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Il grande discorso di Obama a Selma

Il grande discorso di Obama a Selma
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha tenuto sabato 7 marzo un lungo discorso alla fine del ponte Edmund Pettus della piccola città di Selma, in Alabama. Nello stesso luogo, il 7 marzo 1965, la polizia e un gruppo di cittadini volontari assaltarono seicento persone che stavano manifestando per i diritti degli afroamericani e per la morte di un loro attivista. Fu uno dei momenti più importanti nella battaglia per i diritti civili dei neri americani: spinse l’allora presidente degli Stati Uniti, Lyndon Johnson, a promulgare il “Voting Rights Act”, la legge che vietò le discriminazioni elettorali su base razziale. Ieri circa 40mila persone hanno ascoltato Obama parlare di diritti civili, della storia comune del popolo americano e dei progressi compiuti dalla società americana negli ultimi decenni.

http://www.ilpost.it/2015/03/08/obama-discorso-selma/

Related:  Selma 1965. Quelle conquiste oggi sono sempre più in discussioneSelma-Montgomery. Ieri Martin Luther King oggi Barack Obama.La nostra marcia non è ancora finita. Selma 1965 - 2015

Obama a Selma: «La nostra marcia non è finita ​Ferguson non è caso isolato» Il lavoro avviato dagli uomini e le donne di Selma non è completo, la marcia non è finita, è un errore comune suggerire che il razzismo è stato allontanato: «Basta aprire gli occhi per sapere che la storia razziale del Paese getta ancora un'ombra su di noi». Lo ha affermato il presidente Barack Obama a Selma. Obama ha aperto il suo intervento ringraziando John Lewis, il parlamentare americano che ha partecipato 50 anni fa alla marcia di Selma. «È uno dei miei eroi», afferma il presidente Usa.

Usa. Obama a Selma, il razzismo una triste realtà da sconfiggere 19enne afroamericano disarmato ucciso da poliziotto ROMA - E’ davvero un giorno particolare quello di oggi. Il presidente Barack Obama sarà infatti a Selma in Alabama per commemorare i 50 anni della marcia organizzata dagli afroamericani per rivendicare il diritto al voto. Una marcia drammatica, quella da Selma a Montgomery del 1965, a cui prese parte anche Martin Lurher King, sfociata nel famigerato "Bloody Sunday”, che la regista Ava DuVernay racconta dettagliatamente nel film Selåma. Tuttavia, a distanza di tanti anni la questione razziale negli Stati Uniti è un capitolo ancora aperto: "Selma non riguarda il passato, Selma e' ora", ha avvertito Barack Obama in un'intervista in cui ha denunciato che ”Ferguson non e' un caso isolato", alludendo al rapporto diffuso mercoledi' sui comportamenti razzisti della polizia della cittadina del Missouri. Il presidente Usa è perfettamente consapevole di questa intollerabile situazione e ha condannato con forza gli abusi.

Obama a Selma: "La marcia non è ancora finita" SELMA (ALABAMA) - "Il lavoro non è terminato, la marcia non è ancora finita". Il presidente Usa Barack Obama ha ricordato a Selma, in Alabama, la marcia per i diritti civili che ha segnato una svolta nella storia degli Stati Uniti, garantendo il diritto di voto agli afroamericani degli Stati del Sud. E lo ha fatto a poche ore di distanza dall'uccisione di un 19enne nero da parte di un agente della polizia a Madison, nel Winsconsin. Sul palco a fianco a lui, oltre alla moglie Michelle, anche l'ex inquilino della Casa Bianca George Bush e la consorte Laura, presenza istituzionale e bipartisan. A cinquant'anni dalla famosa marcia di Selma in Alabama, in cui diverse centinaia di manifestanti, che si battevano per il diritto di voto ai neri, furono violentemente attaccati dalla polizia con manganelli e gas lacrimogeni, l'America si ferma per ricordare. undefined

Obama a Selma, il discorso integrale esteri seguici su tutte le foto e i video 50 anni dalla “bloody sunday” - Obama a Selma a 50 anni dalla “Bloody Sunday” A 50 anni dalla marcia in Alabama per i diritti delle persone di colore, Obama è sul posto dove avvenne la “Bloody Sunday” Il lavoro avviato dagli uomini e le donne di Selma non è completo, la marcia non è finita, è un errore comune suggerire che il razzismo è stato allontanato: «Basta aprire gli occhi per sapere che la storia razziale del Paese getta ancora un’ombra su di noi». Barack Obama guarda al futuro («la vera America è qui») senza dimenticare i sanguinosi fatti di 50 anni fa, quando manifestanti pacifici cercarono di attraversare il ponte Pettus e furono attaccati dalla polizia. Le immagini scioccarono l’America e spinsero all’approvazione del Voting Rights del 1965 che mise fine all’esclusione dal voto degli afroamericani.

Selma, Barack Obama alla commemorazione della storica marcia da Selma a Montgomery Barack Obama aveva soltanto tre anni quando, il 7 marzo 1965, centinaia di afro-americani risposero all'appello di Martin Luther King e aderirono a una marcia a Selma, Alabama, per chiedere il diritto di voto. Mentre attraversavano l'Edmund Pettus Bridge, circa 600 attivisti vennero caricati dalla polizia e la mobilitazione finì nel sangue. Le immagini impressionarono l'America, e dopo qualche mese arrivò il Voting Right Act che diede finalmente ai neri la possibilità di partecipare alle elezioni. Oggi il presidente degli Stati Uniti d'America è nella cittadina dell'Alabama per commemorare i 50 anni da quell'episodio. Poco prima di partire con la famiglia dalla Casa Bianca, è scattato il lockdown in tutta l'aera circostante per un forte boato avvertito nelle vicinanze.

Martin Luther King Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Martin Luther King, nato Michael King (Atlanta, 15 gennaio 1929 – Memphis, 4 aprile 1968), è stato un pastore protestante, politico e attivista statunitense, leader dei diritti civili. Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader della non violenza della cui opera King è stato un appassionato studioso, e a Richard Gregg, primo americano a teorizzare organicamente la lotta non violenta. L'impegno civile di Martin Luther King è condensato nella Letter from Birmingham Jail (Lettera dalla prigione di Birmingham), scritta nel 1963, e in Strength to love (La forza di amare) che costituiscono un'appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia. Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Usa, diritti civili e rivolta «La marcia non è finita» New YorkIl ponte Edmund Pettus a Selma, Alabama, è un simbolo di decenni di lotta per i diritti civili dei neri americani. Il presidente Barack Obama, ieri, ha ripercorso quei pochi metri dove 50 anni fa la polizia attaccò con bastoni e gas lacrimogeni una marcia pacifica di uomini e donne di colore che manifestavano per il diritto di voto. E ha tenuto un discorso coinvolgente e appassionato. Quelle immagini del 1965, passate da tutte le tv americane, servirono allora ad accelerare la firma del Voting Rights Act. Fu un traguardo incredibile per il movimento dei diritti civili in America. Oggi, tuttavia, a 50 anni da quegli avvenimenti, violenze che da mesi scuotono le strade di alcune città dell'Unione raccontano un Paese dove ancora la questione razziale rimane aperta.

l'america non è marcia - il discorso di obama a selma piace anche alla destra Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera” selma marcia 2015 «Noi siamo gli schiavi neri che hanno costruito la Casa Bianca, ma anche i cowboy che hanno aperto la strada del West o i nippo-americani che hanno combattuto per gli Usa anche quando (durante la guerra col Giappone, ndr) la libertà era stata loro negata. Siamo gli immigrati sopravvissuti all’Olacausto, quelli fuggiti dalla dittatura sovietica, i lost boys del Sudan, la gente che attraversa il Rio Grande per dare ai figli un futuro migliore».

Selma - La strada per la libertà Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Selma - La strada per la libertà (Selma) è un film del 2014 diretto da Ava DuVernay. Il film rappresenta una rievocazione delle marce da Selma a Montgomery che dal 1965 segnarono l'inizio della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti. Trama[modifica | modifica wikitesto] New York, due poliziotti bianchi uccisi per vendicare brutalità su neri. Rafforzata la sicurezza New YorkMisure di sicurezza rafforzate per gli agenti di polizia di New York dopo che due poliziotti bianchi sono stati uccisi a sangue freddo per vendicare le violenze sui neri. Il responsabile, un 28enne afroamericano di Baltimora, si è suicidato ma la tensione resta altissima e il dipartimento di polizia ha chiesto agli agenti di indossare sempre i giubbotti antiproiettile e di evitare, al momento, di pattugliare zone non assegnate. La ricostruzione L'agguato si è verificato a Brooklyn, nel contesto delle manifestazioni per la recente decisione del Gran giurì di non incriminare il poliziotto che ha soffocato, fino ad ucciderlo, l'afroamericano Eric Garner.

Selma (Alabama) Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Commons contiene immagini o altri file su Selma Usa, polizia uccide un nero disarmato nel giorno di Selma SELMA - Nel giorno di Selma, la morte di un altro ragazzo di colore sconvolge gli Stati Uniti. In Wisconsin un poliziotto, intervenuto per sedare una lite, ha avuto una colluttazione con un ragazzo di colore di 19 anni disarmato e gli ha sparato, uccidendolo. Lo ha reso noto la polizia locale, spiegando che il giovane era sospettato per una recente aggressione. Alla notizia della morte del ragazzo, decine di persone sono scese in piazza nella città di Madison per manifestare contro la polizia e ora l'episodio rischia di riaccendere le tensioni razziali negli Stati Uniti proprio nel giorno in cui Barack Obama celebra a Selma, in Alabama, i 50 anni dalla tragica marcia per il diritto di voto agli afroamericani. Il capo della polizia locale ha ammesso che dalle prime indagini non risulta che il 19enne, identificato come Anthony "Tony" Robinson, fosse armato. Il capo della polizia ha ammesso che gli inquirenti non hanno trovato armi sul posto dopo le ricerche iniziali.

25 marzo 1965 la “marcia per la giustizia” da Selma a Montgomery La marcia, lunga 70 chilometri, iniziò il 21 marzo 1965 : da Selma a Montgomery (sede del governatore dello stato). Oltre 3000 persone parteciparono all’evento un giudice federale prese atto della brutalità della polizia, il presidente ordinò a un’unità federale dell’Alabama National Guard di proteggere i dimostranti e la stampa mondiale osservava da vicino. Bernstein volò a Montgomery il 25 marzo per salutare i partecipanti, bagnati, esausti, stremati e con i piedi indolenziti, all’arrivo al City of St. Jude Hospital alla periferia di Montgomery. “Volevo assolutamente venire qui per essere dei vostri”, disse loro. Il mattino seguente, il 25 marzo, fu uno dei venticinquemila dimostranti che percorsero gli ultimi chilometri fino alla sede dell’assemblea legislativa.

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