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Vittorio De Seta - Diario di un maestro - Film Feltrinelli Editore - Real Cinema - 9788807740770

Vittorio De Seta - Diario di un maestro - Film Feltrinelli Editore - Real Cinema - 9788807740770
In breve DVD + libro. Nessun documentarista in Italia come Vittorio De Seta, recentemente scomparso, ha saputo usare il linguaggio del cinema come un antidoto, lucido e appassionato, all’ignoranza. Prodotto dalla Rai nel 1972, salvato da un oblìo durato quasi quarant’anni, Diario di un maestro è la storia di un’esperienza didattica di frontiera in una borgata di Roma, il testamento di un artista che ha fatto della realtà il cardine per raccontare la speranza in un futuro migliore. Un inno al valore dell’istruzione e della scuola pubblica, mai come in questo momento attuale. Il libro “Vittorio De Seta, un antropologo che si esprime con la voce di un poeta.” Quando si guardano i film di De Seta spesso ci si chiede come mai non scendano le lacrime, non ci si commuova a bocca aperta, e non si finisca a tirare su col naso camuffando poi con uno starnuto o un colpo di tosse. Il libro Scritti di Vittorio De Seta e di Ascanio Celestini, Gianni Amelio, Cesare De Seta.

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"Diario di un maestro" regia di Vittorio De Seta (1972) Pochi giorni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: "diventare miliardario!". Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illuder...e che la felicità è nel denaro, nel potere, nell'emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l'educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra.

Film Diario di un maestro (1972) - Trama - Trovacinema (In 4 puntate) In una scuola del Tiburtino la maggior parte degli allievi diserta le lezioni; un maestro decide di andare a cercarli e di sperimentare con loro un nuovo modo di fare scuola. Girato in 16 mm e realizzato dalla RAI che lo mandò in onda tra il febbraio e il marzo 1973, è il film sulla scuola più credibile, onesto e appassionato che sia mai stato realizzato in Italia; ispirato a un libro di Albino Bernardini, è anche l'unico che abbia messo a frutto la lezione di Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani, pubblicato cinque anni prima. Il merito è del rigore, della lucidità, della pazienza, dell'intelligenza amorosa di De Seta che ha avuto nell'operatore Luciano Tovoli un sensibilissimo collaboratore e in Cirino un interprete ammirevole: la sua è qualcosa di più di una prestazione attoriale. Né film-inchiesta né film di finzione, è un'originale applicazione delle teorie del cinema diretto.

DIARIO DI UN MAESTRO - La scuola di Vittorio De Seta Sembra ieri - almeno per chi c’era – eppure lo stacco dall’oggi è di circa quattro decenni. Tanti. E’ il 1973: anno in cui il governo decreta per sei mesi un inutile stato di austerità (tra gli altri provvedimenti cinema e teatri chiudono entro le 23.00, sui palinsesti del piccolo schermo cala il sipario alle 22.45), nascono le prime tv libere nonostante l’opposizione del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Nelle domeniche di quell’anno vengono circuitati sulla tv pubblica (ancora in bianco e nero) sceneggiati che vengono visti da non meno di dieci milioni di telespettatori. Tratto dal romanzo “Un anno a Pietralata” del maestro Albino Bernardini, il film ha una storia che si sviluppa nella scuola elementare di una borgata degradata (il Tiburtino) della capitale.

DIARIO DI UN MAESTRO - Film (1972) Giunto a Roma ad anno scolastico iniziato, il Maestro inizia la sua esperienza didattica nella scuola di Tiburtino III, una borgata periferica che soffre di una situazione di penoso abbandono. Poiché la maggior parte degli allievi diserta la scuola, il maestro si mette alla loro ricerca e con l'occasione ha modo di conoscere i disagiati contesti familiari in cui vivono i ragazzi. Resosi conto che i metodi tradizionali di insegnamento non hanno alcuna presa sugli allievi, il maestro avvia una sperimentazione nuova di scuola dialogo-ricerca. L'esperimento non è ben visto dal direttore, uomo formato alla vecchia maniera e ligio alle "circolari del ministero"; è ritenuto "scomodo e rischioso" dagli altri insegnanti. Tuttavia il maestro non rinuncia: la scuola si trasforma in esperienze di vita. Problemi attuali di vita sociale e protagonisti di azioni delittuose animano le ricerche, le riflessioni comuni e il lavoro sempre più sistematico degli allievi.

Diario di un maestro - Diario di un maestro - Terza puntata Pubblicità Rai.tv su Rai.Tv su Rai.Tv nei siti Rai MARIO LODI: UN METODO DI INSEGNAMENTO Il filmato, fa parte di una serie d’inchieste condotte da Vittorio De Seta nel 1979 sul mondo della scuola in Italia. In questa puntata il regista si concentra sull`esperienza di Mario Lodi, maestro elementare in una frazione del comune di Piadena, nella bassa Padana, tra le città di Mantova e Cremona, sulle rive dell’Oglio. Per metterne a fuoco i principi didattici, le parole dell’insegnante, sono alternate alle riprese effettuate in una IV elementare della scuola. L`apprendimento, secondo Lodi, parte dal bambino, dal suo mondo, da ciò che conosce e gli è caro, quindi è necessario associare, qualsiasi materia, con la vita di tutti i giorni. Fondamentale è inoltre, per Lodi, la conoscenza del bambino perché non c’è processo educativo che sia avulso dalla realtà familiare.

LA LEZIONE DI DE SETA 'DIARIO DI UN MAESTRO', UN' INDAGINE ATTUALE «N on riesco a ricordarmi quand' è che il talento mi ha lasciato». Edward G. Robinson pronuncia la battuta, tra le più folgoranti della storia del cinema, interpretando un regista che perde il lavoro nel film di Vincenti Minnelli Due settimane in un' altra città. Gianni Amelio, che gli fu assistente volontario, raccoglie la citazione per dire come questa dovesse essere la sensazione che spesso Vittorio De Seta provava mentre girava Diario di un maestro, il suo capolavoro cinetelevisivo. «Sul set, ma anche fuori- racconta Amelio - Vittorio parlava pochissimo. Quello era il film della sua maturità e temeva che la materia gli sfuggisse di mano e tendesse ad abbandonarlo, e ne soffriva come si soffre per la perdita di ciò che si ama».

Olimpia Di Stefano - Breve storia del Movimento di Cooperazione Educativa (M.C.E.) Breve storia del Movimento di Cooperazione Educativa (M.C.E.) a cura di Olimpia Di Stefano Il Movimento di Cooperazione Educativa nacque a Fano nel 1951, come Cooperativa di Tipografia a Scuola e deve la sua esistenza a Giuseppe Tamagnini, che riuscì a coagulare intorno a sé un primo gruppo di insegnanti desiderosi di favorire la trasformazione della scuola italiana. Diario di un maestro Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Due anni dopo l'uscita in tv, il film raggiunse le sale, scorciato a 135 minuti. Questa versione è stata selezionata tra i 100 film italiani da salvare[1]. §Trama[modifica | modifica wikitesto] In una scuola dell'estrema periferia romana, un giovane insegnante, nuovo dell'ambiente, invece di disinteressarsi della sua aula semivuota, decide di affrontare il problema del mancato rispetto dell'obbligo scolastico non in maniera burocratica, ma cercando per il quartiere i bambini che non frequentano le lezioni e dando a queste un assetto assolutamente atipico, quasi rivoluzionario per i programmi dell'epoca.

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