background preloader

Graphic Design History Timeline

Graphic Design History Timeline
Related:  storia

L' uomo che ha disegnato New York NEW YORK Se siete a New York, e nella metropolitana alzate gli occhi cercando il segnale per Brooklyn, quello è Massimo Vignelli. Se siete arrivati fin qui con un volo American Airlines, quello è Massimo Vignelli. Se bazzicate nell' Upper East Side, e nella bramosia delle compere finite da Bloomingdale' s, quello è Massimo Vignelli. Se invece vi basta l' inseparabile golf Benetton, beh, anche quello è Massimo Vignelli. Tutte le grafiche dei campionati mondiali di calcio L’evento sportivo più seguito di tutto il mondo sono i campionati mondiali di calcio, che si svolgono a cadenza quadriennale e coinvolgono le nazionali maschili qualificate mediante le selezioni preliminari. La coppa del mondo ha una storia assai affascinante che vale la pena approfondire. L’idea venne al dirigente sportivo Jean Rimet, francese, che riuscì ad organizzare la coppa nella prima edizione del 1930 in Uruguay. A quella prima manifestazione parteciparono solamente 13 squadre, (non l’Italia fresca vincitrice della coppa internazionale per motivi mai veramente chiariti), e vinse la nazionale ospitante in un appassionante match con l’Argentina vinta per 4 reti a 2. L’Italia prese la soddisfazione di ospitare e vincere l’edizione successiva, nel 1934, avendo la meglio in finale con la Cecoslovacchia. Paese ospitante: Uruguay Nazionale vincitrice: Uruguay Paese ospitante: Italia Nazionale vincitrice: Italia Paese ospitante: Francia Paese ospitante: Brasile Nazionale vincitrice: Uruguay

Campari: storia di un rituale sociale La fabbrica di liquori fu fondata nel 1860 da Gaspare Campari a Milano. Nel 1882 alla morte del fondatore uno dei suoi cinque figli, Davide, introdusse fondamentali cambiamenti trasformando l’azienda in una delle più note all’estero: da “Liquoreria Campari” a “Gaspare Campari-Fratelli Campari successori” nel 1902 e quindi “Davide Campari & C.”. Quest’ultimo investì molto nella comunicazione tanto è vero che svariati manifesti pubblicitari furono disegnati da Fortunato Depero (che progettò nel 1928 l’originale bottiglietta del Campari Soda), Marcello Dudovich, Marcello Nizzoli, Erberto Carboni, Leonetto Cappiello, Bruno Munari (che disegnò nel 1964 il famoso manifesto). I primi marchi-firme “Bitter” e “Cordial” vennero registrati nel 1888 assieme allo stemma araldico della famiglia “…formato da uno scudo con la figura di due cani accoccolati e sormontato da un elmo con fogliami ornamentali”.

150 anni di grafica in 15 nomi Sintetizzare 150 anni di grafica italiana in 15 nomi non è stato facile, non per trovare i nomi, ma per mettere d’accordo un po’ tutti. Con l’aiuto di Gianni Latino, docente di Graphic Design all’Accademia Belle Arti di Catania, ci abbiamo provato. La scelta è caduta su quindici grafici che hanno avuto riconoscimenti nazionali ed internazionali e che con il loro lavoro progettuale, la sperimentazione e la ricerca hanno esportato il made in Italy nel mondo. Studio Boggeri (1933-1981) La nascita della grafica moderna italiana si deve fondamentalmente a Antonio Boggeri (1900-1989), che dopo aver approfondito le sue conoscenze nel fotomontaggio con l’esperienza acquisita presso la stamperia Alfieri & Lacroix, e prendendo come punto di riferimento i modelli offerti dal Bauhaus, nel 1933 a Milano in via Borghetto, 5 aprì lo Studio Boggeri. Max Huber, Pannello dello Studio Boggeri, 1940 La pagina di Wikipedia Franco Bassi (1920-2006) pubblicità per Olivetti, 1974 Il profilo sul sito dell’AGI Sito web

Everything is Design Everything is Design: The Work of Paul Rand. Feb 25 - July 19, 2015 "Everything is Design. Everything!"—Paul Rand Everything Is Design: The Work of Paul Rand features more than 150 advertisements, posters, corporate brochures, and books by this master of American design. Read the press release. Public Programs Revolutions in Graphic DesignThursday, March 19 at 6:30 pmSold out! Branding: Why Good Design is Good BusinessWednesday, April 29 at 6:30 pmJoin leading graphic designers in exploring how Paul Rand paved the way for contemporary forms of business media. You Can Tell a Book by its CoverMonday, June 1 at 6:30 pmJoin a distinguished panel of speakers as they will trace the lineage and influence of Paul Rand and his contemporaries’ designers to practices and trends found today in book cover design. Group Tours Interested in booking a group tour?

Dan Friedman, Radical Modernist, Part 1: Design Observer In 1991, my wife Esther and I rented a cottage on the coast north of Boston. One of our visitors was Dan Friedman. That summer our dog Pica had given birth to three puppies, and Dan planned his stay to correspond with maximum puppy cuteness. He was a regular guest through the 1980s and ’90s, an escapee from Gotham. Two years later, he came with his friend Laurie Mallet (then president of the clothing line WilliWear), and hung out for several days. He was in great spirits, about to start teaching again after a long lapse, this time at Cooper Union in New York. Four months later he was in the hospital. Though our relationship was close and comfortable at the end of his life, it wasn't always that way. We shadowed Dan before we actually knew him. In March 1967, Esther and I got married and decided to take our honeymoon in Switzerland, then the mecca of modern graphic design. Dan was there too. By chance, Esther and I wound up at Basel that same summer.

Bruno Munari Will Make You Fall In Love With Books All Over Again With some books, reading on a screen is virtually the same as on paper. Swipe or turn a page and you'll see words organized into sentences organized into paragraphs organized into chapters. Not so with the work of Bruno Munari (1907–1998), an artist, graphic designer, inventor, futurist, and all around maestro of visual language. "Munari did not just work on books; he was interested in and tried out the full range of artistic possibilities (painting, sculpture, design, graphics, teaching, poetry, writing, photography, film, entertainment), but throughout his career, books were his personal diary in which he noted down his experiences, an authentic register of events," art historian Giorgio Maffei writes in the introduction to Munari's Books: The Definitive Collection of Book Designs by Bruno Munari (Princeton Architectural Press, 2015) In addition to exploring books as art objects, Munari used them to communicate cultural ideas. Munari's Books is available from papress.com for $40.

Addio a Oriano Niccolai, il grafico del Pci amico di Berlinguer - 1 di 1 "Conta il partito, non il singolo", diceva Oriano Niccolai, storico grafico del Pci e amico di Berlinguer. E proprio seguendo questa ideologia, nella maggior parte dei casi, non firmava i suoi manifesti. Anche se lui, Oriano Niccolai, il Rosso creativo, in cinquant'anni di disegni, slogan, di manifesti ha raccontato un pezzo dell'Italia rossa, operaia, comunista. Oriano Niccolai oggi

Come sono cambiati negli anni i loghi delle case cinematografiche Quando andiamo al cinema, il momento in cui appare il logo della casa cinematografica sullo schermo è il segnale preciso ci predispone mentalmente alla visione del film. La tradizione di inserire nei titoli di testa – oltre al titolo del film, ovviamente – anche i loghi delle case cinematografiche è vecchia come la storia del cinema: molte di queste immagini sono entrate nell’immaginario collettivo, diventando delle vere e proprie icone. Nel corso degli anni le case cinematografiche più importanti hanno cambiato spesso la loro identità grafica, ma quasi tutte sono rimaste legate a immagini storiche che hanno subìto solo qualche cambiamento: la caratteristica che le lega tutte è la scelta di simboli definiti, come spazi ampi (le stelle, i pianeti, le nuvole) e la dominanza del colore blu, che evoca il mare e il cielo. 20th Century Fox Warner Bros. La Warner Bros. fu fondata nel 1923 da quattro fratelli ebrei emigrati negli Stati Uniti dalla Polonia: Harry, Albert, Sam e Jack Warner.

The Doves Type: storia di un litigio, una vendetta e un’eredità donata al fiume Nonostante i suoi 76 anni, le passeggiate notturne del tipografo Thomas Cobden-Sanderson nel freddo inverno londinese non avevano mai insospettito nessuno. Lo si vedeva percorrere sempre le stesse strade, sostare qualche minuto sull’Hammersmith Bridge ad osservare lo scorrere del Tamigi, e poi rientrare. Lo stesso percorso – poco meno di un chilometro – per oltre 170 notti tra l’Agosto del 1916 e il Gennaio del 1917: ma nessuno poteva immaginare che il vecchio stampatore stesse commettendo un crimine. In sei mesi, Cobden-Sanderson aveva riversato nel Tamigi oltre una tonnellata di tipi in metallo. A volte erano intere pagine, altre volte pochi pezzi fatti cadere dalle tasche per non insospettire gli eventuali testimoni. Verso la fine del 1916 costruì persino una piccola borsa a mano con il fondo scorrevole, per liberarsi dei caratteri senza dare nell’occhio. Cobden-Sanderson e Walker erano entrati in società nel 1900. Tuttavia, nessuno dei due soci navigava nell’oro. [ Fonti: 1, 2, 3. ]

Archivio Grafica Italiana

Related: