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Evoluzione umana

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Il gene che controlla l'espansione della neocorteccia. Durante lo sviluppo del feto, l'espansione della neocorteccia, la parte evolutivamente più recente della corteccia cerebrale, è controllata in gran parte da un gene denominato ARHGAP11B, comparso nel ramo filogenetico degli esseri umani dopo la separazione dagli scimpanzé. L'ipotesi è che proprio questo gene abbia avuto un ruolo importante nel differenziare ominidi ed esseri umani moderni dagli antichi progenitori comuni agli altri primati(red) Un unico gene è responsabile dell'espansione fisica della neocorteccia cerebrale: è quanto afferma un nuovo studio apparso sulla rivista “Science” e firmato da Marta Florio, del Max-Planck-Institut per la biologia cellulare molecolare e la genetica di Dresda, e colleghi di altri istituti tedeschi e austriaci.

La corteccia cerebrale è lo strato più superficiale del cervello dei vertebrati, e nell'uomo sovrintende a funzioni importanti, come la percezione sensoriale, il controllo motorio, il pensiero cosciente e il linguaggio. Linguaggio animale: tutt’altro che semplice. SCOPERTE – Il linguaggio tra animali è molto più simile a quello umano di quando non si creda. Ululati, cinguettii, miagolii e tanti altri: questi sono solo alcuni dei versi degli animali più conosciuti. Ma quanto è complesso il linguaggio animale? Numerosi scienziati da tempo stanno cercando di capirlo. Innanzitutto finora si pensava che tali sequenze vocali avessero caratteristiche profondamente diverse dal linguaggio umano; questo anche perché non si era mai riusciti a trovare passaggi evolutivi intermedi tra i due modi di comunicare.

Questa ipotesi, comunque, non era mai stata finora esplicitamente dimostrata e mostrava numerosi punti oscuri, come i meccanismi evolutivi del linguaggio a partire da tale modello e la mancanza di una forma di comunicazione intermedia tra linguaggio animale e umano. Crediti immagine: chem7, Flickr Mi piace: Mi piace Caricamento... L'incredibile consumo energetico del cervello dei bambini. A quattro anni, il cervello di un bambino consuma i due terzi dell'energia dell'intero organismo, e a cinque raggiunge il picco assoluto, pari a circa il doppio del fabbisogno di un adulto. Sono le risorse necessarie per formare le nuove sinapsi che servono all'apprendimento di una quantità enorme di informazioni tipico di questa età. La scoperta permette anche di spiegare perché i bambini crescono più lentamente rispetto ai cuccioli degli altri primati: il picco di consumo energetico del cervello corrisponde infatti al massimo di rallentamento della crescita corporea (red) Il cervello di un bambino di cinque anni consuma una quantità di glucosio doppia rispetto a un adulto.

La scoperta è di un gruppo di ricercatori della Northwestern University che firma un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, e permette di risolvere un piccolo mistero sul ritmo di sviluppo fisico degli esseri umani, più simile a quello di un rettile che al resto dei primati. adulto. Una nuova identità per l'enigmatico uomo di Flores? Timeline of human origins revised: New synthesis of research links changing environment with Homo’s evolutionary adaptability. Many traits unique to humans were long thought to have originated in the genus Homo between 2.4 and 1.8 million years ago in Africa. Although scientists have recognized these characteristics for decades, they are reconsidering the true evolutionary factors that drove them. A large brain, long legs, the ability to craft tools and prolonged maturation periods were all thought to have evolved together at the start of the Homo lineage as African grasslands expanded and Earth’s climate became cooler and drier.

However, new climate and fossil evidence analyzed by a team of researchers, including Smithsonian paleoanthropologist Richard Potts, Susan Antón, professor of anthropology at New York University, and Leslie Aiello, president of the Wenner-Gren Foundation for Anthropological Research, suggests that these traits did not arise as a single package. The team reviewed the entire body of fossil evidence relevant to the origin of Homo to better understand how the human genus evolved. Human Family Tree. Un clima instabile per il genere  Homo. Fra 2,5 e 1,5 milioni di anni fa la forte instabilità climatica che regnava in Africa orientale avrebbe portato all'evoluzione di numerose specie e sottospecie coesistenti di ominini, ciascuna caratterizzata da tratti utili per una differente strategia di sopravvivenza. Proprio questo complesso mosaico avrebbe permesso lo sviluppo del genere Homo, caratterizzato della capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali, più che dall'adattamento a un qualsiasi ambiente (red) Il complesso di tratti che caratterizzano il genere Homo - gambe lunghe, un periodo di sviluppo dei piccoli molto prolungato, un grande cervello, l'abilità nell'usare e creare strumenti – non sono evoluti insieme quando, tra 2,4 e 1,8 milioni di anni fa, hanno iniziato ad ampliarsi le praterie africane, il clima della Terra è diventato fresco e asciutto e ha avuto inizio il lignaggio che ha dato infine origine all'uomo moderno.

Skulls with mix of Neandertal and primitive traits illuminate human evolution -- ScienceDaily. Researchers studying a collection of skulls in a Spanish cave identified both Neandertal-derived features and features associated with more primitive humans in these bones. This "mosaic pattern" supports a theory of Neandertal evolution that suggests Neandertals developed their defining features separately, and at different times -- not all at once.

Having this new data from the Sima de los Huesos site, as the Spanish cave is called, has allowed scientists to better understand hominin evolution during the Middle Pleistocene, a period in which the path of hominin evolution has been controversial. "The Middle Pleistocene was a long period of about half a million years during which hominin evolution didn't proceed through a slow process of change with just one kind of hominin quietly evolving towards the classic Neandertal," said lead author Juan-Luis Arsuaga, Professor of Paleontology at the Complutense University of Madrid.

Arsuaga and his team were delighted to work on this effort. Le Scienze. Quando il cervello rubò energia ai muscoli. Per sostenere il fabbisogno lo sviluppo di capacità cognitive sempre maggiori, nell'uomo si sono accumulati numerosi cambiamenti metabolici. Buona parte di essi interessano il tessuto muscolare, la cui efficienza - non a caso inferiore a quella degli altri animali - è stata in parte sacrificata per risparimare energie da investire per soddisfare l'elevato fabbisogno del cervello (red) L'efficienza del metabolismo cerebrale e di quello muscolare sono interconnesse, ma l'ottimizzazione dell'uno va in parte a scapito dell'altro.

Ad affermarlo è un articolo pubblicato su “PLoS Biology” nel quale si spiega anche come nel corso dell'evoluzione, l'essere umano ha seguito la prima strada, mentre gli altri mammiferi hanno percorso la seconda. “I metaboliti sono più dinamici del genoma e che ci possono dare più informazioni su ciò che ci rende umani”, spiega Philipp Khaitovich, che ha diretto lo studio. riscontrabili nello scimpanzé. Homo heidelbergensis.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Ricostruzione dell'aspetto di un Homo heidelbergensis Homo heidelbergensis è un ominide estinto, vissuto fra 600 000 e 100 000 anni fa. Il nome è stato attribuito a ritrovamenti fossili precedentemente definiti come Homo sapiens arcaico[1], con particolare riferimento a quelli trovati in Germania presso Heidelberg, nel Baden-Württemberg, sulle rive del fiume Neckar. Resti di H. heidelbergensis sono stati trovati in Africa, Europa ed Asia occidentale. Evoluzione e morfologia[modifica | modifica sorgente] Sia Homo antecessor che Homo heidelbergensis discendono probabilmente da Homo ergaster, morfologicamente molto simile e proveniente dall'Africa. L'albero delle discendenze del genere Homo secondo l'antropologo Chris Stringer Linguaggio[modifica | modifica sorgente] Numerose analisi[quali e quante?]

Ritrovamenti fossili[modifica | modifica sorgente] Note[modifica | modifica sorgente] Voci correlate[modifica | modifica sorgente] Pagina di Paleontologiaumana.it. È ora possibile tracciare il Paese di provenienza dei vostri antenati fino a 1000 anni fa. Un team di scienziati ha sviluppato uno strumento (GPS) che ci permette di identificare la locazione dei nostri antenati migliaia di anni fa. Si tratta di un nuovo algoritmo capace di individuare la vostra provenienza geografica usando i bit dei vostri dati genetici, restringendo il campo fino allo Stato di appartenenza e in alcuni casi anche anche all’esatto villaggio.

Photo credit: World map with human genetic signatures overlaid / University of Sheffield Le informazioni genetiche sono utilissime per studiare le migrazioni umane del passato e dedurre gli spostamenti dei nostri avi: a iniziare dal primo out-of-Africa, seguito poi dal momento in cui gli umani si avventurarono per la prima volta in Asia, fino all’origine dei moderni europei. È sempre stato limitato tuttavia usare il DNA per individuare l’esatta provenienza dei singoli individui. Per i soggetti provenienti dall’Oceania sono riusciti a individuare la loro isola di origine il 90% delle volte. Facebook. You're Not Highly Evolved. As humans, it’s tempting to think of ourselves as the pinnacle of evolutionary progress. But evolution can only work with what’s available, resulting in a body that’s a bundle of compromises.

Our ankles and feet started out as flexible tree-climbing tools made of many small bones. But all of those tiny pieces amount to lots of opportunities to tear or twist something. And the way our shinbones and ankles are oriented to meet the demands of walking means that we can’t land on the sides of our feet safely, making sprained ankles a human specialty. Humans have a long history of living with parasites, such as hookworms, which have themselves evolved to tamp down our immune responses to protect themselves.

But in the developed world, these kinds of infections aren’t as common as they used to be. The absence of parasitic infections may be one reason why many people’s immune systems now overreact to harmless things, causing skyrocketing rates of allergies and autoimmune diseases. Il ruolo della foresta nell'origine della stirpe umana. A determinare le pressioni selettive che hanno portato alla separazione del lignaggio degli ominoidei, a cui apparteniamo noi e le scimmie antropomorfe, da quello delle altre scimmie è stato l'ambiente della densa foresta tropicale a baldacchino.

Lo dimostra una ricerca che ha ricostruito l'habitat di Proconsul, il più antico degli ominoidei conosciuti (red) La densa foresta tropicale ha avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo del lignaggio che ha portato all'evoluzione dell'essere umano. E' in quell'ambiente infatti che si sono evoluti i primi ominoidei, la superfamiglia di primati che comprende la nostra specie, le grandi scimmie (oranghi, gorilla, scimpanzé e bonobo) e gli ilobatidi (gibboni e siamanghi). Ad appurarlo è una ricerca condotta da paleoantropologi e geologi della Baylor University a Waco, in Texas, dell'Università del Minnesota e della City University of New York che firmano un articolo su “Nature Communications”.

I geni dei Neanderthal che sono in noi. Facebook. L'eredità dei Neanderthal. Un gruppo internazionale di antropologi e genetisti ha sequenziato un tratto particolarmente ben conservato di genoma di una donna neanderthaliana (Homo neanderthalensis) e l'ha confrontato con il genoma degli esseri umani moderni (Homo sapiens) e degli uomini di Denisova (specie non ancora formalmente nominata). Lo studio, pubblicato su Nature, mostra che Neanderthal e Denisovani sono strettamente imparentati: il loro comune antenato si separò dagli esseri umani moderni circa 400 mila anni fa, mentre Neanderthal e Denisovani si separarono a loro volta circa 300 mila anni fa. Il risultato più interessante dello studio riguarda però gli incroci tra differenti gruppi di ominini nel Tardo Pleistocene.

Anche se Neanderthal e Denisovani si sono in seguito estinti, hanno però lasciato un'importante loro traccia nel nostro DNA. Il gruppo di ricerca ha stabilito infatti che tra l'1,5 e il 2,1% del genoma degli uomini moderni non africani possa esser fatto risalire a incroci con i Neanderthal. Commenti. The Most Fascinating Human Evolution Discoveries of 2013. Sahelanthropus tchadensis had a tiny brain, but one that had nonetheless undergone some reorganization toward the human condition. Image: Didier Descouens, via Wikimedia Commons Wow. I’ve just spent the last couple days going through the paleoanthropology news that broke in 2013 and I must say it was a banner year. There were so many exciting new findings that bear on scientists’ understanding of just about every chapter of humanity’s seven-million-year saga—from our ancestors’ first upright steps to the peopling of the Americas.

But don’t take my word for it. Alle origini della capacità di evoluzione culturale. La capacità di modificare il proprio repertorio di comportamenti per contagio sociale, arricchendolo e trasmettendolo di generazione in generazione, sarebbe emersa all'epoca dell'ultimo antenato comune fra uomini e scimpanzé. Il risultato arriva da una ricerca basata sul confronto tra i repertori culturali di popolazioni moderne delle due specie (red) La capacità di arricchire le proprie tradizioni culturali attraverso il “contagio sociale” è apparsa per la prima volta nell'ultimo antenato comune a esseri umani e scimpanzé. E' questa la conclusione a cui è giunto uno studio condotto da Jason M. Kamilar,della Midwestern University a Glendale, e Quentin D. L'evoluzione della cultura dei primi esseri umani è ben documentata dai reperti fossili e archeologici, ma questo tipo di dati è in gran parte assente per gli altri primati.

Più antico l'antenato comune tra uomo moderno e Neanderthal. Il DNA umano più antico riscrive la storia dell'uomo. Ti potrebbero interessare Da Sima Il fossile venne portato alla luce nel 1990 da una grotta che si trova in un sito ben studiato nel nord della Spagna chiamato Sima de los Huesos (“fossa delle ossa”). Questo femore e i resti di più di due dozzine di altri ominidi trovati sono stati precedentemente attribuiti sia a forme precoci di Neanderthal, una specie che visse in Europa da 400.000 a circa 30.000 anni fa, sia a Homo heidelbergensis, una popolazione di ominidi ancora poco definita che ha dato origine ai Neanderthal in Europa e forse a Homo sapiens in Africa.

Ma Svante Pääbo, genetista molecolare presso l'Istituto Max Planck di Antropologia evolutiva di Lipsia, in Germania, ha ribaltato completamente questa ipotesi grazie al sequenziato del genoma mitocondriale. «Quanto scoperto, ossia che quelle ossa sono geneticamente più vicine ai denisoviani che ai neandertaliani, solleva realmente più domande che risposte», ha detto Pääbo. Gli albori della nostra storia: indizi dai denti. Quale Futuro Per Homo Sapiens. Vedi anche altre slide! Il cranio che (forse) unifica le antiche specie di Homo.

Ecco i primi Homo fuori dall'Africa. 10 Transitional Ancestors of Human Evolution. La fragilità dello sviluppo sessuale maschile. Libri/Possibili origini dell’Uomo moderno. Evoluzione umana. Lista dei fossili dell'evoluzione dell'uomo. Origini recenti per la passione umana per la guerra. Gli animali feroci fanno la guerra con gli animali della stessa specie. Ruolo della dieta nell'evoluzione biologica umana. Miti e realtà della “dieta dell'uomo delle caverne” Peccati di carne: i pro e i contro di bistecche & co. Un linguaggio dei gesti comune a bambini e piccoli scimpanzé. Scimmia parlante. La variabilità genetica delle scimmie antropomorfe. L'identikit del primate più antico. La differenza tra l'uomo e la scimmia tutta in quel gene. Geni specifici di Homo sapiens. Uomo e scimmia, ecco l'antenato comune. 06-11-03: 160,000-year-old skulls are oldest anatomically modern humans.

Il mese della paleontropologia. Evoluzione della neocorteccia nei mammiferi. Cervello uomo-scimmia. Il sesso dei primitivi: la grande storia della diversità umana. Crànio. Atheism evolution (divulgazione scientifica) Www.isita-org.com/Anthro-Digit/Doc/Volumi PDF/Volume_10_PDF/10-15.pdf.