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Le principali cause di inquinamento

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Inquinamento dell'acqua L'acqua può raggiungere il mare non solo attraverso i fiumi ma anche passando dal suolo, dopo essersi infiltrata ed aver raggiunto una falda acquifera. Si può quindi facilmente intuire che l'acqua si può inquinare non solo tramite i fiumi ma anche con i prodotti inquinanti del suolo. Un'importante causa dell'inquinamento delle acque, in particolare delle acque dolci sono gli scarichi di materiale organico. Le principali fonti di inquinamento organico sono: Le fogne delle città. L'autodepurazione Nelle acque si trovano dei microrganismi che si nutrono dei composti organici provenienti da organismi morti, liquami, ecc. e li trasformano in minerali non inquinanti. I prodotti chimici in agricoltura Le numerose sostanze utilizzate in agricoltura non restano solo sul suolo o sulle piante. Rappresentazione schematica del processo di eutrofizzazione. L'immissione di fosfati nelle acque dei mari e dei laghi fa aumentare le alghe. I rifiuti tossici industriali L'inquinamento da petrolio

Centrali idroelettriche Acqua potabile Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Acqua potabile Acqua potabile che sgorga dal rubinetto casalingo. L'acqua potabile è una risorsa naturale primaria destinata al consumo, permettendo la sopravvivenza degli esseri viventi, e a fondamentali attività umane. I processi di potabilizzazione permettono di migliorare le proprietà dell'acqua rendendola potabile, classico esempio è l'aggiunta di cloro come disinfettante; allo stesso tempo il calcio viene introdotto per alzare il pH e salvaguardare l'integrità dei tubi in materiali metallici dalla corrosione. Normativa[modifica | modifica sorgente] Il D.Lgs. 31/2001, e successive modificazioni e integrazioni è il riferimento normativo italiano che, recependo la Direttiva Europea 98/83/CE,[1] disciplina il campo delle acque potabili e definisce anche i parametri analitici ai quali un'acqua deve sottostare per potere essere definita potabile.[2] La stessa normativa definisce le acque destinate al consumo umano nei seguenti modi: Parametri chimici

Laguna Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La laguna di Venezia vista dal satellite Questo termine deriva dal latino lacuna, spazio vuoto. Descrizione[modifica | modifica sorgente] Le lagune vive hanno uno o più collegamenti o sbocchi con il mare aperto che permettono il naturale passaggio dell'acqua marina. Le lagune morte invece sono completamente circondate da terraferma e non hanno sbocchi sul mare, è solo attraverso l'innalzamento dell'acqua di mare dovuto alle maree che l'acqua marina entra all'interno delle lagune morte per poi defluire con l'abbassamento delle maree. Molte lagune in Italia in passato sono state trasformate in stagni salmastri. Un tipo particolare di laguna, caratterizzata dalla presenza di acqua salmastra, è lo Haff, tipica delle coste del mar Baltico. Un ambiente delicato[modifica | modifica sorgente] Lagune Italiane[modifica | modifica sorgente] Le lagune italiane sono: Bibliografia[modifica | modifica sorgente] (EN) M. Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Acquedotto Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Un acquedotto è il complesso delle opere di presa convogliamento e distribuzione dell'acqua necessaria ad una o più utilizzazioni : uso potabile, uso irriguo, uso industriale, ecc. La parola deriva dai due termini della latino aqua ("acqua") e ducere ("condurre"). Costruttivamente può essere realizzato in vari modi: con canali artificiali, con tubazioni o con soluzioni miste. Nel caso di canali il funzionamento può essere solo a pelo libero, nel caso di tubazioni anche in pressione. Per gli acquedotti potabili, si preferisce il funzionamento in pressione, perché da maggiore garanzia di igienicità, anche se in Puglia è stato realizzato all'inizio del Novecento il Canale Principale dell'Acquedotto Potabile del Sele - Calore, tuttora in esercizio, che funziona a pelo libero. Molti acquedotti attraversano il paesaggio con dei ponti o somiglianti a dei piccoli fiumi. Storia[modifica | modifica sorgente] Ruderi dell'acquedotto benedettino a Catania.

Acquedotti di Roma Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Ci informa Frontino, nel suo De aquis urbis Romae, che “nei 441 anni che seguirono la fondazione di Roma, i Romani s’accontentarono di usare le acque tratte dal Tevere, dai pozzi e dalle sorgenti”, che però nel 312 a.C., non erano più sufficienti a coprire il maggior fabbisogno dovuto allo sviluppo urbanistico ed all’incremento demografico. L’opera di realizzazione degli acquedotti fu di tale impegno ed efficacia che Dionigi di Alicarnasso poteva scrivere: "Mi sembra che la grandezza dell'impero romano si riveli mirabilmente in tre cose, gli acquedotti, le strade, le fognature"[1]. E più tardi Plinio il Vecchio osservava che: "Chi vorrà considerare con attenzione … la distanza da cui l’acqua viene, i condotti che sono stati costruiti, i monti che sono stati perforati, le valli che sono state superate, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso"[2]. Tecniche di realizzazione[modifica | modifica sorgente]

Inquinamento idrico Ghiaccio Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Descrizione[modifica | modifica sorgente] Solidificazione[modifica | modifica sorgente] L'acqua può rimanere allo stato liquido anche sotto 0 °C a causa del fenomeno di sopraffusione (fino a -42 °C) oppure con pressioni inferiori a quella normale (fino a -30 °C); viceversa il ghiaccio può formarsi anche a temperature superiori a 0 °C con pressioni superiori a quella normale. Esistono 15 differenti fasi solide dell'acqua, ma la più comune è la Ih, che è l'unica presente nella biosfera, a parte una piccola percentuale di Ic rintracciabile nell'alta atmosfera. Le varie fasi del ghiaccio formate a pressioni differenti da quella normale hanno una struttura cristallina differente da quella del ghiaccio comune. Peculiarità[modifica | modifica sorgente] Una caratteristica insolita del ghiaccio è che il solido ha una densità che è circa dell'8% inferiore a quella dell'acqua liquida. Il ghiaccio sulla Terra[modifica | modifica sorgente] Alberi ricoperti di ghiaccio

Acque interne, laghi e fiumi Le acque interne sono rappresentate, secondo la definizione di Zerunia (2001), da tutti i corpi d'acqua superficiali compresi entro la linea di costa. Per cui le loro caratteristiche sono alquanto variabili rispetto agli ecosistemi marini. La salinità varia da zero, è il caso di alcuni torrenti e laghi di alta quota, a valori prossimi a quelli dell'acqua di mare, è il caso dei laghi costieri. Convenzionalmente, nel caso in cui la salinità è uguale o inferiore allo 0.05 % si parla di acque dolci. Esistono poi gli ambienti di transizione, come lagune, delta ed estuari che mettono in comunicazione le acque interne con il mare. Queste definizioni apparentemente banali ci permettono in realtà di distinguere l'ambiente marino dal resto degli ecosistemi acquatici e di distinguere anche la fauna di questi ambienti. Gli ambienti delle acque interne sono maggiormente compromessi poichè maggiormente risentono delle attività antropiche.

L'acqa potabile (acquedotto) L'acqua allo stato gassoso Effetto serra Laghi italiani Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. I laghi sono in Italia più numerosi che negli altri Stati dell'Europa meridionale mediterranea. Numerosissimi sono soprattutto quelli che si incontrano nella regione alpina. I laghi d'Italia situati nella regione prealpina sono: Nella regione antiappenninica, di origine vulcanica, s'incontrano In quella appenninica il lago Trasimeno. Lungo le coste della penisola e delle maggiori isole (Sicilia, Sardegna e Corsica), numerosi sono pure i laghi costieri: come quelli di Lesina e di Varano in Puglia; altri esistevano un tempo, ma sono stati prosciugati e bonificati. Laghi alpini[modifica | modifica wikitesto] In genere sono abbastanza estesi e collocati ad un'altitudine abbastanza elevata essi occupano conche scavate dai ghiacciai, che un tempo coprivano l'intera Catena Alpina. Vengono generalmente chiamati con nomi che si riferiscono ai paesi che vi si affacciano. Laghi prealpini[modifica | modifica wikitesto] Laghi appenninici[modifica | modifica wikitesto]

Sprechi e perdite di acqua La scarsa manutenzione degli impianti rende più difficile la risposta al problema della scarsità. Fino al 40 % dell’acqua va persa a causa delle perdite nelle condutture e nei canali e una delle principali cause di ciò è la spillatura illegale. L’aumento del costo dell’acqua, come risultato, affligge i poveri più di altri. Ma la crisi idrica colpisce anche le città nel mondo ricco: Houston e Sidney per esempio, che usano più acqua di quanta viene loro fornita. L’Australia è il continente più arido del mondo, dove l’aumento di salinità nell’acqua sta minacciando l’agricoltura. In Italia "i consumi domestici permangono a livelli eccessivi, quindi di spreco, se si pensa che l’Italiano medio consuma 213 litri al giorno d’acqua potabile mentre lo Svizzero si limita a 159 e lo Svedese si “accontenta” di 119 litri."

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