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L'impianto Piave-Boite-Maè-Vajont

L'impianto Piave-Boite-Maè-Vajont
L’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont è stato pensato per garantire continuità tra gli impianti già esistenti, nell’utilizzazione delle risorse idrauliche del fiume Piave, infatti a monte di tale impianto esistono i serbatoi del Comelico e il serbatoio di Santa Caterina di Auronzo, che sfruttando rispettivamente i fiumi Piave e Ansiei, e consentono lo sfruttamento idroelettrico delle acque tramite la centrale di Pelos, con scarico a quota 683.50m; inoltre a valle è presente la presa degli impianti Piave-S.Croce a Soverzene, a quota 390m. Quindi l’intero sfruttamento delle risorse idroelettriche della valle del Piave tra le quote 683.50m e 390m viene affidato all’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont. Schema geografico dell’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont Questo è lo schema dell’impianto prima della costruzione della diga del Vajont. Schema dell’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont In questo schema possiamo vedere l’impianto con la diga del Vajont. Related:  Energia idroelettrica 3cEnergia idroelettrica 3GENERGIA IDROELETTRICA 3C

Il Piave e il Cadore Da Cima Gogna il Piave prosegue verso il Medio Cadore lambendo i paesi di Lozzo, Lorenzago, Domegge, Calalzo, ultima fermata della ferrovia. A Rizzios di Calalzo, nel 1878, Angelo Frescura che aveva imparato in Francia, dove era emigrato, a lavorare gli occhiali, impiantò la prima fabbrica del Cadore usando la forza motrice dell’acqua per far muovere i macchinari. L’industria dell’occhiale , oggi fortemente in crisi, divenne la principale attività economica del Cadore, tale da richiamare, negli anni ottanta, pendolari anche da fuori provincia. Il Piave è il più importante produttore di energia elettrica in Italia. Il sistema del Grande Vajont dal sogno alla realtà - Vajont 1963-2013 - Corriere delle Alpi l Consiglio superiore dei Lavori pubblici si riuniva per la prima approvazione del progetto della Sade. Erano presenti solo 13 membri su 34: mancava il numero legale, il Vajont nacque lo stesso. L’impresa era colossale. La diga del Vajont divenne la più alta del mondo del tipo a doppio arco, ma l’intero sistema ad essa collegato era impressionante. I primi impianti idroelettrici erano già stati costruiti a partire agli inizi del secolo. Le province venete si riunirono in consorzio per gestire in proprio le acque dei fiumi veneti: inspiegabilmente la concessione venne data alla Sade. Sul Vajont un primo progetto venne presentato nel 1929 da Carlo Semenza per conto della Siv, controllata Sade. Nel 1948 la Sade ottenne la concessione definitiva. Nella mappa, il sistema del Grande Vajont.

porto marghera Diga Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Una diga è uno sbarramento artificiale permanente su un corso d'acqua naturale che serve a creare un lago artificiale. A seconda dei materiali impiegati per la costruzione la diga può essere di calcestruzzo (o muratura), in terra, di pietrame o di materiale misto. Gli sbarramenti in calcestruzzo possono essere del tipo a gravità (anche alleggerita), ad arco o di tipologie miste (arco-gravità, volte multiple, ecc.). Si tratta di un'opera importante in fase di progettazione e realizzazione nell'ambito dell'ingegneria civile. Requisiti geologici[modifica | modifica wikitesto] La scelta del tipo di diga dipende essenzialmente dalla forma e dalla geologia della stretta del fiume e dai materiali da costruzione disponibili nelle vicinanze. Tipi di dighe[modifica | modifica wikitesto] Dighe a gravità[modifica | modifica wikitesto] Sono strutture massicce in calcestruzzo generalmente di geometria semplice. Forze agenti su una diga a gravità dove:

Porto Marghera, logistica e industrie occupano ancora 20 mila lavoratori Porto Marghera sta cambiando. Anzi è già cambiata come dimostra l’aggiornato studio presentato ieri nella sede dell’Autorità Portuale, a Santa Marta, dal presidente Paolo Costa e dall’assessore comunale alle attività produttive, Antonio Paruzzolo. Fino a vent’anni fa le grandi industrie primarie della petrolchimica, della siderurgia e le attività portuali connesse occupavano 40 mila lavoratori. Oggi, dopo la chiusura dei grandi stabilimenti - leggi Montedison, Enichem , Dow Chemical, Ineos-Vinyls, Montefibre, Alumix, Sava, Italsider, Feltrificio Veneto e da ultime le acciaierie Beltrame - gli occupati si sono ridotti a meno della metà: per l’esattezza 16.900 (ai quali vanno aggiunti gli occupati nell’indotto portuale) alle dipendenze di 1.178 imprese. Le industrie sopravvissute alle delocalizzazioni o alla chiusura per gli eccessivi costi energetici e logistici, occupano oggi appena 1.736 addetti, a fronte dei i 14.000 degli anni Settanta e Ottanta. Gianni Favarato

Regione Veneto, idroelettrico La Direzione Difesa del Suolo, nell’ambito delle sue funzioni, è responsabile, a partire dal 17 di settembre 2008, del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione unica di cui all’art. 12 del D.Lgs 387/2003 relativo agli impianti idroelettrici con capacità di generazione superiore a 100 kW. Risorse utili Form di inserimento dei dati delle centrali idroelettriche. Vai al formProcedura istruttoria per il rilascio all'autorizzazione unica per impianti idroelettrici - Scarica i diagrammi di flusso (file ppt compressi in un file zip, 18Kb)Modulistica per la richiesta di autorizzazione unica per impianti idroelettrici - Scarica gli allegati (file doc compressi in file zip, 155Kb)Modalità di pagamento degli oneri istruttori - Scarica foglio infromativo (file pdf, 8Kb)Normativa utile - Scarica l'elenco ipertestuale delle norme (file pdf 17Kb) Struttura di riferimento

Energia idroelettrica: vantaggi e svantaggi - Blog di Approfondimento sulle Fonti rinnovabili Globalmente, l’utilizzo di energia idroelettrica ha soprattutto vantaggi, sebbene anche alcuni svantaggi che potrebbero essere limati. Scopriamoli in questa pagina. I vantaggi sono numerosi. Per prima cosa, si tratta di una fonte energetica assolutamente pulita e a emissioni zero, anche l’ambiente circostante ad una centrale idroelettrica è generalmente pulito, senza nessuna contaminazione dell’aria. I costi dell’energia così prodotta si mantengono tra i più bassi e la stessa energia può essere prodotta continuamente in modo del tutto naturale. La realizzazione delle dighe adiacenti alle centrali favoriscono il contenimento dell’acqua evitando improvvise inondazioni e regolando il gettito dell’acqua in modo fluido e regolare. Le centrali possono essere tempestivamente attivate o spente nel giro di qualche minuto, con l’apertura e la chiusura delle chiuse idrauliche. Tuttavia anche alcuni svantaggi sono noti. Tutti

Energia Idroelettrica Gli impianti idroelettrici sfruttano l’energia potenziale meccanica contenuta in una portata di acqua che si trova disponibile ad una certa quota rispetto al livello in cui sono posizionate le turbine. La potenza elettrica che ogni centrale idroelettrica può sviluppare dipende dalla massa d’acqua a disposizione (portata), dal dislivello tra le acque a monte del bacino ed il punto in cui sono poste le turbine, dal rendimento di conversione della macchina elettrica. Il dislivello può variare da alcuni metri (centrale idroelettriche ad acqua fluente) ad alcune centinaia di metri (come nelle centrali idroelettriche a serbatoio). Il principio è il medesimo di una centrale termoelettrica: la differenza è che il mezzo che fa girare la turbina è l’acqua e non il vapore. Per aumentare la portata di acqua che agisce sulla turbina, è possibile costruire delle dighe, che accumulano l'acqua in modo da creare un bacino artificiale. Anche questa tecnologia determina alcuni impatti sull'ambiente.

Centrale idroelettrica Regione Veneto: Industria e Ambiente La storia del Veneto è la storia di alti e bassi, di tanti sacrifici e di piccole conquiste. Per molti decenni, il Veneto è stato un paese povero. Poi ha conosciuto la crescita industriale, rapida e massiccia, che ne ha fatto una delle regioni più forti d’Italia dal un punto di vista economico. Lo sviluppo industriale degli anni ‘60 Lo sviluppo industriale del Veneto è legato al periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, quando il porto Marghera divenne uno dei più trafficati d’Europa. Lo sviluppo ambientale di oggi Oltre che per lo sviluppo industriale, il Veneto merita particolari attenzioni anche per la tutela dell’ambiente e del territorio portata avanti con forza dalle amministrazioni locali. Immagine: Shariff Che’Lah – FotoliaSimilar Posts:

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