
Digital Storytelling: Cos’è, come utilizzarlo nella didattica, con quali strumenti si realizza | Insegnanti 2.0 Il Digital Storytelling ovvero la Narrazione realizzata con strumenti digitali (web apps, webware) consiste nell’organizzare contenuti selezionati dal web in un sistema coerente, retto da una struttura narrativa, in modo da ottenere un racconto costituito da molteplici elementi di vario formato (video, audio, immagini, testi, mappe, ecc.). Caratteristiche di questa tipologia comunicativa sono: # il fascino: derivante dal carattere fabulatorio che possiedono le storie, dato che si tratta, fondamentalmente, di racconti; # la ricchezza e varietà di stimoli e significati: derivanti dall’alta densità informativa e dall’amalgama di codici, formati, eventi, personaggi, informazioni, che interagiscono tra loro attraverso molteplici percorsi e diverse relazioni analogiche. # Si tratta quindi di una forma di narrazione particolarmente indicata per forme comunicative come quelle proprie del giornalismo, della politica, del marketing, dell’autobiografia e anche della didattica. 1. 2. 3. 4.1. 4.2.
Metodologie Attive. Problem Based Learning: “piante a rischio” | Design Didattico Il PBL, problem based learning, è una metodologia didattica attiva che presuppone l’apprendimento basato su problemi reali. Agli studenti viene posto un problema, il più possibile autentico, da risolvere, e per la risoluzione del quale all’inizio non possiede tutte le conoscenze necessarie. Indagando per la risoluzione del problema, in singolo o in gruppo, apprende contenuti disciplinari e non. Nel video, dopo una breve introduzione teorica al tema, viene proposto un esempio reale di pbl: “piante a rischio”, in cui si chiede ai ragazzi non solo di individuare le piante a rischio presenti nel proprio territorio, ma anche soluzioni idonee al superamento del rischio. Al termine i ragazzi avranno dato una loro risposta al problema, ma allo stesso tempo avranno imparato, ad esempio, l’ubicazione di uffici pubblici connessi alla protezione dell’ambiente, la possibilità di contattare centri di ricerca e di visitare orti botanici. Emiliano Onori Altri video presenti qui
VALUTAZIONE OGGETTIVA di Luisa Benigni ADI - PERUGIA …ma la valutazione può essere oggettiva? Il nuovo Esame di Stato ha fatto esplodere il problema della valutazione in tutta la secondaria superiore, fino a quel momento complessivamente meno investita della questione rispetto a elementari e medie. Ora tutti la vogliono "oggettiva", ma la valutazione può essere oggettiva? Diciamo subito che l'oggettività in senso vero non è realizzabile ed è perciò necessario imparare ad accettare questo dato senza sentirsi troppo in colpa. Dobbiamo in ogni caso cercare di raggiungere la massima obiettività possibile, ossia il più alto grado di imparzialità ed equità, lavorando con la soggettività, e non nonostante questa. il problema fu posto 80 anni fa La scienza della valutazione, più propriamente docimologia (dal greco "dokimazein" "esaminare"), è nata nel 1922 e prese avvio proprio dall'esigenza di analizzare la validità e la coerenza dei giudizi espressi dagli insegnanti negli esami. Validità. due tipologie o forse tre Limiti
Uso dell'App Rubriche di valutazione - Rubriche di valutazione Nova L’interfaccia della App è molto intuitiva.Con il tasto in alto a sinistra o strisciano il dito dal bordo sinistro verso destra si può sempre richiamare il menù di navigazione con cui è possibile sportarsi immediatamente da una sezione all’altra.La sezione “Alunni” è dedicata all’inserimento dei dati degli alunni.Nella sezione “Classi” si definiscono le classi scolastiche e gli alunni che ne fanno parte.Nella sezione “Rubriche” si possono creare le dimensioni, gli indicatori e i giudizi delle rubriche.Nella sezione “Valutazioni” si associano le rubriche alle classi e si inseriscono le valutazioni dell’insegnante. Pulsanti di comandoI pulsanti di comando, in alto a destra, sono più o meno direttamente visibili in base alle dimensioni e all’orientamento dello schermo del dispositivo in uso.
I dieci comandamenti per una presentazione perfetta Ecco la nota dolente di tanta didattica digitale: la presentazione! Sappiamo già come motivare la classe allo studio della storia dell’arte, conosciamo come rendere efficace una lezione ma possiamo rovinare tutto con un pessimo PPT… Qui vorrei dare alcuni suggerimenti per un’impaginazione efficace delle nostre slide. Senza entrare nel campo del graphic design avrei una decina di indicazioni per rendere visivamente accattivante qualsiasi presentazione. Per capire meglio come applicare queste regole, riporterò alcune immagini relative alle presentazioni raccolte tra le mie risorse di storia dell’arte. Il testo da inserire in una slide deve essere la sintesi di ciò che direste a voce. Dovete inserire pochissime frasi, con pochi incisi, sintetiche e separate tra loro da un’interlinea maggiore. Non usate sfondi dai colori improbabili con sfumature iridescenti. Per migliorare ulteriormente il contrasto tra il testo e lo sfondo si può aggiungere un’ombra sfumata al di sotto del testo.
Editrice La Scuola - Nuova Didattica - MAPPE E APPROFONDIMENTI Lo scopo fondamentale di una prova è quello di provocare negli allievi prestazioni che possono essere ricondotte ad un'attività interna costitutiva dell'apprendimento ossia al cambiamento avvenuto a seguito di una o più esperienze scolastiche; questo cambiamento è quello ipotizzato al momento della definizione dei traguardi formativi alla base dello svolgimento di un percorso o di un'attività didattica. Sta all'insegnante scegliere di volta in volta la prova che può risultare più adatta a verificare gli apprendimenti che intende osservare (sui quali dovrà poi pronunciarsi), in base alla consapevolezza delle caratteristiche e delle proprietà che contraddistinguono i differenti strumenti valutativi. Una prova di verifica, che rappresenta una situazione artificiale nella quale si sollecita l'allievo ad una risposta ossia a manifestare il proprio apprendimento viene detta anche stimolo.
Ancora sulla “ricetta di Gardner” « La certificazione delle competenze Ritorno in questo post sulle cinque regole gardneriane per costruire una buona verifica, con le quali avevo chiuso il post precedente. Provo a spendere qualche parola in più su ciascuna spiegando meglio cosa con esse si intenda. Lo faccio sollecitato dal commento di una collega che sollevava qualche dubbio proprio in ordine alla formulazione di quelle regole. 1. Ricavare informazioni da performance ordinarie Una performance ordinaria è una routine, una serie di comportamenti, che noi mettiamo in atto abitualmente per risolvere un problema o per agire all’interno di una situazione. 2. Una prova non ha bisogno di essere complicata per essere difficile. 3. Come può uno strumento di verifica essere imparziale? 4. La teoria delle intelligenze multiple di Gardner sostiene che vi sono diversi “accessi al sapere”. 5. L’importante in una prova è che funzioni in modo tale da farmi misurare, al di là della capacità o meno di adeguare uno standard, anche lo specifico del lavoro di uno studente. 6.
Classroom Architect La scuola che funziona / apprendimento significativo Apprendimento significativo (con le tecnologie) L’apprendimento significativo è quel tipo di apprendimento che consente di dare un senso alle conoscenze, permettendo l’integrazione delle nuove informazioni con quelle già possedute e l’utilizzo delle stesse in contesti e situazioni differenti, sviluppando la capacità di problem solving, di pensiero critico, di metariflessione e trasformando le conoscenze in vere e proprie competenze. Secondo la pedagogia contemporanea l'apprendimento significativo, basato su teorie costruttiviste, ha come obiettivo principale quello di rendere autonomo il soggetto nei propri percorsi conoscitivi . Esso è diametralmente opposto all'apprendimento meccanico che utilizza la memorizzazione per produrre conoscenza “inerte”. Per avere un apprendimento significativo è, quindi, necessario che la conoscenza: Molti sono stati gli autori di impronta cognitivista e costruttivista ad occuparsi dell'apprendimento significativo. 1. 2. 3. 4. 5.
Presentazione di PowerPoint Individua soloqualche componentedel testo. Non individua tutte leinformazioni esplicitee ha difficoltà ametterle in relazione. Individua il testo nellasua totalità, incontraqualche difficoltànella divisione insequenza. Individua leinformazioni esplicite. Individua totalità e partidel testo, informazioniesplicite, ma non semprequelle implicite. Individua tutte leinformazioni contenutenel testo, trae inferenze,mette in relazionetitolo,parti, note.. Dimostra una limitataconoscenza lessicale,che gli impedisce dicomprendere leinformazioniprincipali contenutenel testo. Riesce a comprenderei termini, ma nonsempre sacontestualizzarli,individuare sinonimi.. Conosce termini, anchedifficili, non di usocomune, attiva qualchestrategia percomprenderne ilsignificato. Dimostra un’ottimapadronanza lessicale,coglie le sfumature disignificato dei termini, licontestualizza e li utilizza in modocorretto. E’ in grado diinterpretare lesfumature di significatodi un termine.
Valutazione_Formativa_1.pdf Rilevazione di conoscenze, abilità e competenze: la valutazione – Istituto Comprensivo Via Bologna Bresso el nostro Istituto la valutazione viene intesa come momento fondamentale della programmazione in quanto rende possibile la flessibilità dei percorsi, attraverso la raccolta di informazioni di ritorno. Valutare è un’operazione complessa rivolta all’alunno e all’insegnante. All’alunno perché: conosca il giudizio degli insegnanti sul suo operare;mobiliti le risorse personali per cercare e scoprire le sue potenzialità;si avvii ad un’autovalutazione secondo percorsi responsabilizzanti. All’insegnante perché: rifletta in modo sistematico e puntuale sugli obiettivi, sui contenuti e sui metodi del suo operare;controlli l’adeguatezza dei percorsi didattici;valuti gli apprendimenti raggiunti dagli alunni a conclusione di ogni percorso didattico;adegui la programmazione all’effettiva situazione di apprendimento del singolo alunno e della classe. Nelle nostre scuole si utilizzano prove graduali, legate all’esperienza e ad una prima concettualizzazione, per stabilire l’acquisizione delle: Prove d’ingresso
Rubriche di valutazione per integrare le tecnologie nella didattica red - Le rubriche di valutazione sono ormai diventate parte integrante del processo di insegnamento e di apprendimento che quotidianamente ogni insegnante vive nelle proprie attività didattiche. Le ribriche devono essere create dai docenti per la valutazione di attività specifiche che propongono ai propri studenti, al fine di guidarli anche nel processo di autovalutazione del proprio apprendiemento. I docenti le possono utilizzare durante la progettazione dei piani delle lezione e le attribuzioni dei voti, mentre gli studenti possono utilizzarle per fare monitorare le proprie aspettative di apprendimento e per comprendere quali elementi è necessario modificare per il raggiungimento di un determinato obiettivo posto dal docente. La University of Wisconsin, ha creato un'utilissima risorsa per docenti che offre validi spunti per la redazione delle proprie rubriche di valutazione. Le rubriche sono liberamente disponibili, ma sono protette da copyright.