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Computer Science Unplugged

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Bambini che imparano a programmare: Attività unplugged In tema di apprendimento della programmazione da parte dei bambini ho sempre guardato alle proposte di attività unplugged (senza computer) con un po’ di diffidenza. Mi sono sempre apparse un po’ come una sorta di ripiego strategico rispetto alla cronica mancanza di dotazioni hardware delle scuola, un modo di pensare alla CS Education che finisse, in fondo, proprio di giustificare e far accettare come normale tale mancanza. In aggiunta, negli anni passati, sovente i libri di testo adottati nella primaria presentavano e proponevano attività unplugged estremamente semplificate ma non di meno astratte e formalizzate (p. es. il concetto di algoritmo descritto come diagramma di flusso). Per questo ho sempre sostenuto l’assoluta necessità, nel caso in cui si volesse davvero “fare informatica” nella scuola primaria, di approcci assai operativi, anzi solo operativi o quasi, che non potevano quindi prescindere da un rapporto diretto, possibilmente uno ad uno, tra bambini e computer.

Google Bloks, un progetto per insegnare la programmazione ai ragazzi - Macitynet.it Annunciato un nuovo progetto di ricerca denominato Google Bloks; l’idea di base è insegnare concetti di programmazione ai bambini che per sviluppare codice devono utilizzare componenti, o meglio, “blocchi”. Una piattaforma hardware aperta, sviluppata in collaborazione con l’azienda IDEO, permette di sfruttare tre tipologie di blocchi: la Brain Board, un Raspberry Pi Zero utilizzabile come processore e “gestore” degli altri blocchi denominati Pucks, nome che arriva dai dischi di gomma utilizzati nell’hockey su ghiaccio e che possono essere di varie forme. I vari oggetti mettono a disposizione azioni molto semplici (es. “attiva/disattiva”, “ruota a destra”, “salta”, “ruota a sinistra”, “riproduci musica”); le Base Board interpretano le istruzioni nei Pucks inviandole (via Wi-Fi o Bluetooth) alle Brain Board che le elaborano. Su queste ultime è possibile attivare LED di stato, motorini e altri dispositivi.

Your URLS ovvero Yurls Yurls? Yurls sta per Your Urls ed in questo assomiglia a Delicious ma attenti, Yurls ha di più. Innanzitutto bisogna dire che questo strumento nasce nel mondo della scuola e precisamente nel mondo della Scuola Primaria olandese per merito di Sipke Kloosterman . Coding in your classroom...now About this webmix : Raccolta di esperienze di coding in classe svolte durante la partecipazione al MOOC Emma "Coding in your classroom ...Now! Progetto Codingioco Ottagono scratch Bee Bot Lab La tavola pitagorica Le funzioni ricorsive Un programma da fiaba C'era una volta Tante storie con Un ora di coding GiochiAmo con CodiAmo Percorsi con le BeeBot LA NOSTRA ORA DEL CODICE Programmiamo Robot DJ CODING...CHE PASSIONE! Padlet Pia Maggi Codando CONTANDO Algoritmi gramma Un'ora di codice CodiAMO Far muovere il mouse Coding Way!

L’animatore digitale sul Sole24Ore Chi sono gli “animatori digitali” che i tutti i dirigenti scolastici italiani devono nominare entro il 10 dicembre su direttiva del Ministero dell’Istruzione? Quali i loro compiti e le loro responsabilità? Si tratta di nuove figure professionali che avranno l’oneroso compito di attuare il Piano Nazionale Scuola Digitale. E’ un piano molto articolato, il primo e forse anche … l’ultimo intervento normativo in grado di colmare il drammatico digital divide della scuola italiana rispetto all’Europa. E’ incentrato sulle principali emergenze digitali del sistema formativo italiano: la copertura Internet a banda larga di tutte le aule e la formazione degli insegnanti.

Rivista Bricks - CoderKids, un laboratorio di programmazione unplugged per i bambini di 5-6 anni CoderKids è un laboratorio di informatica senza uso del computer, nato dall’idea di due insegnanti di scuola Primaria. Ci siamo incontrate in Rete via Twitter (@agaddone, @catemoscetti) poco più di un anno fa; in comune abbiamo la passione per la didattica attiva con la tecnologia. Da anni ci occupiamo, nei nostri rispettivi ambiti di insegnamento (Italiano poi Matematica l’una, L2 Inglese, l’altra), di utilizzare l’informatica per le varie discipline. Nel tempo, spinte dalla curiosità personale e da un atteggiamento creativo verso la tecnologia e l’innovazione didattica, abbiamo notato che la scuola generalmente insegna ad usare un insieme di applicativi (di solito software progettati per gli uffici) per raccontare e presentare le proprie esperienze e registrare il risultato finale delle attività di laboratorio o dei progetti. Figura 1 – La realizzazione dei pon pon-Fuzzes. Figura 2 – I Fuzzes.

CoderDojo Italia I CoderDojo sono club gratuiti il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. CoderDojo è un movimento aperto, libero e totalmente gratuito organizzato in centinaia di club indipendenti sparsi in tutto il mondo. Ogni Dojo organizza le proprie attività senza scopo di lucro, rispettando le indicazioni della Charter internazionale stilata dalla Fondazione Internazionale CoderDojo. Le attività di formazione dei nostri club ruotano intorno al gioco, lo scambio reciproco ed il peer learning, secondo l’unica regola fondamentale di ogni dojo: Be Cool. In Italia sono attivi dal 2012 oltre 40 dojo diffusi su tutto il territorio nazionale (la lista completa dei dojo è disponibile su www.coderdojoitalia.org) ed ogni giorno nuovi gruppi di volontari si approcciano al movimento per aprire una nuova sede in cui ospitare incontri periodici per i bambini del proprio territorio.

tecnologie didattiche Infografica sul concetto di Tecnologie Didattiche Rivoltella: un video per ragionare TESTI D'ESAME = G. Bonaiuti, G. Let's Have Fun With English! Let's Have Fun With English! è una piattaforma digitale creata da Msr Haquet, una docente francese che insegna la lingua inglese nel suo Paese. La collega ha inserito nel suo sito web una gran quantità di attività interattive per l'apprendimento dell'inglese, create da lei stessa, spesso proposte sotto forma di gioco. Animatore digitale: a che cosa servirà? su AgendaDigitale.it Gli effetti del Piano Nazionale Scuola digitale cominciano a dispiegarsi in maniera, a nostro avviso, molto veloce e positiva ne è prova, ad esempio, la nota del Ministero dell’Istruzione che invitava i Dirigenti scolastici a fornire entro il 10 di dicembre il nominativo dell’‘“Animatore digitale” della propria istituzione scolastica. La scelta dovrà cadere su insegnati “innovatori” che siano esperti di metodologie e di tecnologie didattiche e che posseggano buone doti organizzative e capacità di coinvolgimento e leadership rispetto ai colleghi. In pratica a partire dal Dicembre del 2015 ogni scuola italiana avrà una figura dedicata esclusivamente all’innovazione digitale di natura metodologica e didattica (probabilmente con un “distacco” parziale dall’insegnamento). Fino ad oggi un ruolo similare, anche se molto depotenziato, era stato ricoperto, ove fosse stato istituito, da insegnanti che venivano nominati dal Dirigente come “funzione strumentale” dedicata alle tecnologie. a.

Rivista LTAonline RomaTre - Didattica (digitale) unplugged di Andrea Patassini Uno degli aspetti positivi della forte attenzione da parte del mondo della scuola riguardo i temi della programmazione, o di quello che oggi viene più comunemente definito coding, è che nascono e si sviluppano pratiche didattiche creative, ricche di elementi utili per riflettere sulla natura del digitale e la sua relazione con il mondo dell’apprendimento. Certo, dal momento in cui si decide di voler introdurre alcune di queste pratiche in classe torna evidente il difficile rapporto delle tecnologie con la scuola. Riecco bussare alla porta questioni irrisolte, come la mancata presenza capillare di strumentazioni digitali, o il dover fare i conti con l’assenza di connessioni veloci nelle aule scolastiche o, ancora, il rischio di dover impattare contro il muro della diffidenza verso queste attività e, più in generale, verso la tecnologia digitale applicata alla didattica. Niente computer per conoscere i computer quindi. Mi piace:

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