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Diga

Diga
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Una diga è uno sbarramento artificiale permanente su un corso d'acqua naturale che serve a creare un lago artificiale. A seconda dei materiali impiegati per la costruzione la diga può essere di calcestruzzo (o muratura), in terra, di pietrame o di materiale misto. Requisiti geologici[modifica | modifica wikitesto] La scelta del tipo di diga dipende essenzialmente dalla forma e dalla geologia della stretta del fiume e dai materiali da costruzione disponibili nelle vicinanze. Quando, invece, si incontrano strati di materiali sciolti (argille, sabbie, ghiaie) di grande spessore nel letto del fiume la scelta è obbligata per dighe deformabili come dighe in terra, dighe in rockfill (pietrame) con manto impermeabile in calcestruzzo o bituminoso o soluzioni intermedie tra le due. Tipi di dighe[modifica | modifica wikitesto] Dighe a gravità[modifica | modifica wikitesto] Sono strutture massicce in calcestruzzo generalmente di geometria semplice. dove:

Diga del Vajont Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Descrizione[modifica | modifica wikitesto] Di tipo a doppio arco, lo sbarramento è di 261,60 m (tuttora, a più di 50 anni dalla costruzione, è la quinta diga più alta del mondo, la terza ad arco) con un volume di 360.000 m³ e con un bacino di 168,715 milioni di metri cubi. All'epoca della sua costruzione era la diga più alta al mondo. Lo scopo della diga era di fungere da serbatoio di regolazione stagionale per le acque del fiume Piave, del torrente Maè e del torrente Boite, che precedentemente andavano direttamente al bacino della Val Gallina, che alimentava la grande centrale di Soverzene. Le acque sottratte al loro corso naturale vennero così incanalate dalla diga di Pieve di Cadore (Piave), da quella di Pontesei (Maè) e da quella di Valle di Cadore (Boite) al bacino del Vajont tramite chilometri di tubazioni in cemento armato vibrato e spettacolari ponti-tubo. Disastro del Vajont[modifica | modifica wikitesto] Note[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto Piave-Boite-Maè-Vajont - ProgettoDighe L’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont è stato pensato per garantire continuità tra gli impianti già esistenti, nell’utilizzazione delle risorse idrauliche del fiume Piave, infatti a monte di tale impianto esistono i serbatoi del Comelico e il serbatoio di Santa Caterina di Auronzo, che sfruttando rispettivamente i fiumi Piave e Ansiei, e consentono lo sfruttamento idroelettrico delle acque tramite la centrale di Pelos, con scarico a quota 683.50m; inoltre a valle è presente la presa degli impianti Piave-S.Croce a Soverzene, a quota 390m. Quindi l’intero sfruttamento delle risorse idroelettriche della valle del Piave tra le quote 683.50m e 390m viene affidato all’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont. Schema geografico dell’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont Questo è lo schema dell’impianto prima della costruzione della diga del Vajont. Schema dell’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont In questo schema possiamo vedere l’impianto con la diga del Vajont.

Centrale idroelettrica Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Una centrale idroelettrica è un insieme di opere di ingegneria idraulica posizionate in una certa successione, accoppiate ad una serie di macchinari idonei allo scopo di ottenere la produzione di energia elettrica da masse di acqua in movimento. L'energia prodotta dalle centrali idroelettriche è da classificarsi a tutti gli effetti come energia rinnovabile in quanto, almeno in teoria, l'acqua può essere riutilizzata infinite volte per lo stesso scopo senza subire un processo di depurazione. Il concetto di rinnovabilità è subordinato alla costanza del volume annuo degli afflussi integrali. Classificazione in base al tipo[modifica | modifica wikitesto] Le centrali si classificano in base a diverse tipologie di impianto: Centrali ad acqua fluente[modifica | modifica wikitesto] Centrali a bacino[modifica | modifica wikitesto] Diga ad arco utilizzata per produrre corrente elettrica Centrali con impianti ad accumulazione[modifica | modifica wikitesto]

Il pozzo Il sistema del Grande Vajont dal sogno alla realtà - Vajont 1963-2013 - Corriere delle Alpi l Consiglio superiore dei Lavori pubblici si riuniva per la prima approvazione del progetto della Sade. Erano presenti solo 13 membri su 34: mancava il numero legale, il Vajont nacque lo stesso. L’impresa era colossale. La diga del Vajont divenne la più alta del mondo del tipo a doppio arco, ma l’intero sistema ad essa collegato era impressionante. I primi lavori a Pieve di Cadore iniziarono nel 1947, il collaudo avvenne nel 1952. A Valle di Cadore i lavori occuparono il periodo 1949-51. I primi impianti idroelettrici erano già stati costruiti a partire agli inizi del secolo. Le province venete si riunirono in consorzio per gestire in proprio le acque dei fiumi veneti: inspiegabilmente la concessione venne data alla Sade. Sul Vajont un primo progetto venne presentato nel 1929 da Carlo Semenza per conto della Siv, controllata Sade. Nel 1948 la Sade ottenne la concessione definitiva. Nella mappa, il sistema del Grande Vajont.

Diga delle Tre Gole Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La diga delle Tre Gole, denominata anche "Progetto Tre Gole", è una diga per la produzione di energia idroelettrica costruita sul Fiume Azzurro, nella provincia di Hubei in Cina, e rappresenta l'impianto con la maggiore capacità di produzione idroelettrica mai realizzato. È una centrale idroelettrica a bacino e per far arrivare l'acqua alle turbine sfrutta la pressione dell'acqua dell'intero bacino. Completata il 20 maggio 2006, la diga fa parte di un più vasto complesso ad essa annesso, che è stato interamente ultimato nel 2009. Il progetto è stato fin dal principio contestato dalle associazioni ambientaliste per l'elevato impatto ambientale e per l'elevato numero di persone sfollate. Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto] Il 3 luglio 2012 sono state attivate le ultime turbine[2], portando la centrale a pieno regime, con 32 turbine attive e un potenziale di produzione annua di 104 TWh. Aspetti positivi[modifica | modifica wikitesto] Coordinate:

Pozzo Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Un "pozzo" con carrucola e copertura Schema di pozzo petrolifero con impianto di pompaggio Pozzi petroliferi. Il termine pozzo indica, in generale, una struttura artificiale, solitamente di forma circolare e di dimensioni variabili da caso a caso, da cui, in genere, si estrae dal sottosuolo l'acqua delle falde, che possono essere freatiche oppure artesiane, a seconda che il flusso dell'acqua che le permea sia "a pelo libero" oppure "in pressione". Per analogia, col passare dei secoli, il termine "pozzo" è stato esteso agli analoghi manufatti scavati per estrarre dal suolo minerali (pozzi minerari), come nelle miniere di carbone, oppure petrolio (pozzi petroliferi) e dei gas ad esso associati (pozzi metaniferi), ecc., nonché a contenere qualcosa (es.: pozzo della neve o neviera). Storia[modifica | modifica sorgente] I pozzi più antichi di cui si conoscono tracce certe risalgono al Neolitico. I pozzi artesiani[modifica | modifica sorgente]

vantaggi e svantaggi Globalmente, l’utilizzo di energia idroelettrica ha soprattutto vantaggi, sebbene anche alcuni svantaggi che potrebbero essere limati. Scopriamoli in questa pagina. I vantaggi sono numerosi. Per prima cosa, si tratta di una fonte energetica assolutamente pulita e a emissioni zero, anche l’ambiente circostante ad una centrale idroelettrica è generalmente pulito, senza nessuna contaminazione dell’aria. I costi dell’energia così prodotta si mantengono tra i più bassi e la stessa energia può essere prodotta continuamente in modo del tutto naturale. La realizzazione delle dighe adiacenti alle centrali favoriscono il contenimento dell’acqua evitando improvvise inondazioni e regolando il gettito dell’acqua in modo fluido e regolare. Le centrali possono essere tempestivamente attivate o spente nel giro di qualche minuto, con l’apertura e la chiusura delle chiuse idrauliche. Tuttavia anche alcuni svantaggi sono noti. Tutti

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