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Ilfattoquotidiano.it_Attacco ad Ankara: Turchia in piazza.

Ilfattoquotidiano.it_Attacco ad Ankara: Turchia in piazza.
Il giorno successivo alla carneficina è il momento della solidarietà. Sono iniziati oggi i tre giorni di lutto nazionale per l’attentato kamikaze alla marcia per la pace organizzata dai filo-curdi, l’attentato più grave della storia della Turchia moderna. Il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, ha detto che i morti sono più di 120 e i feriti circa 500. Fonti ufficiali parlano invece di 95 vittime e 508 feriti. “Un kamikaze era fratello dell’attentatore di Suruc” – Gli inquirenti sono riusciti a isolare alcune impronte digitali sui resti di uno dei due ordigni e i responsabili dell’attacco, che non è ancora stato rivendicato, sono due kamikaze. Uno di loro – secondo il giornale turco Haberturk che cita fonti della polizia – era un uomo di 20-25 anni, fratello maggiore dell’attentatore suicida di Suruc, al confine con la Siria, dove il 20 luglio scorso morirono 33 attivisti filo-curdi. Loaded: 0% Progress: 0% Pubblicità Golf Hotel Campiglio L'hai provato?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/11/attentato-di-ankara-turchia-in-piazza-dopo-la-strage-97-morti-identificato-un-kamikaze/2116307/

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Kamikaze di 18 anni tra i curdi: strage in Turchia Mancava poco a mezzogiorno quando a Suruc, la cittadina curda vicino al confine con la Siria e di fronte a Kobane, si è scatenato l’inferno. Una forte esplosione, provocata da una kamikaze, ha ucciso 30 persone e ne ha ferite oltre 100, fra cui alcune in modo grave. Ci sono volute meno di due ore per confermare quello che era fin troppo chiaro a molti già dall’inizio: la cittadina, che da mesi ospita migliaia di rifugiati siriani provenienti da Kobane, è stata colpita da un brutale attentato. Il ministero dell’Interno turco per il momento ha confermato solo il bilancio. «Sono preoccupato – ha detto il ministro degli Interni provvisorio, Sebahattin Ozturk -. Il bilancio potrebbe aumentare nelle prossime ore perché molti feriti sono gravi.

Da dove vengono i curdi, grande popolo senza patria Sono 30 milioni, divisi tra Iraq, Siria, Iran e Turchia. Da sempre cullano il sogno dell’indipendenza. Vittime di repressioni in più Stati, oscillano tra la lotta armata (come il PKK turco) e la via diplomatica all’autonomia. di Maria Acqua Simi Del popolo curdo, in queste settimane, abbiamo sentito parlare spesso. Abbiamo letto sui giornali le gesta tra l’eroico e l’impacciato dei peshmerga, i guerriglieri curdi che in Iraq hanno resistito all’attacco dello Stato islamico.

La terra del silenzio - Libro - Barut, 2006 "La terra del silenzio" è innanzitutto un'indagine sociologica, svolta con rigore scientifico, imparzialità e dedizione, che analizza la vicenda del trasferimento forzato dei cittadini kurdi in Turchia. Al contempo, questo libro unico è anche qualcosa in più: secondo Sefika Gürbüz, direttrice del Göc Der, "i protagonisti sono le persone e le famiglie che migrano senza volerlo". La ricerca, che affronta la situazione da un punto di vista multidisciplinare, evidenzia il grande e comune desiderio di tornare indietro, nella propria patria, nelle proprie case, espresso dalla popolazione oggetto dei trasferimenti forzati. Il libro, tradotto con cura dal kurdo grazie all'Ics di Alessandria, è un viaggio unico e incredibile attraverso le dolorose e tragiche vicende di un popolo che vive da alieno in un Paese, la Turchia, in attesa di entrare nell'Unione europea. Normalmente disponibile per la spedizione in 3/5 giorni lavorativi Informazioni bibliografiche

la Repubblica/fatti: Storia di un popolo senza patria LA REGIONE - La regione del Kurdistan - 550 mila chilometri quadrati - è divisa tra Turchia, Iran, Iraq e Siria. I curdi sono circa 25 milioni, per la maggior parte di religione musulmana sunnita, e vivono soprattutto in Turchia, dove sono tra i 12 e i 15 milioni di persone, circa un quarto della popolazione. In Iraq vivono circa quattro milioni di curdi, in Iran sono dai sei agli otto milioni, in Siria circa un milione, e nelle ex repubbliche sovietiche, soprattutto in Armenia, 30.000. CHI SONO - In Turchia, dove la repressione dei curdi è particolarmente violenta, con molti giornalisti e politici di origine curda in prigine, è attivo il Pkk, Partito dei lavoratori del Kurdistan, che combatte per formare uno Stato curdo nel sud del paese. Si tratta di un gruppo terrorista di ispirazione marxista leninista che è stato fondato in Siria nel 1974.

Asia: La guerra dimenticata del popolo Curdo VENERDI` 3 ottobre 1997 RELATRICE: Dott.sa Mirella GALLETTI - giornalista e autrice del libro "I Curdi nella Storia" I Curdi sono una popolazione iranica in maggioranza musulmana sunnita che abitano la regione montuosa del Kurdistan (paese dei Curdi), un territorio diviso, fin dalla fine del primo conflitto mondiale, tra Turchia, Iran, Iraq e Siria. Proprio tale suddivisione è la causa primaria del grande dramma dei Curdi. Questo è un popolo che ha una propria specificità, ma che è circondato da muraglie arabe, persiane, turche e che ha subito fin dal 1800 anche l'influenza del mondo slavo e della Russia. Si è così generata una situazione estremamente complessa che coinvolge, con differenti modalità, diversi settori.

Migranti, storia di Aylan: bimbo della foto-simbolo. Il papà: "Ho provato a salvarlo". La fotografa: "Ero pietrificata" “Aylan Kurdi giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde, nella sua t-shirt rossa e nei suoi pantaloncini blu scuro, piegati all’altezza della vita. L’unica cosa che potevo fare era fare in modo che il suo grido fosse sentito da tutti”. Nilufer Demir è la fotoreporter che ha scattato la foto simbolo della crisi umanitaria legata all’immigrazione: sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, Aylan, tre anni, è morto scappando dalla guerra. Insieme a lui hanno perso la vita altre 11 persone, tra cui il fratello Galip che di anni ne aveva 5. Kurdistan KURDISTAN (paese dei curdi). Regione geografica dell'Asia minore compresa tra il mar Nero, l'alta Mesopotamia, la catena anatolica dell'Antitauro e l'altopiano iranico. Prevalentemente montuosa, ospita la maggior parte della popolazione di lingua curda (appartenente alla famiglia linguistica indoeuropea) della Turchia, dell'Iraq, dell'Iran, della Siria e dell'ex Unione sovietica.

Sei cose sull'attentato ad Ankara Ieri durante una manifestazione per la pace ad Ankara, la capitale della Turchia, due bombe sono esplose uccidendo 95 persone e ferendone altre 245 in quello che è stato il più grave attacco terroristico nella storia del paese. Le due esplosioni sono avvenute vicino alla stazione centrale di Ankara, poco prima dell’inizio di una manifestazione organizzata da sindacati e ONG, a cui partecipavano diversi partiti d’opposizione. La maggior parte dei partecipanti erano curdi e simpatizzanti dell’HDP, il principale partito curdo che alle scorse elezioni ha ottenuto un risultato storico diventando il terzo partito del paese. Sabato sera migliaia di persone hanno marciato per Ankara in solidarietà con le vittime dell’attentato. 1.

Internazionale_La Turchia sull’orlo del baratro - Bernard Guetta È possibile, ma altamente improbabile. Volendo potremmo anche sospettare, come fanno molti in Turchia, che Recep Tayyip Erdoğan abbia scelto la strategia della tensione per vincere le elezioni legislative del 1 novembre e che dunque alcuni suoi sostenitori siano responsabili dell’attentato che il 10 ottobre ad Ankara ha provocato almeno 97 morti e 165 feriti (di cui 65 gravi). Potremmo sospettarlo perché il capo di stato turco e il suo Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp), partito islamico-conservatore, hanno perso le elezioni a giugno per la prima volta dopo 13 anni, e le elezioni anticipate in programma fra tre settimane non si annunciano favorevoli, perché Erdoğan non è tipo da lasciarsi emarginare senza reagire e perché Ankara – e questo è un fatto – ha riacceso la guerra con i separatisti curdi del Pkk nella speranza di alimentare uno slancio nazionalista e assicurarsi la maggioranza in parlamento. I turchi hanno appena conosciuto il loro 11 settembre.

La questione curda Paesi di Origine - Turchia Pagina 1 di 4 Il conflitto politico culturale tra il governo turco e la minoranza curda nel paese ha una lunga storia alle spalle, che risale agli accordi di pace dopo il primo conflitto mondiale quando, dopo lo scioglimento dell’impero ottomano, il territorio abitato dai curdi venne smembrato tra Turchia, Iraq, Iran e Siria. Motivo di tensione tra le parti è la volontà di indipendenza del popolo curdo. I curdi: un popolo, un’identità, una storia - Geopolitica di Shorsh Surme – La questione curda, per quanto ben caratterizzata e definita, non risulta del tutto comprensibile se astratta dal contesto nel quale si è sviluppata: quello della storia del Medio Oriente. Un legame che si è rinsaldato nello scorrere degli avvenimenti del secolo scorso: l’evoluzione dal sistema coloniale all’imperialismo moderno, la scoperta e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, le guerre mondiali, i conflitti locali e la Guerra Fredda. Queste sono solo alcune delle problematiche che fanno sì che la questione curda si possa considerare assai vicina alle vicende della storia europea. Negli ultimi 20 anni i partiti curdi hanno indirizzato i loro sforzi di lotta, sia armata sia politica, non più soltanto contro le potenze, contro i singoli regimi repressivi dell’Iran, della Turchia, della Siria e prima dell’Iraq.

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