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Fare ricerche in rete: 10 dritte per riuscirci

Fare ricerche in rete: 10 dritte per riuscirci
Giusto per fare un esempio: a fine 1999, cercando la parola creatività con Virgilio (Google era appena nato e non era ancora così conosciuto) si trovavano 319 risultati. Nel 2004, cercando creatività con Google se ne trovavano oltre 604.000 (nel caso vi chiedeste come faccio a saperlo: ho conservato i dati). Oggi chi cerca creatività con Google trova 11.400.000 risultati. Se invece si cerca con Google creativity si trovano 209 milioni di risultati. Dentro c’è di tutto: definizioni, studi scientifici, annunci di eventi, articoli divulgativi, teorie sballate, recensioni, trucchi per diventare più creativi in tre minuti, pizzerie creative, uncinetto e bricolage, roba recente mescolata con roba di dieci anni fa. Tutto questo ci dice che, qualsiasi sia l’argomento, fare ricerche in rete è diventato un compito complesso e di incerta esecuzione. 1) EHI, FERMATI UN MOMENTO: SAI CHE COSA STAI CERCANDO? 2) GLI STRUMENTI PER CERCARESono tre: connessione, browser, motore di ricerca.

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Cos'è l'ignoranza elaborativa? Sei a Catania. Ti ci trovi per la prima volta. Dov’è il bancomat più vicino? Dov’è la farmacia notturna? Qual è il cocktail bar migliore della città? Esploratori di notizie digitali Esploratori di notizie digitali Riconosci il nome del sito? L'URL termina in .com/.net/.org/ o con altre sigle riconoscibili? Digital World- Filter Bubble Digital World, il nuovo programma di Rai Cultura di indagine e riflessione sui cambiamenti legati alle tecnologie digitali. In dodici puntate, Matteo Bordone approfondisce vari temi, puntando l’attenzione sulle principali novità tecnologiche e le ricadute che queste hanno nei diversi settori, dall’informazione alla scuola, dalla società alla finanza, dall’ambiente alla salute. Il titolo della terza puntata è "Filter Buble". Un mondo disegnato intorno a noi, esattamente tarato sui nostri gusti: è quello della “bolla” creata dagli algoritmi che censiscono telematicamente le nostre preferenze, i nostri spostamenti, le nostre scelte. Matteo Bordone, in un viaggio a più tappe, ci spiega cos’è e come agisce la cosiddetta “Filter Bubble”. Tags

Reperire informazioni in rete Sii curioso, ma resta focalizzato Usa bene le parole-chiave Reperire informazioni in rete Prima di interrogare il motore di ricerca, devi interrogare te stesso sul TEMA (che cosa ne vuoi sapere?) e sullo SCOPO della tua ricerca (che tipo di informazioni stai cercando?). Traduci quel che vuoi cercare in pochissime parole. Imparare ad imparare: equipaggiati per il futuro - Didattica e apprendimento Il 24 febbraio 2017, presso l’Auditorium del Massimo di Roma, si aprirà il III convegno internazionale sulla flipped classroom organizzato dall’associazione Flipnet. Da diversi anni i docenti che fanno capo all’associazione si occupano di divulgare e formare professionisti della scuola sui temi inerenti la didattica attiva e la classe capovolta. Ma cos’è la flipped class? La flipped class, ovvero la classe capovolta, è un approccio metodologico dove il tempo scuola è riorganizzato con lo spostamento, o meglio l’anticipazione, della lezione (che viene fruita dagli studenti attraverso la visione di video-lezioni predisposte e personalizzate dal docente) al pomeriggio mentre la mattina, nella classe di appartenenza, gli studenti svolgono attività collaborative dove questi ultimi sono messi nelle condizioni di esercitarsi su quanto appreso e trasformare le conoscenze ed abilità in competenze. La struttura del convegno

Stiamo crescendo una generazione di “ignoranti digitali”? - ilSole24ORE Non distinguono una notizia da una pubblicità online, non considerano minimamente l’attendibilità delle fonti delle notizie su Internet, sono facilmente ingannabili dai messaggi postati sui Social Network. No, non parlo dei nostri anziani genitori o dei nostri nonni, che in fondo un po’ sarebbero giustificati dalla poca dimestichezza col mezzo. Mi riferisco, drammaticamente, ai “nativi digitali”, quelli nati col tablet in mano e che ora vanno all’università o alle scuole superiori. Gli autori di una ricerca della Stanford University, condotta su 7.804 studenti in 12 Stati tra il gennaio 2015 e giugno 2016, la più ampia mai realizzata, sintetizzano in una parola l’abilità dei giovani di ragionare sull’attendibilità delle informazioni trovate su Internet: agghiacciante. Nella ricerca, per esempio, si legge che oltre l’80% degli studenti di scuola media non distingue su un sito Internet tra una pubblicità segnalata come tale e una notizia.

Blue Whale, vi spiego perché è una bufala – Famigliapuntozero DI AN­DREA AN­GIO­LI­NO Nelle ul­ti­me set­ti­ma­ne, l’in­for­ma­zio­ne ita­lia­na è in sub­bu­glio e dif­fon­de un ter­ri­bi­le al­lar­me, ter­ro­riz­zan­do ge­ni­to­ri ed edu­ca­to­ri. Un fan­to­ma­ti­co gio­co rus­so che nes­su­no ha mai vi­sto e che si dif­fon­de­reb­be sui so­cial: il Blue Wha­le. Un “tu­tor” im­por­reb­be ai gio­ca­to­ri cin­quan­ta pro­ve in­vian­do­le una per vol­ta, una al gior­no, ai mal­ca­pi­ta­ti che han­no ade­ri­to al gio­co.

Navigare, ricercare e filtrare le informazioni #DIGCOMP - cittadinanza digitale Navigare, ricercare e filtrare le informazioni è la prima delle competenze descritte nel framework europeo per le competenze digitali DIGCOMP per l’area 1. informazione. In cosa consiste? Accedere all’informazione online, effettuare ricerche online, articolare la necessità di informazione online, localizzare l’informazione rilevante, selezionare in modo efficace le risorse, navigare tra diverse fonti online, creare strategie personali di informazione.

Thron, il sito che cambia a seconda di chi lo guarda Una tecnologia italiana permette di personalizzare siti, app e newsletter per renderli più adatti a chi li sta consultando Pubblicato Non un sito, ma tanti siti quante sono le persone che lo guardano. Siti in grado di adeguarsi, in tempo reale, agli interessi di ciascun utente, in modo da offrire a ognuno il contenuto più adatto e in linea con le sue aspettative. Nell’era della comunicazione personalizzata, la tecnologia tutta italiana del Predictive Content Recommendation, ideato e sviluppato dalla padovana Thron, appare come una vera e propria rivoluzione. Il concetto è molto semplice: perché un’azienda di scarpe deve far vedere lo stesso modello a tutte le persone che visitano il sito (o ricevono la newsletter)?

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