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Impariamo il linguaggio delle cose

Impariamo il linguaggio delle cose

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LM09: CodyRoby anche senza computer – codeweek.it Attività N. 9 per eventi Europe Code Week last-minute. Premessa: CodyRoby è uno strumento di programmazione unplugged fai da te concepito per abbattere le barriere d’accesso al coding educativo. Due edizioni speciali di CodyRoby sono state dedicate ad Africa Code Week e a Europe Code Week. Il materiale che compone ogni kit può essere scaricato liberamente dalla rete e stampato su 6 fogli A4.

Coding a scuola, oltre le etichette di Andrea Patassini Uno dei vantaggi offerti da iniziative come quella de L’ora del codice, che si è conclusa qualche settimana fa, è la possibilità di portare tematiche (solitamente) nuove per la scuola. Per molti studenti e insegnanti rappresenta l’occasione di avvicinarsi a pratiche come quelle del coding. La possibilità di aprire le porte delle aule scolastiche a percorsi di apprendimento differenti credo sia un dato sul quale provare a costruire nuovi approcci alla didattica. La matrice tecnologica, sulla quale le attenzioni solitamente si concentrano soprattutto nella descrizione delle attività di coding a scuola, possiede certamente un suo valore.

Il coding nella scuola by aaquilas on Genially Transcription Il Coding ti dà i super poteri Se la programmazione è destinata a fare una grande differenza nella vita dei bambini, è importante superare la visione tradizionale del coding come semplice capacità tecnica o strumento per ottenere un lavoro tecnico. Educatori, genitori, politici e altri dovrebbero pensare attentamente ai loro obiettivi e alle loro strategie per introdurre la programmazione ai bambini. Riprendendo il pensiero di Seymour Papert, il Lifelong Kindergarten Group del MIT Media Lab di Boston, USA, diretto dal Professore Mitchel Resnick, ha dato alla programmazione una nuova fisionomia educativa, soprattutto per le ricadute che ha sull’ambito logico-matematico nella risoluzione dei problemi e nello sviluppo della logica: la scrittura e lettura di codice richiede l’uso del pensiero computazionale ed algoritmico e come dice il Prof.

Coding e pensiero computazionale nella scuola primaria Coding e pensiero computazionale: cosa significano questi due termini, come stanno cambiando i metodi di insegnamento e di apprendimento a partire dalla scuola primaria e dell’infanzia e perché ne sentiremo parlare sempre più di frequente? Proviamo a dare qualche risposta. Coding e pensiero computazionale: significato Robotica educativa, come costruire un robot a scuola Robotica educativa (o robotica pedagogica, come la chiama qualcuno): ovvero come costruire un robot a scuola, programmare un robot o imparare a utilizzarlo già da bambini. Ma non solo. Robotica educativa significa anche apprendere qualcosa – la scienza, la matematica, la logica – con un metodo diverso da quelli tradizionali, grazie a macchine intelligenti. Un metodo di insegnamento e di apprendimento che ha cominciato a diffondersi nelle scuole italiane una quindicina di anni fa grazie a un gruppo di docenti-pionieri che hanno colto l’importanza di unire gioco e insegnamento, gioco e formazione. Robotica educativa, come costruire un robot giocando Il gioco come motore della curiosità e della scoperta per coinvolgere una serie di abilità diverse e suscitare nei bambini e nei ragazzi interesse.

Coding scuola primaria: ci pensa Cubetto, robot di legno Coding e scuola primaria: imparare giocando già dai primi anni di vita. Imparare giocando facendo coding, ovvero una serie di attività per comprendere le basi della programmazione già nella scuola primaria, con una serie di strumenti pensati per un utilizzo semplice e intuitivo. Di coding a scuola e di robotica educativa e degli strumenti per insegnare la programmazione abbiamo parlato più volte in questo blog (e a seguire trovate anche i link a questi articoli).

Bambini che imparano a programmare: A che scopo fare coding a scuola? L’obiettiva marginalità rispetto al mondo della scuola in cui furono relegate le esperienze Logo cui si riferisce un altro post non sembra tanto dovuta, come qualcuno sostiene, al prorompere sulla scena di concorrenti tecnologie per la didattica (ipertesti, multimedialità, utilizzo di Internet) legate a nuove interfacce, nuovi sistemi operativi e nuova “usabilità” del digitale, che avrebbero reso il Logo vecchio e “superato”. Intendiamoci: può certamente essere superata una certa versione di un software, ma raramente lo sono scopo e gli obiettivi (educativi nel nostro caso) per cui sono stati realizzati. È un po’ come se decidessimo che scrivere al computer ha meno valore comunicativo perché la versione del word processor che utilizziamo è piuttosto datata. Ancora una volta entra in gioco la gran confusione concettuale tra strumenti, oggetti di studio, e obiettivi educativi.

Il progetto - ProgrammaIlFuturo.it Descrizione del progetto Il MIUR, in collaborazione con il CINI – Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, ha avviato questa iniziativa (che fa parte del programma #labuonascuola) con l’obiettivo di fornire alle scuole una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per formare gli studenti ai concetti di base dell'informatica. Leggi la circolare MIUR del 2015 (quella del 2014 la ritrovi qui ).

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