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Sviluppare le competenze attraverso compiti autentici

Sviluppare le competenze attraverso compiti autentici
Scuola secondaria di primo e di secondo grado Le competenze, queste sconosciute Dalla scuola del primo ciclo d’istruzione all’obbligo formativo e ai percorsi d’istruzione secondaria superiore, i risultati scolastici vengono sempre più spesso declinati in termini di competenza e viene posto l’obbligo di certificare le competenze dimostrate dagli studenti.Due semplici definizioni per iniziare. Il Parlamento europeo nella sua raccomandazione del 23.04.2008 così definisce le competenze: «Le competenze sono la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.» Qui viene messa in evidenza la dimensione dell’utilizzo per uno scopo di conoscenze, abilità e capacità. Le finalità verso cui la scuola deve lavorare sono, quindi: Riferimenti Normativi

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Related:  DidatticaDIDATTICA PER COMPETENZECOMPETENZE E Valutazione autenticaPedagogia

Se faccio capisco. La scuola dei laboratori di Fiorella Palomba* Premessa Se faccio, capisco è una frase magica che molti hanno utilizzato convenientemente. Apprendere (con e senza le tecnologie)Apprendere (con e senza le tecnologie) Da un po’ di tempo sono tornato ad occuparmi di “competenza” * lavorando nei contesti della scuola del primo ciclo e dell’obbligo formativo e mi sto accorgendo di quanta difficoltà si faccia a rendere operativo questo paradigma in ambito educativo. Sarà perché questo approccio è nato in ambito lavorativo e che è stato adattato (maldestramente) a quello educativo, sarà perché l’operatività della competenza richiede anche un contesto organizzativo, logistico e normativo specifico e diverso da quello per un’istruzione basata sulle discipline, ma il problema sta anche in qualcos’altro. Mi sono fatto delle idee confrontandomi anche con colleghi e ho la sensazione (quasi una certezza) che il problema stia nel capire la competenza.

SCHEMA PER LA PROGETTAZIONE DI UN’UNITÀ DI APPRENDIMENTO Riteniamo sia importante che gli insegnanti condividano, oltre a linee di progettazione, anche una struttura di progetto, soprattutto se lavorano congiuntamente. Hanno modo così di godere del passaggio di comunicazione grazie all’uso degli stessi strumenti e, di necessità, del medesimo lessico. Lo schema proposto dal Laboratorio RED Scarica lo schema La scuola senza classi: 5 soluzioni adottate in Europa L’"aumento” digitale degli spazi della scuola, il ribaltamento del setting didattico implica un complessivo ripensamento dell’organizzazione scolastica, anche nei suoi spazi fisici e ambienti architettonici. Si prenda ad esempio il caso del cooperative learning, tipico della didattica digitale: l’accentuazione della collaborazione fra studenti, dello scambio di conoscenze, dell’aiuto reciproco - pur con tutte le mancanze, i vuoti, le delusioni, che l’apprendimento in rete può incontrare - ha invogliato a progettare una scuola che tenesse nel dovuto conto la vita sociale degli studenti a scuola. Si tratta di un bisogno di incontro, di vita e di apprendimento non limitato entro mura dell’aula, che, però, può essere assecondato e non represso dagli spazi stessi. Gli “spazi funzionali” sono stati attrezzati sulla base teorica degli studi di Nair, Finley e Lackney (2013).

Le grandi imprese non si compiono da soli: Apprendimento Cooperativo — Your Edu Action Cos’è l’apprendimento cooperativo? L’apprendimento cooperativo (a.c o cooperative learning) è un metodo di insegnamento che consente agli studenti di raggiungere obiettivi di apprendimento, lavorando in piccoli gruppi in cui gli alunni si migliorano reciprocamene. Esso può essere applicato a ogni materia, curriculo e compito. Per metterlo in atto e trarne tutti i vantaggi che offre è necessario seguire tutte le indicazioni e suggerimenti che gli esperti del metodo possono fornire per formare gli insegnanti. Perché usare l’apprendimento cooperativo? Le 8 Competenze Chiave dello Studente Moderno Dopo aver descritto le 10 COMPETENZE DEL DOCENTE MODERNO, ora è il turno di analizzare le competenze chiave dello studente moderno. Come Decreto n.139 del 22 Agosto 2007 vuole, uno studente, al termine della sua carriera scolastica, dovrebbe essere in possesso delle seguenti competenze. Imparare ad imparare organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro. Progettare

Minecraft in classe? «I bambini andrebbero a scuola anche la domenica» Sono un professionista informatico da parecchi anni ed ho sempre trovato divertente la paradossale battuta riproposta spesso come personalizzazione della propria firma sui forum della grande rete: “Al mondo esistono solo 10 tipi di persone: quelle che capiscono il codice binario e quelle che non lo capiscono”. Quando sono stato invitato il mese scorso al Microsoft Edu Day per raccontare dell’esperienza didattica introdotta presso la classe elementare IV A di Allumiere utilizzando lo “strumento” Minecraft non ho potuto fare a meno di esordire raccontando cio’ che in questi anni ho avuto modo di verificare sul campo: “Al mondo esistono solo due tipi di persone: quelle che conoscono Minecraft e quelle che non hanno figli (dai sei anni in su)”. Minecraft come strumento di apprendimento basato sul gioco Minecraft come gioco inclusivo di genere

Curriculum mapping Impara Digitale propone una piattaforma di “Curriculum Mapping”, o mappatura dei corsi di studio, come strumento essenziale per facilitare: condivisione dei programmi tra docenti della stessa disciplina e tra scuole dello stesso network educativo; la loro supervisione da parte dei coordinatori didattici; la fruizione ordinata e integrata dei contenuti didattici digitali da parte degli studenti.Mappare il curriculum significa rendere intelligibile, condivisibile e trasparente il curriculum scolastico e le sue componenti. Con il curriculum mapping si possono vedere in modo sinottico i valori educativi fondamentali della scuola, le competenze di riferimento, la loro applicazione nei diversi assi culturali e livelli o gradi di scuola, la progettazione annuale per ogni anno e ciclo scolastico e la strutturazione delle unità di apprendimento. Nato come approccio negli USA (H.H.

Per un’innovazione inclusiva: ricomporre la frattura tra l’umano e il tecnologico La transizione al digitale si è presentata da subito come un processo complesso in cui abbiamo assistito non alla scomparsa/sostituzione dei vecchi media – da molti tuttora paventata – a vantaggio di nuovi media e delle reti sociali digitali; bensì, ad un’integrazione, ibridazione e convergenza, ad una sorta di galassia riconfigurata (McLuhan), in cui l’accesso e le possibilità di elaborare informazioni e conoscenze creano le condizioni per una maggiore autonomia – e quindi responsabilità – dei soggetti comunicanti. Ma, pur cambiando profondamente la “natura” degli strumenti, degli ambienti comunicativi e degli ecosistemi sociali, le questioni sono le medesime: la nostra attenzione deve, pertanto, continuare ad essere posta sulla qualità delle relazioni comunicative (e dei processi educativi) e sui rapporti di potere (conoscenze, competenze, asimmetrie, inclusione). (Immagine di copertina). [1] G.

Dell'Apprendimento Consapevole: La Didattica come metodologia e prassi dell’educare a imparare. Premessa Quante parole sono state trasferite su carta o in byte negli ultimi quindici o venti anni allo scopo di affermare come sia più corretto un approccio didattico centrato sullo studente e come l’attivismo rappresenti l’unica prospettiva evolutiva della moderna didattica! La didattica centrata sul soggetto in apprendimento ha sbilanciato il delicato equilibrio, ammesso che ce ne sia mai stato uno, tra didassi e metesi nell’ambito di ricerca didattico. Sempre più forti, poi, sono diventate nel corso degli ultimi anni le derive psicologiche, sociologiche, biologiche e tecnologiche, tali da creare giustificabili sentimenti di sconcerto e, talvolta, di sconforto tra i professionisti, esperti e ricercatori di Didattica ai quali sembrava toccare un ruolo di mero facere et tacere. Con una sorta di effetto “musicanti di Brema” capita che molti possano descrivere, con i propri strumenti disciplinari, ciò che percepiscono; senza che nessuno riesca a inquadrarne la reale portata.

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