolo dai miei tempi, ma molti secoli. Personalmente sono più che favorevole all’utilizzo della tecnologia da parte dei bambini: per loro è davvero stimolante e per noi genitori offre occasioni d’oro per esplorare insieme ai nostri figli un mondo tutto da scoprire. Tuttavia imparare ad utilizzare la tecnologia non ha nulla a che fare con l’imparare a programmare. “L’informatica non riguarda i computer più di quanto l’astronomia riguardi i telescopi.” Infatti programmare significa fornire una serie di istruzioni chiare e precise affinché chiunque, anche una macchina, possa raggiungere un dato obiettivo. 1.

Kubo, il robot danese che insegna il coding ai bambini, vince 100K al Web Summit 2016 La startup danese Kubo, che ha creato un robot educativo per insegnare la programmazione ai bambini, ha vinto 100 mila euro di investimento da parte della società di Venture Capital Portogallo Ventures al Pitch Contest del Web Summit 2016 di Lisbona. Kubo è stata giudicata la migliore azienda fra le 3 che sono salite sul palco per la finale: oltre a Kubo, c’erano SoilTron e PapayaPods. Ad annunciare la vittoria è stata Theresia Gouw, socia fondatrice di Aspect Ventures e membro della giuria, e il co-fondatore del Web Summit, Paddy Cosgrave. La giuria e i finalisti Il Web Summit di Lisbona si è concluso ieri dopo 4 giorni di eventi ed incontri: circa 200 startup erano in corsa per il premio da 100 mila euro, ma solo in tre sono riuscite ad arrivare al Pitch, dove hanno avuto fino a 5 minuti per presentare la loro azienda. Come funziona Kubo Un programma basato sulle attività @carlottabalena

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