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Diario di un maestro

Diario di un maestro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Due anni dopo l'uscita in tv, il film raggiunse le sale, scorciato a 135 minuti. Questa versione è stata selezionata tra i 100 film italiani da salvare[1]. §Trama[modifica | modifica wikitesto] In una scuola dell'estrema periferia romana, un giovane insegnante, nuovo dell'ambiente, invece di disinteressarsi della sua aula semivuota, decide di affrontare il problema del mancato rispetto dell'obbligo scolastico non in maniera burocratica, ma cercando per il quartiere i bambini che non frequentano le lezioni e dando a queste un assetto assolutamente atipico, quasi rivoluzionario per i programmi dell'epoca. Ne nasce un'esperienza di arricchimento reciproco tra i piccoli alunni e il maestro (Bruno Cirino) il quale, agli occhi dei telespettatori, rappresenta la persona che pratica quegli ideali da tanti altri solo predicati. §Critica[modifica | modifica wikitesto] §Note[modifica | modifica wikitesto] ^ Rete degli Spettatori

http://it.wikipedia.org/wiki/Diario_di_un_maestro

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Vittorio De Seta Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Vittorio De Seta (Palermo, 15 ottobre 1923 – Sellia Marina, 28 novembre 2011) è stato un regista e sceneggiatore italiano. Biografia[modifica | modifica wikitesto] Inizi[modifica | modifica wikitesto] Carriera[modifica | modifica wikitesto] "Diario di un maestro" critica di Vittorio De Seta (Italia, 1972) Sinossi LA LEZIONE DI DE SETA 'DIARIO DI UN MAESTRO', UN' INDAGINE ATTUALE «N on riesco a ricordarmi quand' è che il talento mi ha lasciato». Edward G. Robinson pronuncia la battuta, tra le più folgoranti della storia del cinema, interpretando un regista che perde il lavoro nel film di Vincenti Minnelli Due settimane in un' altra città.

Vittorio De Seta in “Enciclopedia del Cinema” Enciclopedia del Cinema (2003) di Mario Sesti De Seta, Vittorio Regista cinematografico, nato a Palermo il 15 ottobre 1923. Documentarista innovatore nell'uso del colore, nell'abolizione quasi totale della voce fuori campo e soprattutto nell'utilizzo del suono in presa diretta, in un'epoca in cui il cinema italiano praticava quasi esclusivamente la postsincronizzazione. Storia di un maestro di Pietralata Ingiustamente poco noto al grande pubblico, Albino Bernardini è un prolifico scrittore sardo che vive da più di quarant’anni a Roma. Il suo testo più importante è “Un anno a Pietralata”, in cui racconta la propria esperienza come insegnante a contatto con la violenta e problematica realtà della scuola della periferia romana. Il libro, pubblicato nel 1968, raccolse un discreto successo, grazie anche al film che ne è stato tratto, “Diario di un maestro”, per la regia di Vittorio De Seta. In un ambiente esattamente opposto al mondo incensato del “Cuore” di De Amicis, il professore prova a confrontarsi con i propri studenti, instaurando una forma di dialogo che i suoi colleghi negano a priori, ma che alla lunga si mostrerà una carta vincente nel suo rapporto con gli alunni.

Diario di un maestro - Diario di un maestro - Terza puntata Pubblicità Rai.tv su Rai.Tv su Rai.Tv nei siti Rai Fb Page "Un anno a Pietralata - La scuola nemica" Terminiamo questo breve, e speriamo interessante, passaggio nel paesaggio dell'Urbe, con un salto in quella che fu la sua parte "stupenda e misera". Innanzitutto, però, per piacer di cronaca, vale discutere l'"indagine umorale e passionale, più che scientifica", (p. 16) che Bernardini condusse in Sardegna (1973), e che nel compatto che recensisco occupa la seconda sezione. Indagine che illustra come, al di là dei fermenti che, in specie dal dopoguerra, stavano maturando parte del mosto della scuola in vino, la rimanenza continuava ad andare in aceto: l'agro della repressione, della sopraffazione violenta - gli schiaffi, le bacchettate -, la discriminazione sociale nei confronti dei poveri.

DIARIO DI UN MAESTRO - La scuola di Vittorio De Seta Sembra ieri - almeno per chi c’era – eppure lo stacco dall’oggi è di circa quattro decenni. Tanti. E’ il 1973: anno in cui il governo decreta per sei mesi un inutile stato di austerità (tra gli altri provvedimenti cinema e teatri chiudono entro le 23.00, sui palinsesti del piccolo schermo cala il sipario alle 22.45), nascono le prime tv libere nonostante l’opposizione del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Nelle domeniche di quell’anno vengono circuitati sulla tv pubblica (ancora in bianco e nero) sceneggiati che vengono visti da non meno di dieci milioni di telespettatori. Tratto dal romanzo “Un anno a Pietralata” del maestro Albino Bernardini, il film ha una storia che si sviluppa nella scuola elementare di una borgata degradata (il Tiburtino) della capitale. Qui al maestro D’Angelo (Bruno Cirino ) viene affidata una quinta di alunni considerati degli scalmanati che in aula si portano tutto il disagio sociale e le difficoltà che vivono nel quotidiano.

Rai – Il Blog di Rai.tv » Blog Archive » La Rai di ieri: su Rai.tv “Diario di un maestro” Storica produzione Rai andata in onda tra il febbraio e il marzo 1973, girato in 16 mm, Diario di un maestro è suddiviso in quattro episodi e narra gli sforzi di un giovane maestro alle prese con una classe di una borgata romana. Diretto da Vittorio De Seta e tratto dal libro di Albino Bernardini Un anno a Pietralata rimane una delle opere più intense ed oneste sul mondo della scuola, grazie anche ad un gruppo di lavoro straordinario. - Guarda “Diario di un maestro” su Rai.tv >> Le quattro puntate descrivono l’esperienza didattica di un maestro nella scuola di Tiburtino III, una borgata periferica che soffre di una situazione di penoso abbandono. Poiché la maggior parte degli allievi diserta la scuola, il maestro si mette alla loro ricerca e per l’occasione ha modo di conoscere i disagiati contesti familiari in cui vivono i ragazzi.

Dal «Diario di un maestro» ai «malestanti» – Intervista a Marco Venditti, Luca Mandrile e Claudio Di Mambro By Barbara Bonomi Romagnoli on maggio 13th, 2004 Un anno e mezzo di lavoro e più di cento ore di riprese sono il materiale «grezzo» dal quale Marco Venditti, Luca Mandrile e Claudio Di Mambro hanno ricavato «I malestanti, trent’anni dopo», documentario che racconta che fine hanno fatto gli allievi dell’attore Bruno Cirino, interprete di «Diario di un maestro», film ed esperimento di didattica alternativa girato in un quartiere popolare di Roma da Vittorio De Seta nel 1972. I bambini degli anni Settanta oggi hanno 45 anni, e vivono ancora a Tiburtino terzo o alla Torraccia: c’è chi è diventato ragioniere, chi fa lo speaker radiofonico, chi è responsabile della comunicazione al V municipio, chi ha un banco al mercato. Altri hanno alle spalle storie di droga e carcere. Il film è stato presentato in concorso a Roma al Tekfestival 2004, dove abbiamo incontrato i registi.

"Diario di un maestro" regia di Vittorio De Seta (1972) Pochi giorni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: "diventare miliardario!". Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illuder...e che la felicità è nel denaro, nel potere, nell'emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l'educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi.

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