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Il senso profondo del pensiero computazionale

Il senso profondo del pensiero computazionale
Ho dato un titolo inglese a un libro in italiano. Può sembrare una scelta discutibile, ma non è colpa mia, è colpa del coding. Coding è un termine inglese che ho deciso di non tradurre per riempirlo del significato che di fatto ha assunto negli ultimi anni in Italia e nel mondo, o almeno del significato che ha assunto per me. Coding indica l’uso di strumenti e metodi di programmazione visuale a blocchi per favorire lo sviluppo del pensiero computazionale. E così per spiegare il significato di un termine inglese di cui potresti trovare la traduzione in qualsiasi vocabolario ho introdotto termini ben più complessi e oscuri che richiedono a loro volta una spiegazione: programmazione visuale e pensiero computazionale. Andiamo di bene in meglio. Il pensiero computazionale è la capacità di individuare un procedimento costruttivo, fatto di passi semplici e non ambigui, che ci porta alla soluzione di un problema complesso. La programmazione visuale non è strettamente necessaria. Coding in classe

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Il pensiero computazionale entra a scuola Home > cronaca > Il pensiero computazionale entra a scuola By direttore on marzo 29, 2017 |Saro Faraci | CATANIA – Si chiama didattica immersiva. E’ un modo completamente diverso per favorire l’apprendimento degli studenti, rendendo le lezioni più coinvolgenti e partecipative, ma soprattutto utili nei processi educativi dei ragazzi. Si può imparare giocando; si possono sviluppare competenze trasversali in aggiunta alle tradizionali conoscenze ed abilità alle quali la Scuola forma gli studenti da sempre. CoderKids, un laboratorio di programmazione unplugged per i bambini di 5-6 anni CoderKids è un laboratorio di informatica senza uso del computer, nato dall’idea di due insegnanti di scuola Primaria. Ci siamo incontrate in Rete via Twitter (@agaddone, @catemoscetti) poco più di un anno fa; in comune abbiamo la passione per la didattica attiva con la tecnologia. Da anni ci occupiamo, nei nostri rispettivi ambiti di insegnamento (Italiano poi Matematica l’una, L2 Inglese, l’altra), di utilizzare l’informatica per le varie discipline. Nel tempo, spinte dalla curiosità personale e da un atteggiamento creativo verso la tecnologia e l’innovazione didattica, abbiamo notato che la scuola generalmente insegna ad usare un insieme di applicativi (di solito software progettati per gli uffici) per raccontare e presentare le proprie esperienze e registrare il risultato finale delle attività di laboratorio o dei progetti. Figura 1 – La realizzazione dei pon pon-Fuzzes.

Vecchie aule scolastiche addio, ecco i quattro nuovi modelli Spazio, tempo e didattica sono le tre dimensioni su cui il Movimento delle Avanguardie educative vuole incidere per cambiare il modello trasmissivo del fare scuola, come abbiamo visto nello scorso articolo, considerato non più adeguato a rispondere alle sfide della società della conoscenza. Nel presente contributo approfondiremo il tema degli spazi dell’apprendimento, sia richiamando alcuni passaggi del Manifesto delle Avanguardie educative e delle Idee in cui questo si declina, sia facendo ricorso direttamente alla voce delle scuole aderenti al Movimento. Queste ultime infatti, all’interno della community di Avanguardie educative, hanno raccontato la propria esperienza di innovazione, mettendo in evidenza bisogni ed obiettivi, le azioni messe in campo per soddisfarli e raggiungerli, risultati ottenuti e difficoltà incontrate, prospettive per il futuro. Così, il terzo orizzonte del Manifesto si intitola “Creare nuovi spazi per l’apprendimento” e recita: Bibliografia di riferimento

Giuseppe Capogrossi Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Giuseppe Capogrossi Giuseppe Capogrossi (Roma, 7 marzo 1900 – Roma, 9 ottobre 1972) è stato un pittore italiano. Biografia[modifica | modifica sorgente] Di nobile origine, fece gli studi classici e si laureò in giurisprudenza. A scuola è arrivata l’ora della cittadinanza digitale È ora di cittadinanza (digitale) e creatività nelle scuole italiane. I riflettori sono finalmente puntati su una delle competenze indicata, nell’ormai lontano 2006, come strategica per l’apprendimento permanente dei cittadini europei. Parliamo della competenza digitale che, purtroppo, insieme ad imparare a imparare, competenze sociali e civiche e spirito di iniziativa e imprenditorialità, ha svolto fino ad oggi un ruolo da Cenerentola nella scuola. È sempre stata lì, citata ma, nei fatti, ritenuta “accessorio”. L’Avviso pubblico per lo sviluppo del pensiero computazionale, della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, a supporto dell’offerta formativa è, si auspica, l’avvio di un nuovo corso e, senza dubbio, un’occasione non solo per realizzare interventi specifici di formazione, ma anche per creare una cultura del digitale. È l’opportunità di realizzare un salutare contagio di informazione e formazione a beneficio di allievi, docenti e famiglie.

Content Curation ... dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior ... La ricerca in rete presenta non poche difficoltà: internet è rappresentabile anche come una grande biblioteca caotica dove materiali di grande qualità sono mescolati a documenti ben poco attendibili, di scarsa fattura ed anche totalmente errati e fasulli. Anche se sono state elaborate metodologie e prassi per la valutazione della qualità delle informazioni reperite in rete (PDF, Kb 524), qualcuno è molto scettico su tutto questo e tende a rifiutare le nuove modalità e forme della conoscenza. David Weinberger afferma, invece, che "La conoscenza in rete è meno certa, ma più umana. Meno definita, ma più trasparente.

Roboable - Coding, didattica e autismo. Parte I 21/02/2017 - Articoli, Notizie Oggi vorrei introdurre un argomento importante che negli ultimi anni ha rivoluzionato i programmi scolastici e che ha delle enormi potenzialità nel settore pedagogico ed educativo. Si tratta del Coding! Letteralmente la parola coding potrebbe essere tradotta con “programmazione informatica” ed è una sorta di linguaggio attraverso il quale “dialogare” con il computer. Su internet si trovano diverse piattaforme per chi vuole muovere i primi passi in questo mondo. Palazzo Ducale - Mostre 2012 - Miró! Poesia e luce Joan Miró Senza Titolo, 1978 Olio su tela, Fundació Pilar i Joan Miró, Mallorca © Successió Miró by SIAE 2012 Foto: © Joan Ramón Bonet & David Bonet / Cortesía Archivo Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca www.mostramiro.itwww.facebook.comtwitter.com/miro_genovawww.arthemisia.it Parlano della mostra: articoli e filmati Parcheggio custodito convenzionato con la mostra: Autorimessa Dalia – Via delle Casiccie, 3 Genova a 5 minuti da Palazzo Ducale. Tariffe speciali per i visitatori di Miró!

Il coding nella scuola by aaquilas on Genially Transcription Il Coding ti dà i super poteri Se la programmazione è destinata a fare una grande differenza nella vita dei bambini, è importante superare la visione tradizionale del coding come semplice capacità tecnica o strumento per ottenere un lavoro tecnico. Educatori, genitori, politici e altri dovrebbero pensare attentamente ai loro obiettivi e alle loro strategie per introdurre la programmazione ai bambini. RoboBiologia: costruiamo un semplice robot morbido per discutere di Scienze – La Fucina delle Scienze di Alfonso D’Ambrosio Buongiorno, l’articolo in questione non vuole essere tecnico e non vuole insegnare nulla, vuole solo essere di stimolo e di ispirazione. Parliamo di robot e di robotica e guardiamo ad essi sotto il profilo meccanico.

BlockyCAD: modellazione 3D con il coding, ecco come – Coding e Pensiero computazionale In questi ultimi anni si parla spesso di stampanti 3D e di utilizzi a scopo didattico. Ciò che risulta essere molto interessante eè anche la possibilità di programmare un apparecchio come la stampante 3D per farle compiere delle operazioni finalizzate alla moderazione vera e propria con uso di materiali e realizzazione di un manufatto finale. Esiste uno strumento on line che ci consente di creare mondi 3D attraverso la programmazione a mattoncini come sappiamo fare con scratch impostando le adeguate funzionalità. Ciò che molti non sanno è il fatto che le primitive grafiche che spesso si usano attraverso un programma di grafica 3D sono gestite attraverso dei particolari linguaggi di programmazione funzionale. Lisp è uno di questi ed è integrato in molti ambienti di grafica e CAD.

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