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Noi e l'ambiente

Materie plastiche Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Vari oggetti in plastica utilizzati in ambito domestico. Le materie plastiche sono materiali organici o semiorganici a elevato peso molecolare, cioè costituite da molecole con una catena molto lunga (macromolecole), che determinano in modo essenziale il quadro specifico delle caratteristiche dei materiali stessi.[1] Le materie plastiche possono essere costituite da polimeri puri o miscelati con additivi o cariche varie. La IUPAC (Unione internazionale di chimica pura e applicata) nel definire le materie plastiche come "materiali polimerici che possono contenere altre sostanze finalizzate a migliorarne le proprietà o ridurre i costi", raccomanda l'utilizzo del termine polimeri al posto di quello generico di plastiche.[2] Materiali polimerici[modifica | modifica sorgente] I materiali polimerici sono generalmente il risultato della reazione di polimerizzazione di una quantità di molecole base (monomeri) per formare catene anche molto lunghe.

come vivere nei rifiuti (il nostro mondo dopo qualche anno se ...) OLTRE un anno fa, nel luglio del 2010, nel dossier sui “veleni industriali e politici” della Basilicata avanzai una proposta: Anagrafe pubblica della monnezza. Insieme con i Radicali lucani ho sposato da sempre l’einauidiano “conoscere per deliberare” e ritengo che anche sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti sarebbe opportuno favorire la massima conoscenza sull’operato di comuni e province. La vicenda Fenice, la crisi sul fronte dei rifiuti solidi urbani che si manifesta in queste ore, mi spinge a rivolgerci al Presidente della regione Vito De Filippo, all’Assessore all’Ambiente Agatino Mancusi e al consiglio regionale per chiedere l’approvazione urgente di una PDL regionale che abbiamo denominato “Anagrafe pubblica relativa alla raccolta, al recupero, allo smaltimento ed agli impianti dei rifiuti solidi urbani”. Tutto questo in attesa di poter capire come intervenire con un’analoga proposta anche sul fronte della produzione dei rifiuti speciali e pericolosi.

percentuale dei rifiuti in europa Quanti rifiuti produciamo? Quanti rifiuti produciamo? La produzione mondiale media pro-capite di rifiuti è stimata intorno ai 3.38 Kg al giorno, mentre per i rifiuti cosiddetti “urbani” (cioè provenienti da normali abitazioni, dalla pulizia delle strade, rifiuti vegetali raccolti in aree verdi, etc) si va dagli 0.5 Kg al giorno dell’India agli 1.1 Kg al giorno del Canada. La composizione media del rifiuto urbano indifferenziato consiste soprattutto di materiali organici, carta e cartone (imballaggi), plastica, vetro e metalli. Come si può notare in tabella, la quantità e la % delle diverse tipologie di rifiuti varia molto a seconda del livello di benessere caratteristico di un dato paese. Nei paesi a più alto reddito si producono più rifiuti; nei paesi a reddito più basso la maggior parte dei rifiuti è rappresentata da materia organica. In tabella vengono riportati i valori percentuali della composizione dei rifiuti solidi urbani italiani:

percentuale rifiuti in italia "Discariche e rifiuti pericolosi" Si chiama AligaTour ed è l'iniziativa degli attivisti quartesi del Movimento 5 Stelle per protestare contro la sporcizia e il degrado a Quartu. Decine di discariche anche con rifiuti pericolosi. Persino in aree che, in teoria, dovrebbero essere il fiore all'occhiello del territorio di Quartu soprattutto in chiave turistica. La denuncia arriva dal Movimento 5 Stelle ed è riassunta nelle immagini dell'Aligatour, il reportage fotografico degli attivisti di Grillo che ha riguardato le campagne e il litorale del centro alle porte di Cagliari, il terzo per numero di abitanti in Sardegna.

Rifiuti urbani 2011 Principali indicatori dei rifiuti urbani Andamento della produzione totale di rifiuto urbano nel Veneto Anni 1997 - 2011 - fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Rifiuti La produzione totale di rifiuti urbani in Veneto nel 2011 è pari a 2.305.401 t.Rispetto al 2010 la quantità di rifiuti urbani ha subito una diminuzione del 4,3%, attribuibile principalmente agli effetti della crisi economica. Andamento della produzione pro capite di rifiuto urbano nel Veneto e relativa variazione annua Anni 1997 – 2011- fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Rifiuti La produzione pro capite è diminuita del 4,7%, portandosi ad un valore di circa 465 kg/ab*anno (1,27 kg/ab*giorno), notevolmente inferiore a quella del 2010. Andamento della percentuale di RD nella regione Veneto Anni 1997 – 2011- fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Rifiuti Distribuzione dei comuni in base agli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti Anno 2011- fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Rifiuti Dati per provincia

Vetro Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il termine vetro si riferisce a materiali che sono ottenuti tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata da cristallizzazione.[7] I vetri sono solidi amorfi, assimilabili a liquidi sottoraffreddati ad elevatissima viscosità, con i legami intermolecolari e gli attriti interni che ne mantengono inalterata la forma per un tempo lunghissimo.[8] In linea teorica, i vetri potrebbero essere ottenuti a partire da qualunque liquido, attraverso un rapido raffreddamento che non dia alle strutture cristalline il tempo di formarsi. Nella pratica, hanno la possibilità di solidificare sotto forma di vetro solo i materiali che abbiano una velocità di cristallizzazione molto lenta, come ad esempio l'ossido di silicio (SiO2), il diossido di germanio (GeO2), l'anidride borica (B2O3), l'anidride fosforica (P2O5), l'anidride arsenica (As2O5).[7] Un esempio di vetro naturale è l'ossidiana, prodotta dal magma vulcanico. Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

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