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Graphic novel

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Articoli e podcast delle mie critiche per Radio Popolare

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Io sono il loro silenzio, il graphic novel di Jordi Lafebre - Radio Popolare. Ambientare un romanzo noir a Barcellona e dipingerlo con luminosi colori pastello, come ha fatto il fumettista Jordi Lafebre con Io sono il loro silenzio, vuol dire catturare la luce e le atmosfere della capitale catalana e dare a una classica storia di omicidio, complotti familiari ed eredità un’atmosfera che ricorda certi polizieschi di Montalbán o di Sciascia. A cui però l’autore, barcellonese di nascita, aggiunge un tono eccentrico, spiazzante e poetico fin dalle prime immagini. In copertina l’affascinante ed esasperante protagonista, Eva, psichiatra geniale e donna forte e indipendente, ma anche apprendista detective che soffre di allucinazioni (sintomo forse di un disturbo bipolare), appare già sfrontata nel riflesso di uno specchio leggermente distorto, con in bocca una sigaretta, in mano un rossetto rosso acceso e lo sguardo dritto davanti a lei.

Una matassa che si arrotola e dipana a ritmo sfrenato sull’arco di una settimana. Io sono il loro silenzio. Io sono il loro silenzio. "Sotto il vessillo di re morte", il graphic novel di Marcus Rediker e David Lester - Radio Popolare. Il primo graphic novel pubblicato dalla casa editrice libertaria Elèuthera è dedicato all’epoca d’oro della pirateria atlantica e ai suoi protagonisti: i plebei del mare. Come spiega Marcus Rediker, autore di “Sotto il vessillo di re morte” con il suo amico e disegnatore David Lester e uno dei massimi esperti della storia sociale marittima e della pirateria, i pirati altro non erano che uomini e donne provenienti dai ceti sociali più infimi. Diventati fuorilegge per ribellarsi a un sistema che li vedeva soggiogati a capitani tirannici, con paghe da fame, malnutriti e storpiati da botte e condizioni di lavoro pesantissime, creano sulle navi pirata un mondo alla rovescia, dove si eleggono il capitano e gli ufficiali e si spartisce equamente il bottino, prendendo in conto persino chi non può più navigare.

Sotto il vessillo di re morte. Di Marcus Rediker e David Lester, traduzione di Elena Cantoni. 144 pagine in bianco e nero. Elèuthera, 20 euro. "Il racconto della roccia", lo Yemen tra storia e fantasia - Radio Popolare. BeneDì, nome d’arte della ventiseienne Benedetta D’Incau, ha esordito nel mondo del graphic novel con un libro che di semplice ha solo la griglia delle vignette e le linee pulite di certe bandes dessinées franco-belghe. Prendiamo la trama, tanto per cominciare.

“Il racconto della roccia” è una storia di convivenza tra ebrei e musulmani che vivono in un villaggio dello Yemen di inizio ‘900 ma anche di fanatismo religioso. La routine delle due comunità viene improvvisamente sconvolta dall’apparizione di un Jinn al confine del villaggio. Un demone, o forse un fantasma o un’allucinazione, che vieta agli uomini adulti di uscire di casa e svolgere qualunque normale attività, anche prendere l’acqua al pozzo. “Il racconto della roccia”.

Esteri di mercoledì 20/12/2023 2. Mohammad Sabaaneh: dalle incisioni in carcere a "Racconto Palestina" - Radio Popolare. La prima cosa che colpisce del graphic novel “Racconto Palestina”, firmato dal fumettista originario di Jenin Mohammad Sabaaneh e pubblicato in Italia da Mesogea, è lo stile spigoloso e abrasivo dei disegni. Per raccontare l’incontro tra un palestinese in prigione e un uccellino che gli viene a cantare le storie raccolte dall’altro lato delle sbarre, l’autore ha letteralmente scolpito ogni pagina su delle tavole di linoleum o di legno che ha poi ricoperto di inchiostro nero per la stampa.

Questa tecnica, la linoleografia, crea un tratto ricco e luminoso, esaltando l’espressività dei disegni e il contrasto tra il bianco quasi accecante delle figure e il nero denso e avvolgente delle pagine. Una scelta di colori che è in parte un invito a prendere posizione: o con gli oppressi o con gli oppressori, non ci sono vie di mezzo. In parte un modo di evocare, tramite la predominanza del nero, la cappa plumbea sotto cui vivono i palestinesi a causa dell’occupazione israeliana.

Pardalita – Storia di un incontro, di Joana Estrela - Radio Popolare. In portoghese, Pardalita è il diminutivo femminile di passerotto. Ma è anche il nome della compagna di scuola che appare sempre più spesso tra i pensieri di Raquel, la protagonista di questo graphic novel firmato da Joana Estrela. Un libro che ci racconta la quotidianità di un’adolescente di oggi in modo poetico e delicato ma anche straordinariamente ancorato in una realtà affascinante, per quanto ordinaria.

L’autrice ha scelto di alternare brevi testi, che sembrano estratti di un diario personale o della prosa poetica e che riproducono la sua calligrafia, a delle vignette disegnate digitalmente usando linee nere e spesse, senza fronzoli. Un tratto che riesce a rendere la gioventù e l’energia dei personaggi e a sublimare la banale architettura di una cittadina della provincia portoghese (Penafiel, dove è nata l’illustratrice) come quella di Lisbona, ma anche a trasmettere il calore di certi piccoli dettagli di vita condivisa.

Pardalita – Storia di un incontro. Sofia Kovalevskaja raccontata da Alice Milani - Radio Popolare. Se c’è una cosa che la fumettista Alice Milani ama raccontare sono le storie di donne straordinarie del passato, toste e dalla vita professionale e personale intensa e commovente. La fortuna, per i lettori, è che lo sa fare molto bene. Mescolando alla trama storica e documentata dei dialoghi e degli spunti romanzati contemporanei, ricchi di ironia, sa rendere i suoi libri avvincenti e coinvolgenti. Come ha fatto per la biografia della geniale matematica russa Sofia Kovalevskaja, dove i personaggi, pur muovendosi tra la Russia e l’Europa di fine ‘800, comprese le barricate della Comune di Parigi a cui Sofia partecipò attivamente, parlano come dei ragazzi qualsiasi, tra eccessi di rabbia, ricerca di mariti “papabili” e discorsi femministi storicamente più adatti agli anni 70 del ‘900.

Sofia Kovalevskaja Vita e rivoluzioni di una matematica geniale. Di Alice Milani. 224 pagine, a colori, Coconino Press. 22 euro e 80. Tracciato Palestina, il nuovo graphic novel di Elena Mistrello. A fine settembre è uscito in Italia un interessante graphic novel, scritto e disegnato da Elena Mistrello e autoprodotto dal FOA Boccaccio di Monza, che offre uno scorcio di quella che è oggi la vita dei palestinesi all’interno della West Bank. In parte diario di viaggio, in parte reportage militante e profondamente politico, Tracciato Palestina nasce come progetto collaterale dell’ultima carovana di West Climbing Bank. Un collettivo che fa dell’arrampicata un motore di scambio e di solidarietà, ma anche un mezzo con cui presidiare le montagne e le valli della comunità palestinese, in un atto di resistenza pacifica e sportiva alla colonizzazione israeliana. Tracciato Palestina.

Racconto di viaggio in Cisgiordania, di Elena Mistrello. 104 pagine in bianco e nero. Autoproduzione FOA Boccaccio 003, 10 euro. Tracciato Palestina. Cronache di Gerusalemme, il graphic novel sul conflitto israelo-palestinese di Guy Delisle - Radio Popolare. Tra i numerosi graphic novel che affrontano il conflitto israelo-palestinese, molti ricordano sicuramente quelli di Joe Sacco. Pubblicati in Italia da Mondadori, Palestina e Gaza 1956 sono dei reportage a fumetti dal taglio differente ma entrambi documentaristici, scritti e disegnati con un piglio giornalistico. Il tono e il punto di vista di un altro bellissimo libro sul conflitto e sulle sue conseguenze per le popolazioni, Cronache di Gerusalemme, di Guy Delisle, sono invece completamente diversi. Finito di scrivere nel 2011 ma appena ripubblicato da Rizzoli Lizard in versione tascabile, questo fumetto ritraccia il periodo trascorso in Israele dall’autore canadese, che ha seguito con i figli piccoli la compagna francese in missione nel paese per Medici Senza Frontiere.

Cronache di Gerusalemme. Tra i numerosi graphic novel che affrontano il conflitto israelo-palestinese, molti ricordano sicuramente quelli di Joe Sacco. Cronache di Gerusalemme. Dirty War, lettere dal Vietnam. Il graphic novel di Gianfranco Vanni - Radio Popolare. Per gli statunitensi l’inizio della guerra del Vietnam coincide con la creazione del primo gruppo di consiglieri americani per il Vietnam del Sud, il primo novembre 1955. È da questa data che contano ufficialmente i caduti. Oltre 58 mila nomi, incisi sul memoriale del Vietnam a Washington. In realtà, però, la guerra non fu mai dichiarata esplicitamente e la sua storia inizia ben prima del 55.

Come racconta il fumettista Gianfranco Vanni nel suo Dirty War, lettere dal Vietnam, c’entra la colonizzazione francese dell’Indocina e la lotta per la liberazione nazionale, ma anche la guerra fredda, che fece della regione uno dei luoghi strategici dello scontro tra i due blocchi. I testi di questo graphic novel senza vignette né dialoghi sono piuttosto densi. L’autore alterna un font da macchina da scrivere per i documenti storici a, con una quantomeno curiosa scelta grafica, il comic sans per i riassunti cronologici dei fatti. Dirty War, lettere dal Vietnam. Dirty War, lettere dal Vietnam. Munch, il graphic novel di Marco Ferrandino e Germano Massenzio - Radio Popolare. Quest’anno ricorrono i 160 dalla nascita di Edvard Munch. Ma quante delle migliaia di opere realizzate da uno dei più celebri pittori scandinavi in oltre 60 anni di carriera conosciamo davvero?

Gran parte di noi potrebbe citarne per lo più un paio, tra cui, ovviamente, l’Urlo, o il Grido, che dir si voglia. Sfogliare il graphic novel Munch, sceneggiato da Marco Ferrandino e disegnato da Germano Massenzio per i napoletani di Douglas Edizioni, è quindi una sorpresa continua. Perché ogni pagina ci guida attraverso la vita e le fasi artistiche del pittore proprio attraverso una ventina delle sue opere più significative. Sono proprio loro, le opere, che l’artista considerava come i suoi figli, a raccontare questa biografia trasversale come se fosse una storia di famiglia. Invece di presentare in modo classico e lineare le tappe della vita di Munch, gli autori hanno preferito lasciare ai quadri il compito di descrivere le circostanze, le tecniche e le emozioni con cui sono stati realizzati. "Baby Blue", il viaggio nella distopica felicità svedese della fumettista Bim Eriksson - Radio Popolare.

Nella Svezia distopica della fumettista Bim Eriksson, la disoccupazione praticamente non esiste e il pil e il tenore di vita medio hanno toccato livelli mai visti. Il segreto? Secondo il primo ministro, è che gli svedesi sono felici, quindi più produttivi e più “socialmente funzionali”. Merito anche dei socioguardiani, poliziotti specializzati che fanno rispettare in tutto il paese l’obbligo alla felicità. Eh sì, perché in questa Svezia che non sembra poi tanto lontana negli anni da quella attuale, felicità e benessere psicologico sono imposti per legge. È vietato mostrare anche il minimo segno di sconforto, disagio mentale, rabbia o tristezza.

Baby Blue. Giorni di sabbia, la Dust Bowl vista da Aimée de Jongh - Radio Popolare. Una premessa è d’obbligo: la storia raccontata in questo libro è inventata, ma si basa su fatti storici. Cioè quello che accadde nella Dust Bowl, letteralmente conca di polvere, negli anni della Grande Depressione. La fumettista dei Paesi Bassi Aimée de Jongh, autrice di Giorni di sabbia, edito da Coconino, ha tenuto a ricordare questo stretto rapporto tra realtà e finzione attraverso tutto il romanzo. Inserendo tra un capitolo e l’altro e alla fine del libro, le foto scattate dai professionisti inviati sul posto dalla Farm Security Administration americana per documentare la vita nelle campagne dell’epoca. Molte delle scene che appaiono in quelle immagini sono state riprodotte fedelmente in questo romanzo grafico, che segue un giovane fotoreporter di 22 anni mandato in missione dalla FSA tra Oklahoma, Kansas e Texas nel 1937.

Ai disegni in linea chiara, semplici ed efficaci, de Jongh sovrappone come una patina polverosa che ricopre tutto il libro. Giorni di sabbia. Giorni di sabbia. Beatrice. Un amore senza tempo, il primo graphic novel di Joris Mertens. È possibile aprire un libro e sentirsi improvvisamente avvolgere dal rumore di una città animata, dal chiacchiericcio di un bar, dallo scalpiccio dei pendolari in una stazione ferroviaria o dallo sferragliare dei treni, anche se sulla pagina ci sono solo disegni? Se quel libro è Beatrice. Un amore senza tempo, il primo breve graphic novel del belga fiammingo Joris Mertens, la risposta è: assolutamente si’. Dopo trent’anni passati nel mondo del cinema e della televisione, Mertens è dall’incredibile potenza visiva.

In oltre 100 pagine di racconto non c’è una sola “bolla” di dialogo, non un’onomatopea. Eppure, la scansione della storia, i colori magistrali di ogni vignetta, ricchissima di dettagli, e la composizione delle pagine, i giochi di inquadrature, riescono a trasportare il lettore nel mondo di Beatrice. Un mondo intenso e in continuo movimento che diventa poetico con il progredire della storia. "Donna, vita, libertà", il graphic novel a cura di Marjane Satrapi - Radio Popolare. Dare alle stampe questo libro in meno di un anno è stato un tour de force, ma la fumettista e regista Marjane Satrapi non ha mai avuto dubbi. Per sostenere i movimenti di protesta che scuotono l’Iran dalla morte di Mahsa Zina Amini, colpevole di aver indossato ‘male’ il velo, c’era qualcosa che nessuno avrebbe potuto fare meglio di lei: coordinare un graphic novel corale che desse voce ai protagonisti delle proteste, raccontando le diverse sfumature di una storia complessa, che è ancora in corso, con il duplice obiettivo di dire agli iraniani che non sono soli e di far conoscere meglio l’Iran a tutti gli altri.

È così, con il sostegno della casa editrice francese L’Iconoclaste, che nasce il progetto di Donna, vita, libertà. È la prima volta che Marjane Satrapi coordina un’opera di questo tipo. Ma come una brava direttrice d’orchestra è riuscita a creare una sinfonia capace di unire coerentemente tutti gli stili, i ritmi e i toni degli autori coinvolti. Donna, vita, libertà. "Il mondo senza fine" di Jean-Marc Jancovici e Christophe Blain - Radio Popolare. Stiamo arrivando alla fine dell’estate più calda mai registrata nel mondo, ha annunciato a inizio settembre l’osservatorio europeo Copernicus. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutierres, ha reagito alla notizia con un comunicato in cui afferma che “il collasso climatico è iniziato”. Insomma, l’autunno inizia con una bella dose di eco-ansia, più che giustificata. E il graphic novel di cui parliamo oggi, pubblicato da Oblomov (oblòmof), la può attenuare solo in parte.

Come si capisce quando, alla domanda di uno degli autori “è la fine del mondo?” Un tentativo riuscitissimo di raccontare e spiegare i cambiamenti profondi e radicali che attraversa il nostro pianeta negli ultimi decenni, in una sorta di ironica e fattuale introduzione all’ecologia che ci interroga sul futuro che ci aspetta. Come dicevamo, l’originale francese è diventato un bestseller ma gli autori sono anche stati criticati.

Il mondo senza fine.