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Talia Sbardella

Lidia Marongiu, un po' di numeri sulle donne digitali. Ragazze digitali: così le donne sfidano il dominio digitale dei maschi | High Tech. «Ragazze digitali» è il progetto dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La quarta edizione parte a giugno Modena - La separazione digitale fra femmine e maschi, cioè il divario fra generi riguardo alle conoscenze in materia informatica, meglio conosciuto come «digital divide», pencola paurosamente a svantaggio delle prime, con punte negative del 18% di ragazze iscritte a corsi in materia tecnologiche contro l’82% dei ragazzi. Siamo fra gli ultimi del continente, ma anche nel resto d’Europa non se la passano tanto meglio, con una media del 25%, ma persino nei più avanzati Stati Uniti le donne scontano forti ritardi rispetto agli uomini. Di qui la contromossa dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha dato vita al progetto Ragazze digitali, alla sua quarta edizione il prossimo giugno con un’immersione di quattro settimane nel mare magno dell’innovazione, piegata in questo caso all’ideazione e alla realizzazione di un gioco online. © Riproduzione riservata.

RosaDigitale: movimento pari opportunità per la tecnologia. Donne&Startup | Intervista a 10 donne tech. Donne e videogame, chi sono le programmatrici più famose. Stando a un vecchio sondaggio, se le sviluppatrici di videogiochi sono poche, tra queste, le programmatrici sono mosche bianche: circa il 3%. Tra loro, Corrine Yu. Dopo essersi laureata in ingegneria elettrica, è passata ai videogame. Dapprima, mettendo le mani sulla celebre serie King’s Quest, e sviluppando nel tempo libero un grande interesse per la grafica 3D.

Che la porta, anni dopo, a sviluppare il suo primo motore grafico per un gioco commerciale, Spec Ops. Da lì in poi, un’ascesa iperbolica: nel 1997 entra in Ion Storm, dove lavora all’action Anachronox come Director of Technology. Passa poi alla mitica 3D Realms, come Lead Technology Programmer, quindi a Gearbox, lavorando su Brothers in Arms e Borderlands. Le 100 donne nel digitale del 2016. Alla fine dell’anno, si sa, si stilano le liste. Personalmente, non le amo particolarmente, perché, per definizione, restano un po’ incomplete. Ci si dimentica sempre di qualche fatto, di qualche foto, di qualche persona. Sono consapevole, però, che le liste di fine anno sono molto utili, perché ci mostrano nero su bianco cosa abbiamo fatto, dove siamo arrivati, dove siamo diretti.

Ci danno una fotografia di ciò che durante l’anno abbiamo considerato importante e di quello che vorremmo lo fosse nell’anno avvenire. Noi di Startupitalia abbiamo stilato, come ogni anno, la lista delle 100 startup del 2016. @carlottabalena. Girls in Tech Italy Le 10 Female Founder da tenere d’occhio nel 2017. C’è chi ancora studia e chi ha lasciato il lavoro per dedicarsi 24/7 alla sua startup; c’è chi si occupa di digital recruiting e chi ha scoperto un modo per prevenire il raffreddore. Hanno tutte dei background differenti e provengono da contesti lontani tra di loro, ma una cosa le accumuna: la passione per il proprio lavoro e la voglia di mettersi in gioco, con un tocco di rosa.

Ecco chi sono le 10 Female Founder che ci daranno grandi soddisfazioni nel 2017. 1. Alessandra Antonietti, AriaWearables Alessandra è un architetto, designer computazionale, esploratore digitale ed amante della tecnologia. Ha conseguito un Master in Advanced Architetture presso lo IAAC di Barcellona. E’ appassionata di IoT e Wearable Technology, affascinata dall’idea di poter trasformare oggetti ordinari in qualcosa di più, in oggetti che si adattano alle esigenze umane e che ne implementino l’esperienza. 2. Nata ad Asti, fin da bambina ha una predilezione per il disegno tecnico, il bricolage e l’arte moderna. 3. Robotica educativa con Anna Trifonova – TEDD.

Donna 2017: finanziamenti agevolati per l'imprenditoria femminile. Molti pensano che in Italia, data la crisi ci si butti nella creazione di Startup. Crisi o non crisi, poter svolgere un lavoro a cui ci si dedica con passione e professionalità, dovrebbe essere il motore che spinge a farci alzare ogni mattina. Se tutto questo è sostenuto dalle istituzioni nazionali ed europee, non si può far altro che tirare un sospiro di sollievo e comprendere (sempre attraverso l’aiuto di chi sa consigliare la giusta linea di finanziamento), come agire.

Inoltre, per incentivare l’auto impiego, in particolare quello femminile, sono state promosse alcune azioni specifiche. Sdoganando il pensiero medio italiano che vede la persona felice solo se con un posto fisso e magari pubblico, nelle prossime parole si troverà chiarezza sui finanziamenti agevolati con il focus Donne 2017. Finanziamenti agevolati per l'imprenditoria femminile Primo punto indispensabile da analizzare, sono i requisiti di accesso.

Nello specifico si devono possedere i seguenti requisiti: 3) Autoimpiego.