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Le Cabinet du Dr Caligari (1920) - Robert Wiene - VO & VOSTFR. Nosferatu (1922) Full Movie. F. W. Murnau - Faust (Full) Metropolis.1927. REMASTERED - FULL FILM - part1. Metropolis.1927. REMASTERED - FULL FILM - part 2. 1915 – 1927 : « L'apogée du muet » Films classiques en ligne. Cours, Lola, Cours (film complet) Samsara (2001) Full Movie. Baraka (1992) Brazil (1985) Films complets à voir ou à revoir. Cinematic Irony: The Strange Case of Nicholas Ray’s Johnny Guitar. Nonsite.org - Feature - Issue #13 Cinematic Irony: The Strange Case of Nicholas Ray’s Johnny Guitar Westerns and “Westerns” There is little question that Nicholas Ray’s Johnny Guitar (1954) is immediately recognizable as an instance of a genre that had become quite important to Hollywood well into the 1950s.

Cinematic Irony: The Strange Case of Nicholas Ray’s Johnny Guitar

It is a Western. It is set in the West in the post-Civil War nineteenth century (probably in New Mexico; Albuquerque is mentioned a couple of times), people ride horses, drink whiskey in saloons, dress in the usual Western clothes and wear six shooters. The future, it would seem. The present and past, perhaps, but again rather self-consciously displayed, as if primarily decorative. The central social conflict in the film is one between the townspeople, led by Emma and to some extent by a cattleman, John McIvers (Ward Bond), and the saloon owner, Vienna, who, more than anyone in the town, is pro-railroad. Near to parody, but it never crosses the line. Genre-Bending Counterpoint. "Fitzcarraldo", le tournage apocalyptique. Les tournages pépère dans le marais poitevin, c'est pas pour lui.

"Fitzcarraldo", le tournage apocalyptique

Werner Herzog envisage chacun de ses tournages comme une expédition. Son dada : le danger. Filmer dans la gueule du volcan à deux doigts de l'éruption, dans les rapides au pied du Machu Pichu, ou à plus de 30 mètres sur la cime des hévéas d'Amazonie, le réalisateur conquistador collectionne les défis. En vrai mercenaire, Werner a fait son Vietnam : le tournage apocalyptique du film "Fitzcarraldo". En 78, pris au piège dans le bourbier de la forêt tropicale, à 600 km de la première ville, Herzog rencontre plus fort que lui. Son sauveur s'apelle alors Klaus Kinski. Alors que personne n'y croit, Herzog réussit l'impensable. VidéoLa bande annonce du film Klaus Kinski en colère sur le plateau de "Fitzcarraldo"

Nel labirinto della Mente – “Inception”: l’ingannevole realtà del sogno. Con Nel labirinto della Mente, Nientepopcorn.it vi propone una serie di film caratterizzati da trame in cui la psiche umana è protagonista, generando sub-realtà capaci di trarre in inganno sia i protagonisti della vicenda che il pubblico: il nuovo appuntamento è con un dramma camuffato da thriller diretto da un acclamato cineasta contemporaneo.

Nel labirinto della Mente – “Inception”: l’ingannevole realtà del sogno

Le rivelazioni sono dietro l’angolo, per cui, occhio allo spoiler! Dom Cobb (DiCaprio) e uno dei suoi collaboratori, Arthur (Joseph Gordon-Levitt), in azione Vincitore di 4 Oscar e di un numero notevole di premi ricevuti in occasione delle manifestazioni cinematografiche a cui ha partecipato in tutto il mondo, il film INCEPTION (2010) ha per protagonista Dom Cobb (Leonardo DiCaprio, SHUTTER ISLAND), conoscitore di una tecnica capace di valicare le barriere delle Menti altrui, entrando in esse ed agendo al loro interno mentre il soggetto ospite giace assopito nella realtà.

Il totem usato dall’Architetto Ariadne (Ellen Page) La donna che visse due volte. Due anni or sono Adelphi ha dato avvio alla pubblicazione di una serie di romanzi firmati dal duo Pierre Boileau-Thomas Narcejac; prìncipi del noir, di loro abbiamo già letto su questo foglio I diabolici prima, e Le incantatrici dopo.

La donna che visse due volte

Ora un terzo e celebre volume, La donna che visse due volte (Adelphi, pp. 196, euro 18), da cui Alfred Hitchcock trasse Vertigo, inchiodante capolavoro, ci finisce tra le mani come un dono prezioso e sorprendente. Bello ma infedele – come ha detto qualcuno – il film del 1958 in effetti diverge in più punti rispetto alle pagine del libro; per l’ambientazione e il tempo (non la San Francisco in cui camminano James Stewart e Kim Novak, ma la Parigi plumbea di pioggia, non la pace degli anni Cinquanta ma la guerra mondiale), e pure perché l’atmosfera inquietamente colorata di Hitchcock è sensibilmente diversa dalla primigenia immersione nelle tinte negre dell’angoscia che qui si leggono.