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Una didattica per EAS - Episodi di apprendimento situato

Una didattica per EAS - Episodi di apprendimento situato
Nel campo della didattica digitale, parallelamente all'esperienza della flipped lesson e flipped classroom, non possiamo ignorare il modello basato sull’EAS, ossia la didattica per Episodi di Apprendimento Situato, che va ad arricchire il panorama delle metodologie, per chi si approccia all'insegnamento delle classi "generazione web". Ma che cos'è nello specifico un EAS?Esperto del settore è il prof. Rivoltella, docente alla Cattolica di Milano e autore di Fare didattica con gli EAS. Episodi di apprendimento situati (La Scuola, 2013) in cui spiega fondamenti epistemologici e costruttivi della "nuova" didattica.Cominciamo col definire l'EAS. Il metodo degli EAS - ci informa Rivoltella - viene a maturazione in modo particolare lungo la recente stagione di introduzione dei Tablet a scuola, ma si deve considerare come un approccio integrale (e integrato) all’insegnamento. Proviamo a costruire un EAS: (Cfr.

Classe Capovolta - FC e EAS - Esempi vari In questa pagina vengono raccolti alcuni esempi di EAS prodotti da altri docenti corsisti, in fase di studio e sperimentazione. Non essendo possibile condividere le fasi operatoria (se non in termini di materiali, di cui non disponiamo), condividiamo le schede di lavoro che sono state prodotte a simulare la realizzazione delle fasi operatorie e ristrutturative. Viceversa, in chiara evidenza le scelte comunicative e di stimolo del momento preparatorio.Per una serie di combinazioni, sono più rappresentati i contesti linguistici. Los deportes - spagnolo - di Grazioso Alessandra, Longo Palmarita,Mirabile PaolaPreparatoria: vai al BlendSpaceScheda di progettazione La maison et les pièces - francese - di Luana Esposito, Daniele MarianiPreparatoria: vai al BlendSpaceScheda di progettazione Tres, dos, uno…. La signalisation et les indications routières - Spagnolo - di Floriana Mazzeo, Rita MinutellaPreparatoria: vai allo StorifyScheda di progettazione Ristrutturativa: vai alla scheda descrittiva

Le buone pratiche :: Insegnare - Rivista del Centro di ... Giuro. É un costrutto che ho usato decine di volte. Di più. Primo: “pratiche” (dunque non teorie). Quando parliamo, parlate, parlano, parlo di “buone pratiche” a scuola ci si riferisce sempre a qualcuno che insegna e a qualcuno che impara. La prima questione dunque appare pacifica. Dunque una pratica didattica perché abbia fortuna in luoghi diversi da quelli in cui è stata concepita dovrebbe essere “buona”. Ma a scuola quanto di tutto questo è praticabile? A scuola esistono i cultori della programmazione, che preparano a tavolino nei minimi particolari tutto quanto faranno in classe, e i cultori del progress, che cercano di adattare gli interventi a quanto via via va emergendo dal “clima della classe”. Buone pratiche. Dunque l’invischiamento semantico è avvenuto.

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