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BES – Bisogni Educativi Speciali « MIUR Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna

BES – Bisogni Educativi Speciali « MIUR Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna
L’espressione “Bisogni Educativi Speciali” (BES) è entrata nel vasto uso in Italia dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“. La Direttiva stessa ne precisa succintamente il significato: “L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”. Nota dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna – Alunni con bisogni educativi speciali Nota prot. 13588 del 21 agosto 2013 “Bisogni Educativi Speciali. Related:  integrazioneBISOGNI EDUCATIVI SPECIALI & INCLUSIONEdsa

Giochi didattici | Inclusività e bisogni educativi speciali Giochi on line gratis per bambini In questa pagina trovano spazio una serie di Giochi didattici al computer per bambini della scuola dell’obbligo. L’idea è quella di sfruttare le potenzialità della didattica assistita attraverso le nuove tecnologie. Obiettivo è dunque quello di suggerire strumenti utili all’introduzione delle nuove tecnologie nella didattica e nella prassi di lavoro quotidiana dei docenti. I giochi didattici sono rivolti ad alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado. Italiano Matematica Logica Storia Geografia Scienze Inglese Mi piace: Mi piace Caricamento...

Decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994 Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate; Visti gli articoli 12 e 13 della citata legge n. 104 del 1992, ed in particolare il comma 7 dell'art. 12 che autorizza il Ministro della sanità ad emanare un atto di indirizzo e coordinamento per determinare le modalità con le quali le unità sanitarie e/o socio-sanitarie locali attuano i compiti demandati dai commi 5 e 6 del citato art. 12; Visto l'art. 5, primo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833; Sentito il Consiglio sanitario nazionale nella seduta del 6 luglio 1993 (parere n. 4/93); Visto il parere favorevole reso dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nella seduta del 20 gennaio 1994; Decreta: E' approvato il seguente 1. a) di una diagnosi funzionale del soggetto; b) di un profilo dinamico funzionale dello stesso; 2. 3. 2. a) i dati anagrafici del soggetto; 3. 4. 5. 4. 2. 3.

Creatività e integrazione. Il Kamishibai a scuola “Kamishibai” è una parola giapponese che significa ‘teatro di carta’, uno strumento che usavano i cantastorie giapponesi negli anni Venti. L’artista si spostava con la sua bicicletta di città in città portando una cassetta di legno simile a una grande valigia, un teatro in miniatura. Suonava e nelle piazzette arrivavano i bambini. All’Istituto superiore Gandhi di Narni è attivo da alcuni anni un laboratorio integrato in cui si pratica una sperimentazione didattica che coinvolge numerose attività creative ed espressive, quali la pittura, la costruzione di storie, la psicomotricità, il laboratorio sulle emozioni. Il laboratorio nasce da una cooperazione a livello territoriale tra il SIM infanzia di Narni (TR), la cooperativa sociale C.I.P.P.S e la scuola e si pone come luogo in cui tutti i protagonisti sono coinvolti in un processo di integrazione proprio perché vi partecipano in maniera attiva, nella convinzione che un primo passo per l’integrazione sia proprio il fare insieme.

Test per allenarsi « Le prove INVALSI di matematica e italiano Test per esercitarsi Matematica – scuola secondaria di primo grado Il giorno della prova, in 75 minuti devi rispondere a 25-28 domande su numeri, geometria, relazioni e funzioni, dati, misure e previsioni. PER ESERCITARTI Puoi rispondere alle domande in due modalità. Allenamento: se sbagli, il computer ti dà un feed-back e ti dice il perché dell'errore. Questi esercizi sono stati scritti da Maddalena Braccesi, Luigi Caneve, Stefano Martone, Giuseppina Melchiorre, Stefania Pozio.

I BES: Bisogni educativi speciali Insegnanti, genitori e tecnici da qualche anno sono alle prese con diverse sigle che riguardano l’apprendimento. Mentre ormai l’acronimo D.S.A. è diventato piuttosto familiare a indicare i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, dalla fine del 2012 nelle scuole italiane si inizia a parlare anche di B.E.S. dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“. Dopo questa direttiva sono seguiti altri aggiornamenti e circolari del MIUR per definire e dare indicazioni operative per identificare e intervenire a scuola con alunni con B.E.S.. Ma che cosa si intente con alunni con B.E.S.? In quali casi è possibile identificare un alunno con B.E.S.? Le situazioni in cui l’apprendimento può essere difficoltoso o complesso sono molteplici. Il MIUR ha identificato tre sotto-categorie di alunni con B.E.S 3. alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico.

02 DOCENTI (COME AIUTARE ALUNNI DSA, LINEE GUIDA TUTTE LE MATERIE, USO DI LIM, IPAD) - dislessia-passodopopasso2 Search this site 2015 DOTT. DELL'ACQUA MIUR- PDP BES, SOFTWARE GRATUITI, REGISTRAZIONE LEZIONI ECC. — video INPS - Informazioni (L. 104/1992 art. 33 D.lgs 151/2001 artt. 33 e 42, come modificati dalla L. 183/2010 e dal D.lgs. 119/2011) I permessi retribuiti spettano ai lavoratori dipendenti: disabili in situazione di gravità;genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;coniuge, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. ai lavoratori a domicilio (Circ. 80/95, punto 4); agli addetti ai lavoro domestici e familiari (Circ. 80/95, punto 4); ai lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari circ. 133 /2000 punto 3.3; ai lavoratori autonomi ai lavoratori parasubordinati I lavoratori disabili in situazione di gravità possono beneficiare alternativamente di: - riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore a seconda dell’orario di lavoro; - tre giorni di permesso mensile (frazionabili in ore). - età inferiore ai tre anni; - età compresa tra tre e otto anni; - età superiore agli otto anni.

untitled Notizie fresche di stampa sull'Ingegnere "Sa farsi ascoltare qualsiasi cosa racconti" diceva di lei Italo Calvino che nel 1973 riscattò da un lungo oblio, ripubblicandolo da Einaudi, il suo romanzo "Un matrimonio in provincia", storia dell'educazione sentimentale di una ragazza di fine ‘800 diventata anche sceneggiato televisivo Rai. L'autrice, Maria Antonietta Torriani (1840-1920) si firmava Marchesa Colombi. Nata a Novara, visse anche a Milano, moglie (poi separata) di Eugenio Torelli Viollier, fondatore del Corriere della Sera. È appena uscita da Salerno la biografia "Gadda" di Giorgio Patrizi: "Nelle mie vene di bastardo è sangue ungaro, celtico, visigotico e lombardo. Quando viveva Roma quasi ogni giorno andava a rivedere i quadri di Caravaggio in San Luigi dei Francesi, per i quali provava "vera ebbrezza mista a gratitudine". Vacanze a km quasi zero, spettacolari e low cost su per "I più bei sentieri della Lombardia centrale", tra Bassa Valtellina e Valchiavenna, alto lago di Como, Valsassina e Val Brembana.

Documenti In evidenza Norme nazionali Bisogni Educativi Speciali 2013 – Nota MIUR sui bisogni educativi speciali 2013 –CM Bisogni Educativi Speciali 2012 –Direttiva MIUR Alunni con Bisogni Educativi Speciali Disabilità 2009 – Linee guida sull’integrazione degli alunni con disabilità 2006 – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministeri 23 febbraio 2006 n. 184 “Regolamento recante modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap” Il DPCM 184/2006 individua la gravità della condizione dell’alunno come criterio per la richiesta di posti di sostegno in deroga 2003 – Legge 15 luglio 2003 n.189 “Norme per la promozione della pratica dello sport da parte delle persone disabili” 2000 – Legge 8 novembre 2000 n.328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” 1992 – Legge 4 febbraio 1992 n. 104 ““Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.”

Sito di Supporto allo studio per Bambini e Ragazzi con DSA e non legge 104 disabili - Disabili.com La legge 5 febbraio 1992 n. 104, più nota come legge 104/92, è il riferimento legislativo "per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".Principali destinatari sono dunque i disabili, ma non mancano riferimenti anche a chi vive con loro. Il presupposto è infatti che l'autonomia e l'integrazione sociale si raggiungono garantendo alla persona handicappata e alla famiglia adeguato sostegno.E questo supporto può essere sotto forma di servizi di aiuto personale o familiare, ma si può anche intendere come aiuto psicologico, psicopedagogico, tecnico. Dopo l'entrata in vigore, la legge è stata aggiornata in alcune sue parti, per effetto di norme introdotte in seguito. LAVORO e I PERMESSI LAVORATIVI Non ci sono articoli in questa categoria. Se si visualizzano le sottocategorie, dovrebbero contenere degli articoli.

Specialmente: Il referente di istituto per i DSA di Capuano, Storace e Ventriglia - Loescher Editore Chi è il referente di istituto? Quale immagine ci rimanda la descrizione che ne viene fatta dalla normativa? Le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, allegate al Decreto Ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, al punto 6.3, delineano in modo preciso la figura del referente di istituto: “Le funzioni del “referente” sono, in sintesi, riferibili all’ambito della sensibilizzazione ed approfondimento delle tematiche, nonché del supporto ai colleghi direttamente coinvolti nell’applicazione didattica delle proposte. (l'articolo continua nell'allegato)

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