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Il metodo IVANOV

Il metodo IVANOV

Fare ricerche in rete: 10 dritte per riuscirci Vai al contenuto Fare ricerche in rete: 10 dritte per riuscirci – Metodo 84 Giusto per fare un esempio: a fine 1999, cercando la parola creatività con Virgilio (Google era appena nato e non era ancora così conosciuto) si trovavano 319 risultati. Nel 2004, cercando creatività con Google se ne trovavano oltre 604.000 (nel caso vi chiedeste come faccio a saperlo: ho conservato i dati). Oggi chi cerca creatività con Google trova 11.400.000 risultati. Se invece si cerca con Google creativity si trovano 209 milioni di risultati. Tutto questo ci dice che, qualsiasi sia l’argomento, fare ricerche in rete è diventato un compito complesso e di incerta esecuzione. 1) EHI, FERMATI UN MOMENTO: SAI CHE COSA STAI CERCANDO? 2) GLI STRUMENTI PER CERCARESono tre: connessione, browser, motore di ricerca. 3) USA BENE LE PAROLE-CHIAVETraduci quel che vuoi cercare in pochissime parole. 4) USA I SINONIMI. 5) AGGIUSTA IL TIROCambiamo esempio. 6) SII CURIOSO E SEGUI I LINK. Ci sono 11 commenti. Donna è web 2012

Storyboard That: Online Miglior Libero del Mondo Storyboard Creator Libro metodo ivanov completo by Marcello Festeggiante Ricerca informazioni nel Web. Una semplice capacità - Gianfranco Scialpi Video interessante, ma… Nel mio navigare nel Web ho trovato questo interessante video, che illustra la modalità di ricerca delle informazioni nel Web. Sicuramente la risorsa potrà essere utile per chi intende affrontare uno dei contenuti dell’esame Ecdl o Eipass, relativo alla gestione di Internet e della posta elettronica. Indubbiamente la procedura risulta efficace e accettabile se le informazioni riguardano contenuti strettamente scolastici. Il discorso cambia per eventi o fatti recenti. Capacità, non competenza Non condivido la definizione di competenza digitale data alla procedura. Il Web grande opportunità, ma… Ora tutti noi conosciamo che nel Web non è tutto oro quello che luccica.

Travolti dalle informazioni - Annamaria Testa Oggi affrontiamo un bombardamento cognitivo che non ha precedenti nella storia. Per dire: già nel 2008 l’università della California aveva calcolato che l’individuo medio è esposto a 34 gigabyte di contenuti ogni giorno, e a un diluvio di più di centomila parole. Bene: si considera che la mente umana possa elaborare un massimo di 120 bit di informazione al secondo. Il concetto di information overload è stato coniato nel 1964, da Bertram Gross, che ne dà questa definizione: “Abbiamo un sovraccarico d’informazioni quando la quantità di dati inseriti in un sistema è superiore alla sua capacità di elaborazione”. Fuori tempo utile Più cose abbiamo a cui stare attenti, meno riusciamo a prestare attenzione. Parliamo di information overload (sovraccarico cognitivo) quando facciamo fatica a capire perché abbiamo troppi elementi a disposizione, e il nostro cervello non ce la fa a considerarli e valutarli tutti, e a farlo in tempo utile.

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Quando il diagramma di flusso si rivela un utile strumento I diagrammi di flusso permettono di creare rappresentazioni grafiche e schemi molto semplicemente, e per questo motivo si rivelano uno strumento utilissimo per mettere nero su bianco concetti e idee complesse. Come facilmente intuibile, i diagrammi di flusso sono moltissimi, ed altrettanto numerosi sono anche gli strumenti digitali che permettono di realizzarli. Non tutti però si rivelano validi allo stesso modo. Diagrammi di flusso: cosa sono? Il significato di diagramma di flusso è riconducibile al mondo dell'informatica. • Operazioni da compiere. • Sequenza. Grazie a queste particolari caratteristiche, i diagrammi di flusso vengono associati alla grande famiglia dei diagrammi a blocchi. Creare diagrammi di flusso gratis Ora vedremo come creare diagrammi di flusso in maniera del tutto gratuita. Da questa regola però esce Edraw Max, software che merita sicuramente un approfondimento. Ma Edraw Max si dimostra più potente persino di un altro noto software di casa Microsoft.

Gravità Zero : INFORMAZIONE DI QUALITÀ BASATA SUI DATI: LA SCOMMESSA DEL DATA JOURNALISM Anche se non è facile ammetterlo, spesso siamo disinformati dentro un'oceano di informazioni, che ha assunto la connotazione negativa di "information overload", ovvero sovraccarico da informazioni. Siamo diventati degli infobesi e il problema - pur essendo oggi molto importante - non è ancora stato risolto. A causa degli algoritmi che filtrano le informazioni sulla base del nostro comportamento, tendiamo a vivere in una sorta di "personalization bubble", ovvero in una bolla nella quale è molto facile che le nostre idee e posizioni diventino ancora più radicali. Ogni tanto incappiamo pure nei cosiddetti "clickbait", che sono informazioni scritte per "intrattenere" e farci cliccare, invece che per informarci. Quando non ne possiamo più di nuotare (sott'acqua) in mezzo alla "junk information", proviamo a metterci a dieta: mangiamo meno informazioni e ci sentiamo meglio. Walter CaputoScience writer e formatore

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