background preloader

Mark Rothko - paintings, biography, and quotes of Mark Rothko.

Related:  VIDEO arte

Fundació Antoni Tàpies Mark Rothko Alternately radiant and dark, Rothko's art is distinguished by a rare degree of sustained concentration on pure pictorial properties such as color, surface, proportion, and scale, accompanied by the conviction that those elements could disclose the presence of a high philosophical truth. Visual elements such as luminosity, darkness, broad space, and the contrast of colors have been linked, by the artist himself as well as other commentators, to profound themes such as tragedy, ecstasy, and the sublime. Rothko, however, generally avoided explaining the content of his work, believing that the abstract image could directly represent the fundamental nature of "human drama." The Mark Rothko exhibition (May 3 - August 16, 1998) is the first comprehensive American retrospective of the artist's work in twenty years. With 115 works on canvas and paper encompassing all phases of Rothko's career, the exhibition reveals the remarkable depth of Rothko's artistic achievement.

Manolo Millares Vendredi 17 décembre 2010 5 17 /12 /Déc /2010 21:37 - Publié dans : ART CONTEMPORAIN Peintre espagnol (1926-1973) il est le cofondateur du groupe madrilène El Paso, sa vision tragique du destin de l’homme et de l’humanité s’exprime dans des tableaux objets et des reliefs d’une grande force expressive. Ses vastes tryptiques témoignent de l’intensité de cet art engagé. La transposition de la matière au corps dans des œuvres très brutales illustre bien la position très radicale adoptée par Millares. "La création d'une oeuvre, c'est le triple rapport qui se crée entre la chose qu'elle est, celui qui l'a produite et celui qui la regarde." « Comment nommer ce qu'il fait ? William Klein est un artiste complet la photographie, mais aussi le cinéma, la peinture, le graphisme sont des moyens d'expression.

Joan Mirò e la sperimentazione pittorica 1 Share Share Tweet Email ”Se vi è qualcosa di umoristico nella mia pittura, non è il risultato di una ricerca cosciente. Questo humour deriva forse dal bisogno di sfuggire al lato tragico del mio temperamento. Joan Mirò i Ferrà, nacque il 20 Aprile del 1893 a Barcellona in ​​Spagna, ed è morto il 25 dicembre del 1983 a Palma di Maiorca. Il padre di Miró era orologiaio e orafo. Dal 1915-1919 Miró ha lavorato a Barcellona, ​​a Montroig, e sull’isola di Maiorca per dipingere paesaggi, ritratti e nudi, nei quali si è soffermato sul gioco ritmico di volumi e aree di colore. All’inizio della sua carriera, Miró ha cercato di definire i propri mezzi di espressione. Dal 1919 in poi Miró ha vissuto alternativamente in Spagna e a Parigi, tuttavia Miró rimase affezionato alla sua terra. Nel 1930 Miró divenne più sperimentale, lavorando con tecniche di collage e assemblaggio scultoreo, creazione di set e costumi per balletti. A partire dal 1948, Miró, ancora una volta visse tra Spagna e Francia.

Giuseppe PENONE Nous retiendrons au moins deux choses de ce geste inaugural : la première c'est que l'artiste fait usage du moulage pour obtenir un double, une réplique en bronze qui, telle une photographie, se saisit des états de l'instant où le temps fait surface. Instant auquel le bronze donne permanence, pérennisant l'effet de l'étreinte momentanée dans la durée. Les élèves seront invités à réfléchir aux conséquences paradoxales de ce geste artistique qui revient à sculpter l'action du temps à contretemps : à donner forme sculpturale à un instant qui résiste au cours du temps. L'arbre des voyelles, au fil des saisons... Cliquer sur le lien suivant : "L'arbre des voyelles"filmé en hiver. Ainsi, pour Il poursuivra sa croissance sauf en ce point, celle du moulage métallique avec la main moulée et celle de l'arbre avec le moulage de la main. Procès d'idéation, sa sculpture est avant tout mise en évidence du principe. A.

Bianco su bianco, le forme invisibili dell’arte Bianco. Un non-colore. Ma anche l’insieme di tutti i colori possibili. Bianco per schiarire, bianco per lumeggiare, bianco per tracciare sul nero. E bianco su bianco? “Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto”, ci spiega allora Kandinsky. “L’uomo non si volta neppure. E questo è Plasson, il pittore di Oceano Mare di cui narra Baricco. Il bianco, dunque, può raccontare storie di silenzi, di nascondimenti, di sottrazioni progressive fino alla soglia del nulla. Correva l’anno 1918 quando Kazimir Malevic, pittore russo fondatore del Suprematismo, realizzò una tela impensabile. È come se avesse voluto delimitare un luogo mentale, astratto perché quadrato, un non-oggetto, ma non per questo meno possibile. Perché si fa presto a dire bianco… Chiamiamo bianco, con estrema leggerezza, tutto ciò che appare come il punto più chiaro del campo visivo. Guardate quante gradazioni di colore siamo capaci di definire bianco! C’è ancora meno sulle tele di Robert Ryman.

Andy Goldsworthy Digital Catalogue: Home Paul Klee Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Ernst Paul Klee, (pronuncia [ˈpaul ˈkleː], pàul clée) (Münchenbuchsee, 18 dicembre 1879 – Muralto, 29 giugno 1940), è stato un pittore tedesco nato in Svizzera da padre tedesco e madre svizzera, ambedue musicisti. Figura eminente dell'arte del XX secolo, nel periodo della sua formazione Paul Klee si occupò di musica, poesia, pittura, scegliendo infine quest'ultima forma di espressione come ambito privilegiato e dando così inizio ad una tra le più alte e feconde esperienze artistiche del Novecento. Si mantenne comunque anche con i proventi derivati dalla sua attività di strumentista presso l'Orchestra di Berna. Esponente dell'astrattismo, considerava l'arte un discorso sulla realtà e non una sua semplice riproduzione. Nelle sue opere la realtà è quindi rarefatta, resa essenziale, talvolta ridotta a semplici linee o campiture colorate. Biografia[modifica | modifica wikitesto] Polifonia (1932), Museo d'arte di Basilea Opere[modifica | modifica wikitesto] R.

Untitled Document Maurizio Cattelan e la "critica del sistema" | Michele Dantini I fatti sono noti. Chiamato a ricevere un premio alla memoria dei critici d'arte Roberto Daolio e Francesca Alinovi, Maurizio Cattelan ha inviato al suo posto il duo comico dei "Soliti idioti" e fatto infuriare i decani dell'università bolognese. Che dire? Vorrei astenermi dalla riprovazione o dall'elogio immediati per guadagnare una ragionevole distanza. Maurizio Cattelan, dunque: per di più in versione postuma, perché, come sappiamo, l'artista ha da tempo posto fine alla propria attività, dichiarando esaurita la propria stagione creativa. L'impiego di un sostituto non è cosa nuova né sorprende. La domanda è: gli artisti dovrebbero mostrarsi socialmente responsabili, cioè impegnati a documentare nelle loro opere processi storici e sociali contemporanei? Il punto però è un altro. Cattelan colpisce nel segno dunque? L'artista di Novecento o della Nona ora ha sempre mirato a destare l'attenzione dei media trattando (in modo anche brutale o spiacevole) temi di attualità.

Grégoire Alexandre Grégoire Alexandre is a French photographer, famous for his surrealist works. For many years, Grégoire has studied film. Today he takes pictures especially for fashion, advertising and working with artists and musicians, including the creation of album covers. His world is totally surreal and crazy. Gregoire Alexandre Gregoire Alexandre - Vincent Cassel La post-painterly abstraction di Frank Stella Post-painterly abstraction è un termine creato dal critico Clement Greenberg come titolo della mostra da lui curata nel 1964 al Los Angeles County Museum of Art. Greenberg aveva intuito che l’espressionismo astratto aveva ormai esaurito tutta la sua portata rivoluzionaria e stava cedendo il passo a un nuovo modo di dipingere. Dopo anni in cui l’individuo si era espresso al suo massimo grado e in assoluta libertà, gli artisti seguono ora una diversa attitudine. E’ forte l’esigenza di fare chiarezza e la necessità di mettere ordine. La pittura diviene rigorosa, segue uno schema progettuale preordinato, la superficie è piana e la stesura del colore estremamente meticolosa. Tra i 31 artisti invitati da Greenberg, compare anche il giovanissimo Frank Stella, nato nel 1936 a Malden da genitori italiani. Il titolo di questa opera, Harran II, fa riferimento alla città di Harran (Mesopotamia). Tags Condividi questo articolo Inserisci il codice nel tuo articolo

WALL magazine – Daily art news | Wall magazine placarde chaque jour sur son mur des nouveautés artistiques diverses et originales

Related: