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Obama a Selma: "La marcia non è ancora finita"

Obama a Selma: "La marcia non è ancora finita"
SELMA (ALABAMA) - "Il lavoro non è terminato, la marcia non è ancora finita". Il presidente Usa Barack Obama ha ricordato a Selma, in Alabama, la marcia per i diritti civili che ha segnato una svolta nella storia degli Stati Uniti, garantendo il diritto di voto agli afroamericani degli Stati del Sud. E lo ha fatto a poche ore di distanza dall'uccisione di un 19enne nero da parte di un agente della polizia a Madison, nel Winsconsin. Sul palco a fianco a lui, oltre alla moglie Michelle, anche l'ex inquilino della Casa Bianca George Bush e la consorte Laura, presenza istituzionale e bipartisan. A cinquant'anni dalla famosa marcia di Selma in Alabama, in cui diverse centinaia di manifestanti, che si battevano per il diritto di voto ai neri, furono violentemente attaccati dalla polizia con manganelli e gas lacrimogeni, l'America si ferma per ricordare. undefined [x] undefined

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Marce da Selma a Montgomery Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Cartello che indica il percorso storico nazionale da Selma a Montgomery. Le Marce da Selma a Montgomery furono tre marce di protesta del 1965 che hanno segnato la storia del Movimento per i diritti civili degli afro-americani negli Stati Uniti. Storia[modifica | modifica wikitesto] La nascita del movimento a Selma nel biennio 1963-1964[modifica | modifica wikitesto] Selma, Barack Obama alla commemorazione della storica marcia da Selma a Montgomery Barack Obama aveva soltanto tre anni quando, il 7 marzo 1965, centinaia di afro-americani risposero all'appello di Martin Luther King e aderirono a una marcia a Selma, Alabama, per chiedere il diritto di voto. Mentre attraversavano l'Edmund Pettus Bridge, circa 600 attivisti vennero caricati dalla polizia e la mobilitazione finì nel sangue. Le immagini impressionarono l'America, e dopo qualche mese arrivò il Voting Right Act che diede finalmente ai neri la possibilità di partecipare alle elezioni.

Usa, diritti civili e rivolta «La marcia non è finita» New YorkIl ponte Edmund Pettus a Selma, Alabama, è un simbolo di decenni di lotta per i diritti civili dei neri americani. Il presidente Barack Obama, ieri, ha ripercorso quei pochi metri dove 50 anni fa la polizia attaccò con bastoni e gas lacrimogeni una marcia pacifica di uomini e donne di colore che manifestavano per il diritto di voto. E ha tenuto un discorso coinvolgente e appassionato. Quelle immagini del 1965, passate da tutte le tv americane, servirono allora ad accelerare la firma del Voting Rights Act. USA: razzismo. Selma 50 anni dopo - ilcosmopolitico.it Manganelli e lacrimogeni usati dalla polizia a Selma nel 1965 – Selma ha cambiato la storia dei neri d’America – Obama ha fatto aumentare il razzismo negli USA. Il 7 marzo 1965 cambiò per sempre la storia dei neri d’America e del movimento per la difesa dei diritti civili. Quel giorno 500 dimostranti, guidati da Martin Luther King, premio Nobel per la Pace, diedero vita a una marcia da Selma a Montgomery, in Alabama, per chiedere il rispetto del diritto di voto degli afroamericani: in quella contea solo il 2% dei neri aventi diritto di voto, era registrato nelle liste elettorali. La marcia fu bloccata brutalmente dalle forze dell’ordine sull’Edmund Pettus Bridge, un ponte sul fiume Alabama: quel giorno sarà ricordato per sempre come il “Bloody Sunday” statunitense (con la polizia che caricò violentemente con manganelli e lacrimogeni la folla enorme che protestava pacificamente per il diritto di voto agli afroamericani) che cambiò la storia dei neri d’America.

Selma - La strada per la libertà Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Selma - La strada per la libertà (Selma) è un film del 2014 diretto da Ava DuVernay. Il film rappresenta una rievocazione delle marce da Selma a Montgomery che dal 1965 segnarono l'inizio della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti. Trama[modifica | modifica wikitesto] A seguito di una spedizione punitiva voluta dal governatore, il giovane Jimmie Lee Jackson viene ucciso a sangue freddo da un poliziotto mentre tentava di difendere il nonno dalle sue percosse. Questo avvenimento sconvolge King, che organizza una marcia di protesta pacifica, a cui non partecipa per motivi familiari, ma i neri che vi partecipano sono sopraffatti dalla polizia.

Obama a Selma: «La nostra marcia non è finita ​Ferguson non è caso isolato» Il lavoro avviato dagli uomini e le donne di Selma non è completo, la marcia non è finita, è un errore comune suggerire che il razzismo è stato allontanato: «Basta aprire gli occhi per sapere che la storia razziale del Paese getta ancora un'ombra su di noi». Lo ha affermato il presidente Barack Obama a Selma. Obama ha aperto il suo intervento ringraziando John Lewis, il parlamentare americano che ha partecipato 50 anni fa alla marcia di Selma. «È uno dei miei eroi», afferma il presidente Usa. Lewis, introducendo Obama, mette in evidenza che, se allora gli avessero detto che un giorno ci sarebbe stato un presidente afroamericano e sarebbe stato lui a introdurlo a Selma, avrebbe pensato di parlare con un matto. «Se Selma ci insegna qualcosa è che il nostro lavoro non è mai finito», sostiene Obama.

Usa, polizia uccide un nero disarmato nel giorno di Selma SELMA - Nel giorno di Selma, la morte di un altro ragazzo di colore sconvolge gli Stati Uniti. In Wisconsin un poliziotto, intervenuto per sedare una lite, ha avuto una colluttazione con un ragazzo di colore di 19 anni disarmato e gli ha sparato, uccidendolo. Lo ha reso noto la polizia locale, spiegando che il giovane era sospettato per una recente aggressione. Alla notizia della morte del ragazzo, decine di persone sono scese in piazza nella città di Madison per manifestare contro la polizia e ora l'episodio rischia di riaccendere le tensioni razziali negli Stati Uniti proprio nel giorno in cui Barack Obama celebra a Selma, in Alabama, i 50 anni dalla tragica marcia per il diritto di voto agli afroamericani.

Da Selma a Montgomery. I filmati originali delle marce per la libertà Il diritto di marciare per la democrazia L'emozionante filmato di Stefan Sharff, che documentò la marcia nonviolenta Selma - Montgomery partita ll 21 marzo 1965 da Selma, negli Stati Uniti, per difendere il diritto di voto. Più avanti, il filmato del corteo del 7 marzo caricato dalla polizia. Quel 7 marzo di sangue sull'Edmund Petton Bridge

Selma e il marzo che ha cambiato la storia dei diritti civili negli Stati Uniti Il mese di marzo 1965 ha cambiato la storia dei diritti civili negli Stati Uniti. 50 anni dopo c'è ancora molta strada da fare. Il ricordo e le immagini degli scontri di Selma, per guardare al futuro. Cinquant’anni fa, il 7 marzo 1965, si tenne la marcia (nota anche come Bloody sunday) che dalla cittadina di Selma arrivò a Montgomery, in Alabama, e che cambiò per sempre il corso e la storia dei diritti civili negli Stati Uniti. Le persone, circa seicento, che stavano manifestando in modo pacifico per chiedere il diritto di voto e la fine della segregazione razziale, ancora in vigore in alcuni stati meridionali del Paese, vennero caricate dalla polizia mentre attraversavano il ponte Edmund Pettus. Le immagini degli scontri, violentissime, e dei feriti fecero il giro del mondo e convinsero l’allora presidente Lyndon Johnson, che subentrò a John Kennedy dopo il suo assassinio nel 1963, a promulgare il 6 agosto del 1965 la legge sul diritto di voto dei neri (Voting rights act).

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