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Veneto - Industria e Ambiente

Veneto - Industria e Ambiente
La storia del Veneto è la storia di alti e bassi, di tanti sacrifici e di piccole conquiste. Per molti decenni, il Veneto è stato un paese povero. Poi ha conosciuto la crescita industriale, rapida e massiccia, che ne ha fatto una delle regioni più forti d’Italia dal un punto di vista economico. Il successo del veneto, tuttavia, non è legato solo alla massiccia fioritura industriale ma anche alla tutela dell’ambiente che ogni anno attira milioni di turisti da tutto il mondo. Lo sviluppo industriale degli anni ‘60 Lo sviluppo industriale del Veneto è legato al periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, quando il porto Marghera divenne uno dei più trafficati d’Europa. Lo sviluppo ambientale di oggi Oltre che per lo sviluppo industriale, il Veneto merita particolari attenzioni anche per la tutela dell’ambiente e del territorio portata avanti con forza dalle amministrazioni locali. Immagine: Shariff Che’Lah – FotoliaSimilar Posts:

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«Troppe aziende venete fallite perche lo Stato non paga» Il parlamentare padovano dell’Udc: «Il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione può ridare ossigeno alle imprese» ROMA. «Siamo fiduciosi del fatto che il governo manterrà gli impegni presi. Le aziende, infatti, sono con l’acqua alla gola e attendono risposte concrete dal decreto sullo sblocco dei pagamenti dei debiti della PA. Industria tessile Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Telaio artigianale in legno a 6 licci L'industria tessile è un'attività manifatturiera che produce e lavora le fibre tessili. La sua origine è antichissima e deriva dall'esigenza dell'uomo di ripararsi dal freddo e dalle intemperie, usando materiali diversi dalle pelli conciate. Storia[modifica | modifica sorgente]

Fusina Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Storia[modifica | modifica sorgente] Fusina era anticamente nota come Lixa o Lizza Fusina (è citata per la prima volta nel 1191). Riguardo al toponimo si sono avanzate molte ipotesi: se Fusina significa chiaramente "officina", è ancora incerta la derivazione di Lizza. La teoria più recente e probabile lo avvicina ai verbi lisciare (nel senso di "scivolare") e drizzare, in riferimento all'attività di un macchinario utilizzato per trasferire le barche dal Brenta alla Laguna[2].

Porto Marghera, logistica e industrie occupano ancora 20 mila lavoratori Porto Marghera sta cambiando. Anzi è già cambiata come dimostra l’aggiornato studio presentato ieri nella sede dell’Autorità Portuale, a Santa Marta, dal presidente Paolo Costa e dall’assessore comunale alle attività produttive, Antonio Paruzzolo. Fino a vent’anni fa le grandi industrie primarie della petrolchimica, della siderurgia e le attività portuali connesse occupavano 40 mila lavoratori. Oggi, dopo la chiusura dei grandi stabilimenti - leggi Montedison, Enichem , Dow Chemical, Ineos-Vinyls, Montefibre, Alumix, Sava, Italsider, Feltrificio Veneto e da ultime le acciaierie Beltrame - gli occupati si sono ridotti a meno della metà: per l’esattezza 16.900 (ai quali vanno aggiunti gli occupati nell’indotto portuale) alle dipendenze di 1.178 imprese. Le industrie sopravvissute alle delocalizzazioni o alla chiusura per gli eccessivi costi energetici e logistici, occupano oggi appena 1.736 addetti, a fronte dei i 14.000 degli anni Settanta e Ottanta.

Seconda rivoluzione industriale Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Esposizione universale del 1889 a Parigi Nella seconda metà dell'Ottocento l'Europa occidentale estese e consolidò la propria presenza nel mondo. Il suo prestigio si fondava sulla superiorità nel campo scientifico e tecnologico e sulla potenza industriale e capitalistica, rafforzato in seguito alla scoperta di nuove fonti di energia, come il petrolio e l'elettricità, all'utilizzo di nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto, al dominio incontrastato del commercio mondiale. Intanto le grandi potenze europee portavano a termine le conquiste coloniali, soprattutto in Africa, spinte dal desiderio di procurarsi nuovi mercati di vendita per i prodotti nazionali e di accaparrarsi materie prime e risorse energetiche a basso costo.

Settore Secondario - Tech & Teach Il settore secondario comprende le attività economiche di tipo industriale. Si consolida nel corso dello sviluppo economico ed è caratterizzato dall'utilizzo intensivo della tecnologia per la produzione dei beni. Il settore secondario è uno dei principali settori produttivi di un sistema economico. L'appellativo "secondario" deriva dal fatto che l'industria rappresenta il secondo stadio dello sviluppo economico. Industria alimentare Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La locuzione industria alimentare assume differenti significati a seconda del contesto in cui è utilizzata: Nell'accezione più generale (senza plurale), indica quel settore del mercato composto dalle imprese che si dedicano alla lavorazione e trasformazione di prodotti provenienti da attività primarie quali l'agricoltura, la zootecnica, la silvicoltura e la pesca, oppure, in seconda battuta, di semilavorati ottenuti come detto, per realizzare prodotti finiti da destinare, a fronte di un adeguato condizionamento/confezionamento, al mercato, e quindi al consumo, alimentare.Spesso la locuzione è utilizzata anche per indicare la singola azienda che svolge le attività sopra descritte.A volte, impropriamente, si usa come sinonimo di stabilimento, opificio, fabbrica (specificatamente "alimentare").

Benetton Group Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il gruppo deve la sua notorietà oltre che ai suoi prodotti anche al suo stile di comunicazione, sviluppato a Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton. L'azienda Benetton è stata fondata nel 1965 a Ponzano Veneto (Treviso) da Luciano, Gilberto, Giuliana e Carlo Benetton. Nel 1966 viene inaugurato il primo negozio a Belluno. Nel 1969 viene inaugurato il primo negozio all'estero, a Parigi e nel 1972 lancia il marchio "Jean's West" (1972). Alla fine degli anni settanta, l'azienda esporta il 60% della produzione. Piave-Progetto Dighe L’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont è stato pensato per garantire continuità tra gli impianti già esistenti, nell’utilizzazione delle risorse idrauliche del fiume Piave, infatti a monte di tale impianto esistono i serbatoi del Comelico e il serbatoio di Santa Caterina di Auronzo, che sfruttando rispettivamente i fiumi Piave e Ansiei, e consentono lo sfruttamento idroelettrico delle acque tramite la centrale di Pelos, con scarico a quota 683.50m; inoltre a valle è presente la presa degli impianti Piave-S.Croce a Soverzene, a quota 390m. Quindi l’intero sfruttamento delle risorse idroelettriche della valle del Piave tra le quote 683.50m e 390m viene affidato all’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont. Schema geografico dell’impianto Piave-Boite-Maè-Vajont Questo è lo schema dell’impianto prima della costruzione della diga del Vajont.

La Prima Rivoluzione Industriale - Tech & Teach Nel Settecento, nell'Europa Occidentale, l'agricoltura subisce una grande trasformazione che, a buon diritto, è chiamata (nuova) rivoluzione agricola per i profondi cambiamenti che determina nella vita rurale. Il prodotto della terra aumenta in modo deciso tanto che vengono soddisfatte le maggiori richieste alimentari della popolazione in continuo aumento. A sua volta la pressione demografica accelera le trasformazioni agricole incoraggiando ogni iniziativa mirata ad ottenere dalla terra una sempre maggiore produttività. A tale aumento di produttività corrisponde, peraltro, una forte diminuzione delle persone occupate nell'agricoltura, che sono costrette quindi a trovare un altro lavoro spesso in città, nelle fabbriche.

Roverato : Il Veneto e la sua Industria In occasione della quinta giornata del corso di formazione Nuove rotte per il Veneto, organizzato dalla Cisl del Veneto, abbiamo intervistato il prof. Giorgio Roverato, che insegna, presso l'Università di Padova, Storia Economica nella Facoltà di Scienze Politiche e Storia Economica e dell'Impresa nella Facoltà di Economia.Il prof Roverato è autore di molte pubblicazione che riguardano la storia dell'industria veneta ed in particolar modo delle sue origini. E' stato anche amministratore del Comune di Selvazzano Dentro. Lei sostiene che l'industrializzazione del Veneto non è un fatto recente Il Veneto non si industrializza negli ultimi decenni come si è sostenuto all'epoca del mito nordest.

Il lento e inesorabile declino di Marghera effetto domino VENEZIA — Marghera di notte è quasi completamente buia. Da mesi ormai il Petrolchimico non emana più luce. Veneto, l’industria ancora in calo nel II trimestre 2012: -5,3% rispetto al 2011 e -2,1% congiunturale Nell’indagine di Unioncamere del Veneto emerge che le microimprese soffrono, in flessione anche l’export (-1,8%). Mercato interno in caduta libera. Aumenta la sfiducia. Bianchi: “la ripresa si sta allontanando, ma le imprese resistono”. Nel secondo trimestre 2012, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato una flessione del -5,3% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre la variazione congiunturale destagionalizzata è stata del -2,1%. L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere del Veneto, con la collaborazione della Confartigianato del Veneto, è stata effettuata su un campione di 2.807 imprese con almeno 2 addetti.

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