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Il fondatore di Twitter: "Internet non funziona più. E scusateci per Trump" Che lo avesse intuito, lo dimostra una parabola pressoché unica, nel mondo senza pause della Silicon Valley: la fondazione, nel 1999, della piattaforma «Blogger», una delle prime a consentire a chiunque di poter scrivere, e pubblicare, in Rete; il lancio, nel 2006, di Twitter; la creazione, nel 2012, di Medium, piattaforma minimalista e «controcorrente» (solo parole, pochissime immagini: nell'era di Instagram e Snapchat).

Il fondatore di Twitter: "Internet non funziona più. E scusateci per Trump"

Ma leggere, sul New York Times, lo sfogo di Evan Williams fa impressione: perché l'intuizione viene posta in termini espliciti, con poche possibilità di fraintendimento. Eccola, dunque: «The Internet is broken», Internet non funziona più. Williams ne è convinto da anni (e per questo ha fondato Medium), ma «le cose continuano a peggiorare».

Facebook usata per trasmettere omicidi; Twitter in preda a orde di troll; la diffusione di «fake news» con modalità e rapidità inedite. Cyberbullismo, 5 consigli per i genitori - Wired. Che cos’è il machine learning Così i computer diventanto intelligenti. La prossima rivoluzione, secondo la maggior parte degli esperti, arriverà grazie all’intelligenza artificiale (AI).

Che cos’è il machine learning Così i computer diventanto intelligenti

Anzi, sta già arrivando, come dimostra la giornata organizzata a Milano da Google Italia per parlare di machine learning, una delle discipline della AI. Molti ricercatori stanno studiando i meccanismi e le tecniche di riconoscimento vocale, le reti neurali, gli algoritmi per il riconoscimento delle immagini e altro ancora. I risultati si possono già toccare con mano in applicazioni di uso comune, come Google Traduttore che mostra il significato di parole in lingua straniera che riesce a identificare in una foto scattata da un utente. Online potete giocare con gli A.I. Serbia: propaganda e controllo corrono sul web / Serbia / aree / Home - Osservatorio Balcani e Caucaso - Transeuropa. Attacchi informatici, sorveglianza digitale e sofisticate tecniche di propaganda computazionale caratterizzano sempre più internet.

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Democrazia online: come i governi stanno passando al digitale - EuroparlTV. In a world where you can shop, bank and even earn degrees online, why is internet voting still rare?

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MEPs want to encourage governments to make the best of digital tools to boost democratic processes. Come memorizzare un film nel dna - Wired. Irrinunciabile smartphone. "Ma i divieti non servono" Lavoro, assunzioni e formazione passeranno dalla realtà virtuale. In alcuni contesti è già realtà.

Lavoro, assunzioni e formazione passeranno dalla realtà virtuale

Dal 2014, per esempio, il training degli operai delle piattaforme petrolifere viene effettuato da molte aziende con l’ausilio della realtà virtuale, quindi di una simulazione immersiva a tutto tondo, non fatta con Power Point. A seguire è arrivata la sanità, con i medici che sperimentano tecniche di intervento nuove grazie alla VR, la “virtual reality”, e poi l’industria estrattiva, per il training sulla sicurezza. I risultati sono molto buoni: una volta studiata la teoria con manuali e slide, ecco che la realtà virtuale dà la possibilità di vivere in prima persona un’esperienza del tutto simile a quella reale, aiutando anche la memorizzazione delle informazioni teoriche.

L’alto costo delle apparecchiature ha rappresentato fino a ieri un ostacolo nell’implementazione di percorsi di training attraverso la realtà virtuale. Ma le cose stanno cambiando in fretta. Le reti neurali di Google Brain hanno imparato da sole a nascondere i segreti, cifrandoli. I computer di Google hanno imparato a proteggere i propri messaggi da occhi indiscreti, compresi quelli degli esperti umani che li istruiscono.

Le reti neurali di Google Brain hanno imparato da sole a nascondere i segreti, cifrandoli

Un esperimento di deep learning condotto dal team di ricerca di Google, noto come Google Brain, ha dimostrato che una rete neurale artificiale può apprendere autonomamente a nascondere il contenuto dei propri messaggi durante le sue interazioni comportamentali. Basato sulla comunicazione di tre diverse reti neurali, soprannominate Alice, Bob ed Eve, appositamente istruite a comunicare fra di loro, il progetto ha dato risultati strabilianti. Reti neurali: computer che imparano da soli Nell’esperimento degli scienziati di Google Brain la rete Alice doveva inviare un messaggio segreto alla rete Bob. Giornalismo online: i lettori preferiscono i long form ai video.

I video coinvolgono i lettori?

Giornalismo online: i lettori preferiscono i long form ai video

No, a generare il maggior engagement sono i cosiddetti long form. Ovvero i contenuti più lunghi, composti da almeno mille parole. A dirlo è l'Authority report, uno studio delle performance dei media digitali realizzata da Parsely, azienda newyorchese che si occupa di analizzare la risposta del pubblico agli articoli pubblicati on line.Stando al rapporto, realizzato prendendo in considerazione contenuti pubblicati tra il dicembre del 2014 e lo stesso mese dello scorso anno, nonostante siano stati a lungo indicati come la panacea di ogni male per l'editoria on line, i video risultano essere la soluzione peggiore per generare engagement.

Ovvero interazioni del lettore con la pagina, ad esempio cliccando o scrollando. Cosa che avviene con un tasso del 30% inferiore rispetto ai contenuti cosiddetti normali. . © Riproduzione riservata. Blog: ribalta il contenuto per ottenere la massima efficacia. MediaMente: "Internet e l'educazione: la necessità dell'individuo di pensare criticamente" Domanda 1 Poiché Lei ha scritto un libro sulle comunità virtuali, può darci delle chiarificazioni sulla loro natura sociale?

MediaMente: "Internet e l'educazione: la necessità dell'individuo di pensare criticamente"

Risposta Il libro, ora disponibile anche in traduzione italiana, prende il titolo di Le comunità virtuali. [Letture] Perché la rete ci rende intelligenti / Howard Rheingold. Rheingold è un nome che dice sicuramente qualcosa a chi si occupa di community, se non altro perché é lui che ha inventato il termine “comunità virtuali”.

[Letture] Perché la rete ci rende intelligenti / Howard Rheingold

Pubblica per Cortina il suo ultimo saggio dal titolo “Perchè la rete ci rende intelligenti” (Perché la rete ci rende intelligenti / Howard Rheingold ; edizione italiana a cura di Stefania Garassini, Milano : Raffaello Cortina, 2013, 416 p. 28€) il cui titolo rimanda al testo di Carr “Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello”. La critica che Rheingold muove a Carr e, più in generale, a tutti gli esponenti del determinismo tecnologico riguarda lo sminuire il fattore umano perchè, di fatto, le tecnologie sono centrate sull’uomo. In questo senso ci invita alla pratica dell’infotention, il neologismo che crea per descrivere il legame mente-macchina e il complesso di competenze mentali sull’attenzione e i filtri tecnologici sull’informazione. Citazione del cuore:(Rheingold sugli smartphone) Like this:

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Digital in 2017: in Italia e nel Mondo. Buonanotte Smartphone: i dati di MEC sui giovani e gli smartphone - Edumediacom. Lunedì, 26 dicembre 2016 17:22 enrico Buonanotte Smartphone: una riflessione sui dati raccolti da MEC sui giovani e l’utilizzo degli smartphone e dei social media Il 20% dei bambini dagli otto ai dieci anni può portare lo smartphone in camera; la percentuale sale al 61% dagli 11 ai 14 anni. Facebook e WhatsApp: ecco cosa fanno gli italiani su internet - Wired. Le principali app (su Android)