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Evo-Devo

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L’antico legame evolutivo tra arti e pinne. Le evidenze che testimoniano la realtà del processo evolutivo sono sempre più numerose, provenienti dai campi di ricerca più diversi, ma quelle che furono presentate da Charles Darwin continuano a essere una valida risposta a coloro che chiedono «prove» dell’evoluzione.

L’antico legame evolutivo tra arti e pinne

Tra i concetti che Darwin utilizzò in L’origine delle specie, argomentando a favore della propria teoria, c’è quello di omologia. L’esempio più noto, diventato classico, è quello costituito dall’arto anteriore dei tetrapodi. Avvicinando lo scheletro dell’arto anteriore di diversi tetrapodi (per esempio, uomo, pipistrello, balena, un uccello e un rettile), si può notare come la struttura scheletrica di base si ripeta nelle diverse specie. Per esempio, ogni osso che compone l’arto anteriore dell’uomo ha un corrispondente in quello del pipistrello, sebbene con forme diverse e differenti dimensioni relative tra le ossa.

Riferimento: Andrew R. Dita e genitali, gli stessi geni regolano lo sviluppo. Notocorda. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Notocorda

La notocorda, o corda dorsale, è una struttura flessibile a forma di tubo che si riscontra in tutti gli embrioni dei cordati, animali che prendono tale nome proprio dalla presenza di questa struttura durante lo stadio embrionale. La notocorda è disposta sotto la superficie ventrale del tubo neurale. In un invertebrato marino le origini della notocorda dei vertebrati. L'origine e l'evoluzione del Phylum dei Cordati, che comprende Vertebrati, Cefalocordati e Tunicati o (Urocordati), è uno dei temi più dibattuti nel campo degli studi evoluzionistici e a questa importante tappa della storia della vita si richiama anche Pikaia.

In un invertebrato marino le origini della notocorda dei vertebrati

Pikaia gracilens, un fossile della fauna di Burgess, è infatti considerato un possibile antenato comune di tutti i Cordati, uomo compreso (ne abbiamo parlato approfonditamente qui). A fare di questo piccolo organismo del Cambriano un così illustre progenitore è il fatto che fosse dotato di una notocorda primitiva e il Phylum dei Cordati è definito proprio dalla presenza, durante lo sviluppo embrionale, di questa struttura, che costituisce il primo asse della loro struttura corporea. Nei Vertebrati, durante l'embriogenesi, essa regredisce e ciò che ne rimane sono residui corrispondenti ai nuclei polposi all'interno dei dischi intervertebrali. Antonio Scalari Riferimento: Dinosaur to bird evolution 3of5. La genomica funzionale: il più seducente tra gli approcci alla biologia molecolare. Solo fino a qualche anno fa l’attenzione dei ricercatori era rivolta soprattutto all’individuazione delle molecole coinvolte in una specifica funzione cellulare.

La genomica funzionale: il più seducente tra gli approcci alla biologia molecolare

Con il progredire delle tecniche di biologia molecolare la possibilità di analizzare i processi cellulari ad un livello più integrato ed unitario è diventata sempre più semplice. Adesso si è infatti in grado di analizzare gli stessi meccanismi di segnalazione nel loro insieme e in rapporto al funzionamento della cellula come singola unità. Facebook. L'origine comune delle cellule di cuore e polmoni. Www.mtsn.tn.it/servizi_educativi/docenti/te_insegnanti/2008-2009/documenti/evodevo11feb09.pdf. Darwin oggi: biologia evolutiva dello sviluppo (EVO-DEVO) e genoma.

Di Carlo Alberto Redi L’ultimo argomento contro il darwinismo è noto come “disegno intelligente”.

Darwin oggi: biologia evolutiva dello sviluppo (EVO-DEVO) e genoma

I sostenitori di questo argomento credono che la vita, animale e vegetale, sia così complessa che non possa essere spiegata dall’azione casuale della selezione naturale in una visione materialista: può solo essere stata diretta da un creatore. Più precisamente, le visioni meno fondamentaliste di questo pensiero arrivano anche ad accettare l’idea di evoluzione, ma diretta da una Mente esterna superiore. Evo-Devo, la biologia evolutiva dello sviluppo. Evo-Devo. Preambolo .

Evo-Devo

Gli esempi di evoluzione portati finora sono quasi tutti esempi di microevoluzione, relativamente semplici da spiegare perche' sono mutazioni puntiformi che determinano l'alterazione della funzione della proteina e stop (anche se la cosa e' un po' semplicistica). I problemi iniziano quando si parla di "macroevoluzione". Quando, cioe', le variazioni sono molto consistenti. Una cosa e' spiegare la differente forma del becco dei fringuelli delle Galapagos, e un'altra e' spiegare come, da un ancestore comune, siano venuti fuori (nell'evoluzione) e vengano fuori (dallo zigote) un elefante e una talpa.

Darwin, come detto in Toccare l’evoluzione con gli occhi , ne era ben conscio. Una nota importante . Altra nota. Evo-Devo. Biologia evolutiva dello sviluppo. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Biologia evolutiva dello sviluppo

La biologia evolutiva dello sviluppo (in lingua inglese Evolutionary Developmental Biology[1][2], da cui anche il termine divulgativo evo-devo) è la disciplina scientifica che analizza in chiave evolutiva la struttura e le funzioni del genoma (ovvero l'assetto completo di tutto il DNA contenuto in una cellula). Si occupa di indagare il rapporto tra lo sviluppo embrionale e fetale di un organismo (ontogenesi) e l'evoluzione della sua popolazione di appartenenza (la filogenesi)[3].

Questa disciplina si basa sull'assunto che le mutazioni che colpiscono i geni coinvolti nel controllo dello sviluppo embrionale (ontogenesi) possono dare origine a nuovi caratteri nell'adulto (fenotipo), che riproducendosi trasmetterà i nuovi caratteri ai discendenti, dando così il via al processo evolutivo di questi caratteri nella popolazione. Principî della biologia evolutiva dello sviluppo[modifica | modifica sorgente] Campi di studio[modifica | modifica sorgente] Sintesi estesa.