background preloader

Mondo social

Facebook Twitter

I 6 falsi miti sulla creazione di contenuti per Facebook. Se pensate che nel mondo dei social sia veramente tutto oro ciò che luccica non potete neanche immaginare quanto vi sbagliate.

I 6 falsi miti sulla creazione di contenuti per Facebook

Quanto c’è di vero? Quanto vi nascondono gli abilissimi Social Media Manager? Vi sarà capitato di sentirne di cotte e di crude su Facebook e su ciò che viene pubblicato sul social network di Menlo Park. Dagli orari migliori e la frequenza di pubblicazione, dalla privacy violata ai contenuti nascosti al nostro network. Bene, oggi vogliamo parlarvi proprio di questo, dei falsi miti sulla content creation per Facebook, quegli evergreen duri a morire che non fanno altro che alimentare false credenze. La smania da smartphone non colpisce gli universitari italiani - Wired. L'importanza dei social media per l’educazione e l’apprendimento. Negli ultimi anni i pedagogisti e gli educatori, laddove i primi si occupano dei progetti educativi e i secondi dell’azione educativa, si sono ritrovati a fare i conti con nuove sfide derivate dai social media.

L'importanza dei social media per l’educazione e l’apprendimento

L’utilizzo di questi da parte dei millennial (i nati tra il 1982 e il 2004), e in particolare della generazione z (ossia i nati dal 1995 fino al 2010) ha prodotto nuovi quesiti, nuove domande cognitive a cui i ricercatori lavorano per trovare risposte. Quali sono le caratteristiche chiave dei social media e che importanza possono avere oggi per l’educazione e l’apprendimento?

Quali sono i limiti e quali le opportunità? I processi educativi devono modificarsi in funzione di un’era digitale in continuo mutamento? Oltre i Millennials: cosa cambia con la Generazione Z? Sono davvero pochi i brand al mondo che non si sono fatti trascinare dall’ossessione per i Millennials: i Millennials sono molto presenti sui social, i Millennials non comprano case ma biglietti aerei, i Millennials sono fedeli ai brand, eppure dopo centinaia di studi letti è piuttosto evidente che moltissimi autorevolissimi esperti di marketing non sappiano realmente chi siano questi Millennials, perché li confondono con i ragazzi più giovani, quelli nati dopo la metà degli anni ’90: la cosiddetta Generazione Z.

Oltre i Millennials: cosa cambia con la Generazione Z?

La generazione Z è quella che viene dopo la Generazione Y, e come possiamo immaginare porta con sé tratti distintivi molto diversi dalla generazione precedente: prima tra tutte, la “Gen Z” rappresenta tutti i ragazzi nati in un mondo già immerso a pieno nel digitale, a differenza dei fratelli maggiori (i Millennials, appunto) che invece sono i nati e cresciuti nel momento del passaggio di testimone tra analogico e digitale. Come acquista la Generazione Z? Le terribili conseguenze di Snapchat: la questione snapstreak. Ci sono delle cose che alcuni non capiranno mai, specialmente chi non è social al 100%.

Le terribili conseguenze di Snapchat: la questione snapstreak

Restringiamo il campo, siamo tra gli appassionati di Snapchat ed oggi vi raccontiamo la triste storia della perdita di uno snapstreak. Nessuno ferito, nessun danno grave, solo l’amara consapevolezza di aver perso tempo e qualcosa di più. Social network e young adults: solitudine, depressione e selfite. Ed ecco la sentenza: coloro che passano circa 2 ore al giorno sui social network corrono tre volte il rischio di sviluppare una spiacevole sensazione di emarginazione dal mondo rispetto a chi ne fa un uso più moderato.

Social network e young adults: solitudine, depressione e selfite

La solitudine dei numeri social. È pericoloso condividere foto dei vostri bambini? Sarà capitato a molti di avere un amico su Facebook o Instagram che posta tantissime foto dei figli: ben presto ci ritroviamo a conoscere una larga serie di informazioni su questi bambini esposti online.

È pericoloso condividere foto dei vostri bambini?

La dipendenza da social network provoca isolamento sociale. C’è chi li usa per fingersi qualcun altro, c’è chi passa il tempo a guardare le vite vivaci degli altri, c’è chi sviluppa una forma di dipendenza da social network.

La dipendenza da social network provoca isolamento sociale

Non servono studi universitari per prendere atto di tutto ciò, eppure la nuova ricerca pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine rivela qualcosa di più profondo e preoccupante: per i giovani i social media potrebbero non essere affatto “sociali”, anzi, sarebbero la causa di isolamento sociale. Dipendenza da social network provoca isolamento sociale Lo studio, realizzato dai ricercatori dell’Università di Pittsburgh, rivela che un maggiore utilizzo dei social media sia legato a livelli sempre più elevati di isolamento sociale percepito insomma la dipendenza da social network in realtà isola le persone. Le risposte dei giovani da 19 a 32 anni I social oggetto dello studio Attivi o passivi Nuove domande.

Le conseguenze di Facebook: le riflessioni di Mark Zuckerberg. Mark Zuckerberg, co-fondatore e CEO di Facebook, ama comunicare attraverso lettere e post, in particolare quando accade qualcosa di significativo.

Le conseguenze di Facebook: le riflessioni di Mark Zuckerberg

Ha scritto una lettera quando la sua società è diventata pubblica, una quando è diventato padre e adesso ne arriva una che risale allo scorso giovedì, il 16 febbraio. Il testo da 6.000 parole tocca argomenti quali gli affari esteri, la politica statunitense, il valore del giornalismo di alta qualità. Week in Social: da Facebook contro i suicidi ai droni di Snapchat. Se siete arrivati fino qui è perché siete sopravvissuti alle Stories di Whatsapp e gli album di Instagram.

Week in Social: da Facebook contro i suicidi ai droni di Snapchat

Bene, mettetevi comodi perché non avete ancora visto nulla. Sempre più evidente la spinta di Facebook al sociale mentre Snapchat vola in Borsa e Twitter silenzia gli account anonimi. Quanto vale veramente un like sui canali social? Alla luce delle sue potenzialità, la crescita del social media marketing entusiasma ogni giorno di più tutti gli operatori del settore.

Quanto vale veramente un like sui canali social?

Secondo alcuni studi statunitensi rivolto a 427 marketer, però, l’80% di essi non riesce a quantificare il valore dei propri sforzi sui social media e l’87% dei CMO (Chief Marketing Officer) non può affermare con certezza che i social media generino nuovi consumatori. Eppure, Facebook ad esempio continua a farla da padrone: l’80% delle compagnie parte della classifica di Fortune 500 ha una presenza Facebook attiva.

Nonostante le preoccupazioni dovute all’ ad-blocking o il dubbio riguardo la sua efficacia, la spesa dedicata all’advertising digitale è sempre più in crescita, superando addirittura per la prima volta negli Stati Uniti la spesa dedicata all’advertising in TV. Attenzione però non confondere causa ed effetto. In quanti casi acquistiamo un prodotto perché siamo stati esposti alla sua esistenza su Facebook? Dos and don'ts per aumentare la visibilità della pagina Facebook. “Ho sentito che si possono comprare 1.000 like a buon prezzo.”

Internet: gli italiani intrappolati nella bolla di Whatsapp e Facebook - Info Data. Siamo dentro una bolla. Dietro il nuovo Status di WhatsApp ci sono solo motivazioni economiche - Wired. La nuova feature social di Google Maps. Per Big G l’aspetto social è sempre stato un elemento fondamentale e integrante del core business. Google Plus, Google Spaces, e ora una nuova feature di Google Maps, che rende l’app sempre più social-friendly e adatta alla condivisione. The Verge ha ipotizzato anche che, con quest’ultima novità, Google stia cercando di trasformare l’app in un vero e proprio social. Forse i tempi sono prematuri e l’ipotesi un po’ azzardata, ma le caratteristiche introdotte non sono poi molto lontane da quelle di un social vero e proprio. Vediamo subito di cosa si tratta. Se Instagram Stories adesso mette in crisi Snapchat. Franz Russo Consulente web e social media, content manager e blogger.

Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media. Latest posts by Franz Russo (see all) Cosa c'è da sapere sui community standard di Facebook. La questione sui community standard di Facebook è sempre più dibattuta, dai nudi artistici ai recenti episodi di gruppi dove, giovani “maschi alpha” condividono le foto di amiche e conoscenti, commentandoli con parole violente e offensive.

Molti, in quest’ultimo caso specifico, hanno definito l’atto con parole altrettanto forti ovvero come uno stupro di gruppo virtuale. Come femministi e digital ninja noi non accettiamo una simile denominazione – che afferisce a un crimine terribile per chi lo vive ben più grave di questo tipologia di violenza – per quello che è comunque un crimine e prende il nome di diffamazione con aggravante mezzo pubblicità, violazione della privacy e promozione della violenza sessuale. Crimini che, potete crederci, non sono da prendere sotto gamba da questi conti e marchesi del web. Ma cosa viola gli standard della community di Facebook?

Nudità. Social media. Tendenze social. Social platforms. A lezione da Spotify su big data e creatività  Uno dei punti più interessanti - e, al tempo stesso, allarmanti - della lettera che Mark Zuckerberg ha scritto l'altro giorno a facebook, su facebook, è quello che riguarda il peso sempre maggiore che le preferenze degli utenti avranno nel definire, ogni giorno, l'aspetto del più grande social network del mondo, votato così a essere più una infrastruttura socio-culturale che un semplice, seppure gigantesco servizio. Alcune tipologie di commentatori hanno visto in quella lettera il definitivo colpo di grazia al giornalismo; altre un manifesto contro il trumpismo; altre addirittura la morte del digitale come strumento di effettiva comunicazione. Sospetto che, essendo il testo lungo 5700 parole, quasi tutti gli altri modelli antropologici di lettore ci avranno visto, più semplicemente, una interminabile "supercazzola".

I Millennials sono pigri, eterni insoddisfatti e social-dipendenti: la colpa è dei genitori. «Vogliono un lavoro che abbia uno scopo. Giusto. Vogliono lasciare il segno, qualsiasi cosa significhi. La vita nascosta dei cyber adolescenti. Weibo supera Twitter in Borsa. I numeri della crisi del social network - Info Data. È di ieri la notizia del sorpasso in Borsa di Twitter ad opera della concorrente cinese Weibo che, con una capitalizzazione di mercato pari a 11,3 miliardi di dollari, passa davanti all’avversario. Buonanotte Smartphone: i dati di MEC sui giovani e gli smartphone - Edumediacom. Lunedì, 26 dicembre 2016 17:22.

Facebook come Snapchat: arriva «Camera». Ecco come funziona e cosa cambia. Si racconta che quando Snapchat era ancora una startup di belle speranze, Mark Zuckerberg provò più volte ad acquistarla. Il Ceo di Facebook ne aveva individuato le potenzialità in largo anticipo, ma fece immediatamente i conti con la resistenza di Evan Spiegel, fondatore del social network. Un tipo per niente facile. Oggi Snapchat è un colosso, ormai prossimo all'approdo a Wall Street. Smartphone.