Biopolitica. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il biopotere, potere sulla vita, si è sviluppato nei secoli XVII e XVIII in due direzioni principali e complementari: la gestione del corpo umano nella società dell'economia e finanza capitalista, la sua utilitizzazione e il suo controllola gestione del corpo umano come specie, base dei processi biologici da controllare per una biopolitica delle popolazioni Il controllo delle condizioni della vita umana diventa un affare politico. Si rovescia la vecchia simbologia del potere, legato al sangue e al diritto di morte, in una nuova, in cui il potere garantisce la vita. In questo modo il potere, più di prima, ha accesso al corpo. Note[modifica | modifica sorgente] Voci correlate[modifica | modifica sorgente] Bibliografia[modifica | modifica sorgente] AA.VV., Lessico di biopolitica, Manifestolibri, 2006, ISBN 9788872854310Carlo Casini, Biopolitica: l'ora è venuta, Cantagalli, 2007, ISBN 8882723496Roberto Esposito, Bíos.
Antonio Negri - Political Philosopher. Antonio Negri, Ph.D., is an Italian Marxist sociologist, scholar, revolutionary philosopher and teacher.
Antonio Negri was born August 1, 1933 in Padua, Italy. He is most well known for his groundbreaking work Empire, which was wrote with Michael Hardt. Antonio Negri is influenced in great part by Karl Marx and Benedict Baruch Spinoza.. Antonio Negri was a founder of the group, Potere Operaio (Worker Power), in 1969 and was an active member in the group Autonomia Operaia. Antonio Negri grew up in Padua, Italy becoming a militant in the 1950s. Antonio Negri was arrested in 1979 due to his relation with the Autonomy Movement. Felix Guattari and Gilles Deleuze both protested Negri’s imprisoment and Italy’s anti-terrorism laws. During his stay in France, Antonio Negri was active amongst intellectuals. Antonio Negri studies Marxism, anti-capitalism, postmodernism, noeliberalism, the commons, the multitude and democratic globalization. Virno, Paolo, Quando il verbo si fa carne. Linguaggio e natura umana. Antropologia, Filosofia del linguaggio, Filosofia politica Indice - L'autore - links Il libro di Virno ha innanzitutto come oggetto il linguaggio o, meglio, "contiene riflessioni filosofiche sulla facoltà di linguaggio" (p. 9).
È però anche un libro politico, giacché non solo rivendica "l'indole costitutivamente pubblica della mente linguistica" (ibid.), ma ha "nel proprio orizzonte il primo movimento politico che mette esplicitamente a tema le prerogative fondamentali della nostra specie", vale a dire "gli uomini e le donne che riempirono le strade di Genova nel luglio del 2001, riscattando così l'idea di ‘sfera pubblica’ dalle atroci caricature cui è così spesso soggetta" (p. 12).
Infine, poiché presenta riflessioni critiche sulla struttura e le aporie del politico moderno, possiamo dire che - come risulta soprattutto dal capitolo conclusivo - si tratta di un libro di filosofia politica. Indice Introduzione Parte prima L'azione di enunciare 1. L'autore Links Pagina personale dell’autore. Paolo Virno. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Paolo Virno (Napoli, 1952) è un filosofo, semiologo e accademico italiano , teorico politico di orientamento marxista, insegna attualmente filosofia del linguaggio presso l'Università di Roma Tre [1] Negli anni '60 e '70 il suo nome ricorse nelle cronache dei cosiddetti "anni di piombo" in Italia. Accusato di appartenere ad una formazione armata eversiva fu arrestato e detenuto in prigione per diversi anni sino alla sua definitiva assoluzione.
Nel corso della detenzione elaborò il suo pensiero che trovò espressione nella rivista Luogo comune. Biografia[modifica | modifica sorgente] Negli anni tra il 1970 e il 1972 lavorò a Milano come insegnante all'Alfa Romeo di Arese e all'Innocenti, organizzando anche azioni collettive nelle fabbriche sino alla dissoluzione di Potere operaio nel 1973. Nel 1993 Virno lasciò il lavoro di editore della rivista per insegnare filosofia nell'Università di Urbino. Pensiero[modifica | modifica sorgente]