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Noam Chomsky Has 'Never Seen Anything Like This'

Noam Chomsky Has 'Never Seen Anything Like This'
Noam Chomsky is America’s greatest intellectual. His massive body of work, which includes nearly 100 books, has for decades deflated and exposed the lies of the power elite and the myths they perpetrate. Chomsky has done this despite being blacklisted by the commercial media, turned into a pariah by the academy and, by his own admission, being a pedantic and at times slightly boring speaker. He combines moral autonomy with rigorous scholarship, a remarkable grasp of detail and a searing intellect. He curtly dismisses our two-party system as a mirage orchestrated by the corporate state, excoriates the liberal intelligentsia for being fops and courtiers and describes the drivel of the commercial media as a form of “brainwashing.” “It is very similar to late Weimar Germany,” Chomsky told me when I called him at his office in Cambridge, Mass. “The United States is extremely lucky that no honest, charismatic figure has arisen,” Chomsky went on. “I listen to talk radio,” Chomsky said. Related:  Coté Anarchie

Impresa, desiderio, ricchezza / L'anima al lavoro — Franco Berardi Bifo — OperaViva Magazine Nella sua accezione rinascimentale e umanistica, con la parola impresa si intende l’attività che si organizza per dare al mondo la sua forma umana. L’impresa dell’artista rinascimentale è il segno e la condizione dell’indipendenza della sfera umana dal fato e dalla volontà divina. Nel pensiero di Machiavelli l’intrapresa è tutt’uno con la politica, che si emancipa dalla fortuna e pone in essere la repubblica, spazio nel quale le volontà umane costruiscono e confrontano la loro astuzia, la loro capacità di creazione. Nella sua accezione capitalistica la parola impresa acquista nuove coloriture, pur non perdendo il senso di azione libera e costruttiva. E le nuove coloriture stanno tutte nella opposizione tra impresa e lavoro. L’impresa (indipendentemente dalla relazione giuridica tra proprietà e lavoro) tende a essere il nucleo intorno a cui si addensa il desiderio, l’oggetto di un investimento non più solo economico ma psichico Cosa vuol dire ricchezza?

Ossessione identitaria e fertilità della razza — Franco Berardi Bifo — OperaViva Magazine Poco alla volta cominciamo a capire che il capitalismo democratico perde energia e futuro, forse perché alla lunga la democrazia non può convivere con il capitalismo Nei decenni culminanti della modernità considerammo il Nazismo un fenomeno estinto, passato, cancellato dalla storia. Per tranquillità lo definimmo Male Assoluto, e non se ne parla più. Identificando il nazismo con Auschwitz abbiamo finito per accettare Gaza, pensando: quello che accade è terribile, ma non è mica Auschwitz. Stiamo tranquilli. La forma storica del nazional-socialismo hitleriano non si ripresenterà, ovviamente. E aggiunge: «l’orrore del regno che viene supererà di gran lunga quello di ieri che, al confronto, apparirà soltanto come un teatro sperimentale di provincia, una prova generale del totalitarismo agghindato da stupida ideologia» (G. Il primo è quello di cui parla Anders: il primato del funzionale, il primato della perfezione tecnica rispetto alle forme irregolari della vita.

International Errorist What is Errorism Errorism is a practical philosophy. A cultural, scientific, political and spiritual movement, which bases its action in error, erring as a principle and practice in daily life. Errorists from different corners of the planet have been gathered in the Errorist International movement. What is ERRORISTAS.ORG A social network and community to share and enjoy our errors, to err collectively with other errorists around the world. How to participate. How to collaborate. If you would like to join us as a permanent collaborator/ If you are developer and wish to collaborate with our website and help with programming and working out bugs (coding errors)/ If you have ideas which could help to find resources to support this project: erroristas@gmail.com NOTE: This is a nonprofit project that seeks to develop and spread the ideas and practices of Errorism. This web site encourages sharing of content under the principles of copy-left and creative commons licenses.

An Anarchist Blog Quarant'anni dopo, perché vi interessa ancora Radio Alice? di Valerio Minnella Pochi giorni fa è venuto ad intervistarmi un giornalista-scrittore, Luca Rota, che sta lavorando ad un piccolo nuovo libro su Radio Alice, che sarà presto nelle librerie. Luca, fra l’altro, mi ha domandato «Cosa resta oggi di Radio Alice, dopo quasi 40 anni? In tema di retaggio mediatico ma, ancor più, tematico, filosofico, “spirituale”…» Lì per lì gli ho risposto «Questa domanda dovrei sottoporla io a te, non viceversa. In questi giorni con Nino, uno dei compagni di un tempo, abbiamo cominciato la ristrutturazione del sito www.radioalice.org, che mettemmo in piedi alla fine degli anni ’90 e che dal 2002 era lì abbandonato; Quando sono andato ad integrare la pagina che raccoglie tutti i libri che parlano di Alice, fra quelli specifici sulla Radio, che ne parlano a fondo, e quelli che la citano solo, ne ho contati più di venti e so che qualcuno ancora manca. Allora la domanda di Luca mi è tornata in testa. Sono quarant’anni che è nata Radio Alice. Vm d Febbraio 1976.

Radio Alice compie 40 anni - Il ricordo di Bifo L'inno americano storpiato dalla chitarra elettrica di Jimi Hendrix. È stato questo il vagito di Radio Alice, nata 40 anni fa in una mansarda al civico 41 di via del Pratello, Bologna, dall'idea di un gruppo di amici e studenti soprattutto del Dams. Figlia legittima della voglia di sperimentazione, creatività, provocazione e libertà che si respirava in quegli anni sotto i portici, nelle università, e non solo. IL POETA E L'INGEGNERE. Ma soprattutto un'esperienza che rappresentava «la prima convergenza tra lavoro tecnico e lavoro creativo», racconta a Lettera43.it Franco Bifo Berardi, uno dei fondatori. «L'alleanza», continua sorridendo, «tra il poeta e l'ingegnere». Franco 'Bifo' Berardi. DOMANDA.

Franco Berardi aka Bifo: Che significa oggi autonomia? Non soggetto ma soggettivazione Non intendo fare una ricostruzione storica del movimento di autonomia, ma solo cercar di comprendere la sua specificità storica attraverso una rivisitazione di concetti come rifiuto del lavoro e composizione di classe. I giornalisti usano la parola operaismo per definire un movimento politico e filosofico che apparve in Italia durante gli anni 60. A me non piace questo termine perché riduce la complessità della realtà sociale al mero dato di una centralità degli operai industriali nella dinamica sociale della tarda modernità. La centralità della classe operaia è stato un grande mito politico del ventesimo secolo, ma il problema che ci dobbiamo porre è quello dell'autonomia dello spazio sociale dal dominio capitalistico, e quello delle differenti composizioni culturali, politiche, immaginarie, che il lavoro sociale elabora. Perciò io preferisco usare l'espressione composizionismo, per definire questo movimento di pensiero. Autonomia e deregulation

Slavoj Zizek: Philosophy - Key Ideas • Key Ideas • Books: A Summary He was born the only child of middle-class bureaucrats (who hoped he would become an economist) on 21 March 1949 in Ljubljana, the capital of Slovenia and, at that time, part of Yugoslavia. Yugoslavia was, then, under the rule of Marshal Tito (1892-1980), one of the more 'liberal' communist countries in the Eastern Bloc, although, as Zizek points out, the freedoms the regime granted its subjects were rather ambivalent, inducing in the population a form of pernicious self-regulation. One aspect of state control that did have a positive effect on Zizek, however, was the law which required film companies to submit to local university archives a copy of every film they wished to distribute. Zizek was, therefore, able to watch every American and European release and establish a firm grasp of the traditions of Hollywood which have served him so well since. . At all stages in Zizek's life, then, we can detect the insistence of a theme. Slavoj Zizek's Bibliography

Franco Berardi Bifo - Slump Franco Berardi Bifo Stanno suonando le trombe del giudizio? L’orizzonte economico che si presenta nel primo scorcio dell’anno 2016 suscita vivo sgomento negli osservatori. Mario Draghi ripete l’esorcismo estremo: «Whatever it takes». Ma il pericolo attuale non è più quello di un collasso finanziario come nel 2008. Il pericolo è quello di una crisi di sovrapproduzione globale, e di una stagnazione di lungo periodo. Il 10 gennaio il «New York Times» ha pubblicato un articolo di Clifford Kraus dedicato agli effetti che il calo della domanda cinese produce sull’economia globale: «Per anni la Cina s’è ingozzata di ogni tipo di metalli e di energia perché la sua economia si espandeva rapidamente; le grandi aziende hanno ampliato aggressivamente le loro operazioni di estrazione e produzione, scommettendo sulla prospettiva che l’appetito cinese sarebbe continuato per sempre. Scrive ancora Kraus: «I bassi tassi di interesse hanno alimentato il boom produttivo. Perché la domanda crolla?

La mutazione neoliberista - Alfabeta2 Franco Berardi Bifo Un paio di anni fa, l’anno precedente l’EXPO milanese per intenderci, insegnavo a Brera, e il mio corso era dedicato alle questioni della precarietà. Il tema dell’EXPO, e particolarmente del lavoro gratuito che veniva “offerto” ai giovani, era naturalmente al centro delle mie lezioni e delle discussioni in classe. Scrive Sergio Bologna in Lavoro gratuito ed economia dell’evento: “A casa, disoccupato, tua madre ti tormenta, ti senti un diverso, mentre se lavori gratis sei normale. Il caso del mio studente dimostra che la percezione salariale della prestazione di tempo si è dissolta nella mente collettiva della prima generazione connettiva, la quale è anche, intrinsecamente, la prima generazione precaria. Marx spiega in quel testo che la storia del capitalismo è segnata da un passaggio decisivo dal comando formale al comando reale nel rapporto tra capitale e lavoratori. Federico Chicchi, Emanuele Leonardi, Stefano Lucarelli Logiche dello sfruttamento

C'è una via d'uscita dalla guerra civile globale? (parte I) Nelle ultime settimane ha provocato una sospensione delle libertà civili in Francia senza alcuna opposizione, ha favorito l'affermazione del Front National, oltre all'inasprimento della xenofobia in tutto l'occidente. Le politiche austeritarie imposte in Europa dalla finanza globale e dallo stato tedesco hanno preparato il terreno per l’affermazione della destra che è un elemento essenziale della precipitazione in corso. Le origini della guerra si trovano nei duecento anni di impoverimento coloniale e di umiliazione della grande maggioranza della popolazione mondiale, e negli ultimi trent’anni di fanatica competizione neoliberista e particolarmente nella privatizzazione di ogni cosa, compresa la guerra. Il passato presenta il conto. Il pacifismo diviene irrilevante poiché le cause della guerra sembrano essere irreversibili. In questo modo le armi disponibili aumentano non soltanto negli arsenali delle potenze nazionali, ma anche nelle cucine e nelle sale da letto della famiglie normali.

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