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Diario di un maestro

Diario di un maestro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Due anni dopo l'uscita in tv, il film raggiunse le sale, scorciato a 135 minuti. Questa versione è stata selezionata tra i 100 film italiani da salvare[1]. §Trama[modifica | modifica wikitesto] In una scuola dell'estrema periferia romana, un giovane insegnante, nuovo dell'ambiente, invece di disinteressarsi della sua aula semivuota, decide di affrontare il problema del mancato rispetto dell'obbligo scolastico non in maniera burocratica, ma cercando per il quartiere i bambini che non frequentano le lezioni e dando a queste un assetto assolutamente atipico, quasi rivoluzionario per i programmi dell'epoca. Ne nasce un'esperienza di arricchimento reciproco tra i piccoli alunni e il maestro (Bruno Cirino) il quale, agli occhi dei telespettatori, rappresenta la persona che pratica quegli ideali da tanti altri solo predicati. §Critica[modifica | modifica wikitesto] §Note[modifica | modifica wikitesto] ^ Rete degli Spettatori Related:  Aristogatti_2_attività_3_incontroLe SailorMoon_2_attività_3_incontroCenerentole_2_attività_3_incontro

Vittorio De Seta Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Vittorio De Seta (Palermo, 15 ottobre 1923 – Sellia Marina, 28 novembre 2011) è stato un regista e sceneggiatore italiano. Biografia[modifica | modifica wikitesto] Inizi[modifica | modifica wikitesto] Carriera[modifica | modifica wikitesto] I documentari che realizza negli anni 1950, ambientati prevalentemente in Sicilia e Sardegna, descrivono con potente espressività i modi di vivere del proletariato meridionale (feste sacre di Pasqua in Sicilia) e le dure condizioni di vita dei pescatori siciliani, dei minatori di zolfo nisseni, dei pastori della Barbagia.[3] Tra questi cortometraggi il documentario Isola di fuoco, ambientato nelle isole Eolie, viene premiato come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955.[4] Nel 1966 realizza Un uomo a metà, che si allontana dal documentarismo che contraddistingue la sua carriera: è un'analisi in chiave psicanalitica della crisi di un intellettuale nei confronti del suo impegno sociale. Anni 1950 1977-1980.

La trama LA LEZIONE DI DE SETA 'DIARIO DI UN MAESTRO', UN' INDAGINE ATTUALE «N on riesco a ricordarmi quand' è che il talento mi ha lasciato». Edward G. Robinson pronuncia la battuta, tra le più folgoranti della storia del cinema, interpretando un regista che perde il lavoro nel film di Vincenti Minnelli Due settimane in un' altra città. Diario di un maestro - Diario di un maestro - Terza puntata Pubblicità Rai.tv su Rai.Tv su Rai.Tv nei siti Rai Fb Page Twitter Carosello Reloaded Diario di un maestro Diario di un maestro - Terza puntata Durata:01:06:38Andato in onda:25/02/1973Visualizzazioni: I problemi della borgata, ed in particolare quello della casa, così come i grandi problemi sociali della guerra e della crisi mondiale diventano occasione per acquisire valori, leggi, per accostare realtà culturali positive In evidenza Info Vuoi rivedere o riascoltare un altro programma? Cerca Programmi Tematiche Commenti Riduci Rai.it Network Rai nei siti Rai nei siti Rai su Rai.Tv Radio RaiSitoRadio 1Sito | LiveRadio 2Sito | LiveRadio 3Sito | LiveRadiofd4Sito | LiveRadiofd5Sito | LiveIsoradioSito | LiveCCISSSitoWeb Radio 6Sito | LiveWeb Radio 7Sito | LiveWeb Radio 8Sito | Live © RAI 2015 - tutti i diritti riservati. Navigazione alternativa dei video correlati

"Diario di un maestro" critica di Vittorio De Seta (Italia, 1972) Sinossi Bruno D’Angelo, maestro di origine napoletana, ottiene la nomina come insegnante elementare nella difficile scuola “Francesco Ruffini” del popolare quartiere Tiburtino 3° a Roma. Il nuovo maestro, dopo essere coraggiosamente riuscito a riportare a scuola gli scolari costantemente assenti, si accorge immediatamente che il canonico programma ministeriale non può riscuotere l’interesse dei suoi allievi, ed allora inizia a svolgere un progetto legato strettamente alla realtà sociale dei ragazzi che popolano la sua classe. Presentazione Critica Il conflitto tra un’educazione aleatoria, basata su concetti astratti, lontani e nozionistici, e un’altra, invece, più aderente ad una precisa realtà sociale di riferimento, maggiormente legata all’esperienza, alla conoscenza diretta delle cose è l’evidente dicotomia su cui si basa il film di Vittorio De Seta. Giampiero Frasca

DIARIO DI UN MAESTRO - La scuola di Vittorio De Seta Sembra ieri - almeno per chi c’era – eppure lo stacco dall’oggi è di circa quattro decenni. Tanti. E’ il 1973: anno in cui il governo decreta per sei mesi un inutile stato di austerità (tra gli altri provvedimenti cinema e teatri chiudono entro le 23.00, sui palinsesti del piccolo schermo cala il sipario alle 22.45), nascono le prime tv libere nonostante l’opposizione del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Nelle domeniche di quell’anno vengono circuitati sulla tv pubblica (ancora in bianco e nero) sceneggiati che vengono visti da non meno di dieci milioni di telespettatori. Tratto dal romanzo “Un anno a Pietralata” del maestro Albino Bernardini, il film ha una storia che si sviluppa nella scuola elementare di una borgata degradata (il Tiburtino) della capitale. Qui al maestro D’Angelo (Bruno Cirino ) viene affidata una quinta di alunni considerati degli scalmanati che in aula si portano tutto il disagio sociale e le difficoltà che vivono nel quotidiano.

"Diario di un maestro" regia di Vittorio De Seta (1972) Pochi giorni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: "diventare miliardario!". Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illuder...e che la felicità è nel denaro, nel potere, nell'emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l'educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi. Altro...

"Un anno a Pietralata - La scuola nemica" Terminiamo questo breve, e speriamo interessante, passaggio nel paesaggio dell'Urbe, con un salto in quella che fu la sua parte "stupenda e misera". Innanzitutto, però, per piacer di cronaca, vale discutere l'"indagine umorale e passionale, più che scientifica", (p. 16) che Bernardini condusse in Sardegna (1973), e che nel compatto che recensisco occupa la seconda sezione. Indagine che illustra come, al di là dei fermenti che, in specie dal dopoguerra, stavano maturando parte del mosto della scuola in vino, la rimanenza continuava ad andare in aceto: l'agro della repressione, della sopraffazione violenta - gli schiaffi, le bacchettate -, la discriminazione sociale nei confronti dei poveri. Non dirò che in ciò lo sceneggiato tv è carente. Noterà il Lettore: sì, però, quando De Seta riprendeva i suoi eventuali pasolìnidi, l'eponimo ne dava un quadro apocalitticamente diverso. 1. trasmesso in quattro puntate dall'undici febbraio 1973. 2. 3. 4. 5. 6. di Marco Lanzòl

Vittorio De Seta in “Enciclopedia del Cinema” Enciclopedia del Cinema (2003) di Mario Sesti De Seta, Vittorio Regista cinematografico, nato a Palermo il 15 ottobre 1923. Documentarista innovatore nell'uso del colore, nell'abolizione quasi totale della voce fuori campo e soprattutto nell'utilizzo del suono in presa diretta, in un'epoca in cui il cinema italiano praticava quasi esclusivamente la postsincronizzazione. Di nobile famiglia calabrese, dopo una decisiva esperienza di prigioniero in un campo di concentramento tedesco tra il 1943 e il 1945 e dopo aver iniziato, e presto abbandonato, gli studi di architettura a Roma, decise di dedicarsi al cinema. Il cinema di Vittorio De Seta, a cura di A.

l'Unità.it_ "Diario di un maestro" photo gallery Diario di un maestro di un anno a pietralata... Diario di un maestro di un anno a pietralata di albino bernardini con bruno cirino VITTORIO DE SETA, o la passione del reale Un ricordo del regista di Diario di un maestro. Lo scorso 28 novembre si è spento a Sellia Marina, in Calabria, Vittorio De Seta. Da molti anni in quel lembo di Sud il regista aveva imparato a fare il contadino e si occupava degli uliveti di famiglia. Il suo ultimo lungometraggio, Lettere dal Sahara, risale al 2006. Vittorio De Seta è stato uno dei grandi appartati del nostro cinema. Maestro schivo e solitario come pochi, nel corso di mezzo secolo ha girato pochissime opere. Franco Maresco, De Seta è riuscito a preservare la sua "indipendenza" in un'epoca in cui non esistevano le condizioni per essere dei cineasti davvero indipendenti. estraneo. vivendo a stretto contatto con i pastori e seguendone la transumanza dalla montagna al mare. detto e scritto cose tremende su di me e sui miei film l'hanno invece mantenuto recandosi a protestare davanti all'Ambasciata di Spagna o presenziando a qualche veglia. In Calabria.

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