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Cinque cose sui curdi, la Turchia e l'ISIS

Cinque cose sui curdi, la Turchia e l'ISIS
La cosa più importante successa in Medio Oriente questa settimana è l’attacco della Turchia al PKK, un movimento politico-militare che combatte per una maggiore autonomia della minoranza curda. Gli attacchi hanno interrotto una tregua tra PKK e governo turco che durava oramai dal 2013 e rischiano di far sprofondare nuovamente il paese nella guerra civile cominciata nel 1984 e costata la vita a più di trentamila persone. Ma con questi attacchi è anche in gioco il futuro della lotta all’ISIS e quello del popolo curdo, la più numerosa etnia al mondo senza una nazione. Ecco cinque cose importanti per farsi un’idea su quello che che sta accadendo e sul perché è così importante. 1. Chi sono i curdi? • PKK È un movimento politico di estrema sinistra che dal 1984 al 2013 ha combattuto un’insurrezione contro il governo turco. • YPG È il braccio armato del partito curdo che governa il Rojava, la regione della Siria settentrionale dove abita la maggior parte dei curdi siriani. 2. 3. 4. 5.

http://www.ilpost.it/davidedeluca/2015/07/30/turchia-curdi-isis/

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I curdi di Siria spaventano la Turchia L’11 settembre si è confermato giorno nefasto, stavolta per la Turchia e Istanbul. In un distretto della metropoli turca, Sultangazi, un attentatore suicida ha colpito un commissariato di polizia, gettando dapprima una bomba a mano e poi facendosi detonare davanti all’ingresso dell’edificio, uccidendo un ufficiale di polizia e ferendo diverse persone. La valenza simbolica dell’attentato è forte: un attacco nel cuore del paese, non nel periferico sud-est. Il primo ministro Erdoğan, del resto, non dorme sonni tranquilli ormai da qualche mese: sebbene non lo si voglia dire a gran voce per paura delle conseguenze di una tale ammissione, il motivo delle preoccupazioni di Ankara è essenzialmente uno: Damasco.

La tragedia dei profughi in fuga dalla Siria e la storia di Aylan: bimbo della foto-simbolo. Il papà: "Ho provato a salvarlo". La fotografa: "Ero pietrificata" “Aylan Kurdi giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde, nella sua t-shirt rossa e nei suoi pantaloncini blu scuro, piegati all’altezza della vita. L’unica cosa che potevo fare era fare in modo che il suo grido fosse sentito da tutti”. Nilufer Demir è la fotoreporter che ha scattato la foto simbolo della crisi umanitaria legata all’immigrazione: sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, Aylan, tre anni, è morto scappando dalla guerra. Insieme a lui hanno perso la vita altre 11 persone, tra cui il fratello Galip che di anni ne aveva 5. Un’immagine che è rimbalzata sulle prime pagine di alcuni dei principali giornali del mondo e che è diventata il centro del confronto politico internazionale sulla questioni migranti. Tanto che secondo il Guardian il premier David Cameron in Gran Bretagna ha ammorbidito la propria linea proprio dopo aver visto quella foto.

Turchia, migliaia in piazza ad Ankara dopo la strage. Uno dei due kamikaze sa... Ad Ankara è il giorno del dolore. Migliaia di persone sono scese in piazza per ricordare le vittime; si sono radunate a piazza Sihhiye, vicino al luogo dell'attentato, la polizia non ha infatti permesso che i manifestanti arrivassero fino alla stazione ferroviaria. Proteste che seguono quelle avvenute ieri sera a Istanbul e in molte città turche: in migliaia hanno manifestato contro il Governo, accusato di essere responsabile delle strage. Non esiste ancora un bilancio ufficiale delle vittime: il governo parla di 97 morti e oltre 400 feriti, per il partito filo-curdo Hdp i morti sono 128.

Curdi in “Enciclopedia dei ragazzi” Curdi Enciclopedia dei ragazzi (2005) di Silvia Moretti Curdi Un popolo diviso e senza uno Stato I Curdi sono una popolazione di origine iranica. La guerra civile Siriana destabilizza l'area e tocca le minoranze Curde del Paese a partire dal 2011 Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La guerra civile siriana (in arabo: الحرب الأهلية السورية‎, al-Ḥarb al-ahliyya al-sūriyya) o crisi siriana è una guerra civile scoppiata in Siria nel 2011 tra le forze governative e quelle dell'opposizione, e che viene inserita nel contesto più ampio della primavera araba. Il conflitto è iniziato il 15 marzo 2011 con le prime dimostrazioni pubbliche, si è sviluppato in rivolte su scala nazionale, per poi divenire guerra civile nel 2012 ed è ancora in corso. Le iniziali proteste hanno l'obiettivo di spingere alle dimissioni il presidente Baššār al-Asad ed eliminare la struttura istituzionale monopartitica del Partito Ba'th. Col radicalizzarsi degli scontri si aggiunge con sempre maggiore forza una componente estremista di stampo salafita che, anche grazie agli aiuti di alcune nazioni sunnite del Golfo Persico, si pensa possa aver raggiunto il 75% della totalità dei combattenti[47]. Dati sulle vittime[modifica | modifica wikitesto]

Turchia in piazza dopo la strage. Ankara: "L'Is dietro l'attentato" ANKARA - All'indomani dell'attentato alla marcia pacifista di Ankara in cui sono morte, secondo fonti curde, 128 persone (mentre per il governo le vittime sarebbero 95) e 508 sono rimaste ferite, la stampa turca riferisce che uno dei due kamikaze sarebbe stato identificato. Si tratta di un uomo di 20/25 anni. Secondo il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak gli inquirenti sarebbero riusciti a recuperare frammenti di impronte digitali dai resti dell'ordigno. Il giornale Haberturk riporta che la polizia turca sospetta che uno dei due attentatori possa essere il fratello più grande dell'attentatore suicida di Suruc, al confine con la Siria, dove il 20 luglio scorso morirono 34 persone. Secondo il quotidiano Milliyet, l'altro responsabile della strage potrebbe essere una donna.

Cosa sta succedendo tra la Turchia, i curdi e lo Stato islamico Negli ultimi giorni la Turchia ha aperto un nuovo fronte nella guerra contro il gruppo Stato islamico, bombardando le postazioni dei jihadisti in Siria e offrendo le sue basi alla coalizione statunitense. Ma la Turchia ha anche colpito i ribelli curdi che combattono contro lo Stato islamico in Siria e in Turchia. Secondo i critici, si tratta di una strategia miope, che rischia di ritorcersi contro Ankara. La Bbc ha ricostruito tutta la vicenda. I fatti degli ultimi giorni

Turchia, esplosioni ad Ankara prima di corteo pacifista: "97 morti, 186 ferit... A tre settimane dalle elezioni anticipate del 1° novembre un nuovo, sanguinoso attentato sconvolge la Turchia. C’erano centinaia di persone alla stazione ferroviaria di Ankara, inclusi i rappresentanti di diversi sindacati, organizzazioni della società civile ed esponenti del Partito Democratico del Popolo filo curdo. Tutti riuniti per la manifestazione pacifica organizzata dal partito curdo Hdp – entrato in Parlamento per la prima volta a giugno – per chiedere la fine del conflitto tra lo Stato e i separatisti curdi del Pkk. Ma due esplosioni – avvenute a distanza di pochi minuti l’una dall’altra (video) – hanno provocato la morte di almeno 97 persone, ha comunicato il procuratore della capitale, e il ferimento di altre 186. Per il governo si tratta di un “attacco terroristico” e i responsabili dell’attacco, scrivono i media locali mentre sono in corso le verifiche delle autorità, sono stati due attentatori suicidi, che si sono fatti esplodere tra la folla.

Anche i curdi siriani hanno commesso crimini di guerra? Un nuovo rapporto di Amnesty International, organizzazione internazionale che si occupa di diritti umani, sostiene che le forze curde nel nord della Siria potrebbero avere commesso dei crimini di guerra con una campagna di trasferimenti forzati e demolizione di case appartenenti soprattutto alla popolazione araba locale. Tra i presunti responsabili ci sono anche i curdi siriani alleati degli Stati Uniti nella guerra contro lo Stato Islamico (o ISIS). Amnesty ha scritto di avere raggiunto le sue conclusioni dopo avere visitato 14 città e piccoli paesi nei governatorati di Hasakeh e Raqqa, in Siria, tra il luglio e l’agosto del 2015.

AKP: Nasce in Turchia un partito filo Islamico con forti supporti Esteri (2001) Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Fondato nel 2001 da membri di vari partiti conservatori, l'AKP ha vinto più seggi parlamentari di ogni altro partito nelle ultime quattro tornate elettorali del 2002, 2007, 2011 e 2015, con il 34.3%, 46.6%, 49.8% e 40.9% dei voti rispettivamente. Il partito ha mantenuto la maggioranza dei seggi per 13 anni, perdendola solo alle elezioni del giugno 2015.

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