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Struttura resistente

Struttura resistente
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Costruzione di un edificio a struttura portante in acciaio La struttura resistente (o struttura portante o più semplicemente struttura) di un manufatto (sia questo di civile abitazione, ponti e viadotti, edifici industriali, aerei, parti di macchine, etc.) è la parte espressamente destinata ad assorbire i carichi e le azioni esterne cui il manufatto è soggetto durante tutta la sua vita di esercizio. Definizione generale[modifica | modifica wikitesto] Tipologia delle strutture edili[modifica | modifica wikitesto] Per quanto detto sopra la struttura può essere costituita da singoli elementi strutturali quali pilastri e travi, o dall'assemblaggio di tali elementi strutturali. I telai costituiscono sicuramente, per ragioni storiche e di importanza pratica, la struttura per eccellenza. Negli schemi di telaio più comuni, dotati di regolarità geometrica, si distinguono vari ordini di pilastri e travi. Materiali costituenti[modifica | modifica wikitesto]

Tensostruttura Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Le tensostrutture di Novgorod durante la costruzione (1895) Una tensostruttura è un edificio realizzato con materiali mantenuti in posizione tramite tensione. Esistono diversi tipi di tensostrutture: generalmente sono composte da cavi e tiranti che sorreggono coperture in tela o in lamiera, ma ne esistono anche in sola tela o altri materiali come il cartone (sono famose quelle dell'architetto giapponese Shigeru Ban). Si tratta di un genere di costruzione relativamente recente: l'ingegnere russo Vladimir Shukhov fu tra i primi a sviluppare le metodologie di calcolo necessarie per la progettazione delle tensostrutture. Un rinnovato interesse per tale tecnologia si è avuto nel secondo dopoguerra anche a partire dalla costruzione del Sidney Myer Music Bowl (Melbourne 1958), il cui tetto consisteva in una membrana sorretta da una tensostruttura. Il rapido progresso tecnico delle tensostrutture ha reso molto popolare questa tecnica costruttiva.

Torsione Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Esempi di torsione: il corpo umano[modifica | modifica sorgente] Per comprendere immediatamente il concetto di torsione, si può pensare al collo, allo sforzo compiuto per muovere la testa, alla sensazione di dolore nel caso in cui venga girato violentemente attorno al proprio asse (la colonna vertebrale). Se la nostra testa venisse sollecitata da una forte torsione, questa verrebbe trasferita alla parte alta del collo che comincerebbe probabilmente a cedere vistosamente con una rotazione. Se il corpo fosse molto rigido (elevata rigidezza torsionale) il collo non avrebbe possibilità di ammortizzare la torsione e la sollecitazione raggiungerebbe istantaneamente la base del collo, senza darci il tempo sufficiente per reagire e contrapporre la nostra forza muscolare. La torsione interviene in numerosissime altre applicazioni, ogni volta che si imprime un momento torcente ad un oggetto rigido affinché esso trasferisca tale azione da un'estremità all'altra. .

Sovrastruttura Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Concetto sociologico[modifica | modifica sorgente] È ciò che attraverso i comportamenti condizionati (sia interpersonale sia situazionale) impone un insieme di limiti e di linee guida all'attività umana in una maniera stabile ed effettiva, così che determina l'organizzazione caratteristica di una società, e si identifica con l'organizzazione caratteristica medesima. Nella generalità dello schema sociologico, la sovrastruttura non si riferisce agli specifici materiali di un'organizzazione, come ad una scuola od un negozio, ma piuttosto all'insieme di configurazioni psicologiche o semantiche in cui quella struttura è razionalizzata e riprodotta nell'esperienza umana. Secondo una prospettiva sociologica, la sovrastruttura può essere rivelata dall'esame dei vincoli interpersonali diretti che hanno luogo nelle circostanze o situazioni canoniche (tipiche), attraverso l'ermeneutica della sociobiologia. Concetto marxista[modifica | modifica sorgente] Karl Marx

Solaio Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Si definiscono solai quelle strutture bidimensionali piane caricate ortogonalmente al proprio piano, con prevalente comportamento resistente monodirezionale. Fanno parte delle più generali "chiusure orizzontali" appartenenti all'apparecchiatura costruttiva all'interno delle quali svolgono il compito di assolvere alla sicurezza statica al fine di ripartire i carichi sulle travi perimetrali della struttura di elevazione dell'edificio. La struttura portante del solaio può essere realizzata in legno, in calcestruzzo armato o in acciaio con la presenza o meno di altri materiali (ad esempio elementi in laterizio o pani di polistirolo), con funzione prevalente di alleggerimento. Evoluzione tecnologica[modifica | modifica sorgente] Il solaio in legno[modifica | modifica sorgente] I solai misti legno-calcestruzzo[modifica | modifica sorgente] I solai in laterizio[modifica | modifica sorgente] I solai misti in acciaio e laterizio[modifica | modifica sorgente]

Travatura reticolare Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Ponte ferroviario realizzato con una struttura reticolare La travatura reticolare ha tratto la propria origine dalla necessità di impiegare strutture sempre più leggere per superare luci sempre più grandi. Tenendo conto del meccanismo resistente della struttura reticolare è possibile ridurre il numero delle aste al minimo strettamente necessario e disporle in triangolazioni semplici, con lati e angoli simili per garantire una regolare distribuzione degli sforzi. Esistono numerosissimi esempi di travature reticolari, differenti tra di loro per la geometria della travatura e per il conseguente regime statico che ne risulta. Eccone alcuni: Travatura Warren, nella quale ci sono diagonali tesi e compressi, ma niente montanti; Travatura Warren Travatura Howe, avente montanti tesi e diagonali compresse; Travatura Howe Travatura Pratt (o Monhier), avente montanti compressi e diagonali tese. Travatura Pratt Travatura Long: Travatura Long Travatura Vierendeel:

Robustezza strutturale Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Con il termine robustezza, o con il più noto robustness, di una struttura si indica la capacità di evitare danni sproporzionati (es. crollo) nel caso in cui la struttura subisca danni locali anche gravi dovuti ad esempio ad incendi, esplosioni, urti o conseguenze di errori umani. Il concetto di robustness è stato formalizzato solo di recente, questo concetto consente di realizzare costruzioni in grado di mettere in campo tutte le proprie riserve di resistenza sino al collasso, attraverso l'attivazione di molteplici percorsi alternativi di carico. In tal modo è allontanato, tra l'altro il pericolo di collasso generalizzato, a seguito di rotture localizzate della struttura (collasso pregressivo) specie in occasione di eventi eccezionali. Indicazioni progettuali[modifica | modifica sorgente] World Trade Center[modifica | modifica sorgente] Normativa[modifica | modifica sorgente] Note[modifica | modifica sorgente] Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Trave Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Trave di copertura in legno. Trave da ponte. Ponte a trave. Per trave si intende un elemento strutturale con una dimensione predominante, atto a trasferire una sollecitazione tendenzialmente trasversale al proprio asse geometrico lungo tale asse, dalle sezioni investite dal carico fino ai vincoli, che garantiscono l'equilibrio esterno della trave assicurandola al contesto circostante. Un sistema meccanico composto da travi vincolate reciprocamente e al suolo è detto "travatura" o "telaio". Descrizione geometrica[modifica | modifica sorgente] Tipologie[modifica | modifica sorgente] Una caratterizzazione fondamentale delle travi è sulla base del loro comportamento statico. Le travi sono caratterizzate infine sulla base del materiale con cui sono costruite (legno, calcestruzzo, acciaio, laterizio). Trave in acciaio[modifica | modifica sorgente] Trave in cemento armato[modifica | modifica sorgente] Modellazione meccanica[modifica | modifica sorgente]

Rigidezza Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La rigidezza è la capacità che ha un corpo di opporsi alla deformazione elastica provocata da una forza applicata. In generale si dovrebbe usare il termine rigidezza quando si parla di una struttura, di rigidità quando si parla di un materiale. Caratteristiche[modifica | modifica sorgente] La rigidezza è determinata da: Materiale, proprietà estensiva del materiale e cioè dipende dalla quantità di materiale e dal materiale stesso.Forma, la forma della struttura riesce a conferire una diversa rigidità a parità di materiale, come nel caso di un tubo ovale o rotondo.Vincoli a parità di forma e materiale si ha una maggiore rigidezza di un palo vincolato ai due estremi, piuttosto che a un estremo solo.[1] Definizione[modifica | modifica sorgente] La rigidezza k di un corpo che si deforma a distanza δ sotto una forza applicata P è definita secondo la relazione P = k δ. Rigidezza a flessione[modifica | modifica sorgente] In fisiologia[modifica | modifica sorgente]

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