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Rumiz

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Alla ricerca dell'Appia perduta: fra tombe e ginestre attraversiamo tre epoche. NEMMENO il tempo di partire da Terracina, e il serpentone impazzisce.

Alla ricerca dell'Appia perduta: fra tombe e ginestre attraversiamo tre epoche

Buca una casa settecentesca, si infila nei vicoli, s'impenna, si accartoccia, si sporge sulla costa con vista sul Circeo, disegna le prime spire esibendosi in curve e tornanti, si caccia in un grumo inestricabile di pietre venerabili e villette, fermate d'autobus e mura millenarie, garage e iscrizioni latine, per infilarsi - oltre il colle col tempio di Giove Anxur - in una valletta piena di orti e di ulivi.

Dopo di che la linea torna a distendersi, e imbocca un percorso solitario a mezza costa con vista mare, su terra battuta con pezzi di selciato originale, fino a un grandioso belvedere chiamato Piazza Palatina, dove il fiato ti manca e appare la piana di Fondi coperta di serre. Da duemila anni chi controlla questo punto ha la chiave del viaggio tra Napoli e Roma. Siamo partiti da Terracina sazi di libagioni e incontri. Alla ricerca dell'Appia perduta: tra taverne e zanzare sulle tracce di Orazio. IN PRINCIPIO fu l'idea, l’idea generò la Linea e la Linea si fece strada.

Alla ricerca dell'Appia perduta: tra taverne e zanzare sulle tracce di Orazio

La strada saldò Roma a Capua vecchia, la città alleata, e fu percorsa da legioni e mercanti, poi duplicò se stessa fino a Benevento, per tenere d'occhio i bellicosi abitanti del Sannio. Ma non bastò, perché la Linea volle superare l’osso dello Stivale e spingersi verso Oltremare fino all’imbarco di Brindisi attraverso le plaghe riarse dell'Apulia.

Nel frattempo essa aveva cominciato a figliare altre vie: Cassia, Popilia, Flaminia, Emilia, Valeria, e altre ancora oltre le Alpi e il Mediterraneo. Alla fine del secondo secolo dopo Cristo la rete aveva raggiunto le 53 mila miglia dalle terre iperboree di Scozia ai confini infuocati della Persia, dalle coste atlantiche di Spagna alla Selva di Teutoburgo in Germania, dai deserti della Libia ai monti nevosi del Caucaso. Alla ricerca dell'Appia perduta: la Route 66 abita qui, fra chiromanti e caponata. E se abitasse qui, e non sulla Via Emilia come si strombazza da troppo, il mito trans-americano della "Route 66"?

Alla ricerca dell'Appia perduta: la Route 66 abita qui, fra chiromanti e caponata

Camminando verso Formia sul nastro della Statale 7, mi assale il dubbio. È da un po' che sento un ritmo sincopato salire dai piedi. Prendo l'armonica e attacco "Nine hundred miles". Alla ricerca dell'Appia perduta: zaino in spalla inizia il viaggio sul selciato millenario. GRANDE Spirito, proteggi il nostro cammino e benedici le nostre scarpe.

Alla ricerca dell'Appia perduta: zaino in spalla inizia il viaggio sul selciato millenario

Tu che hai dedicato una vita alla madre di tutte le strade e, con l'indignazione furente dei tuoi scritti, ne hai difeso il monumentale inizio dall'ignoranza famelica dei palazzinari, dei chierici e dello stuolo di volonterosi clienti che li circonda, accetta di essere il nostro nume tutelare in questo temerario viaggio della memoria nel cuore di un Paese che l'ha perduta. Come noi eri figlio delle brume del Nord, come noi hai amato le terre del sole, e ora seguici nella nostra ricerca della direttrice millenaria, perché ne indicheremo le parti inabissate nell'oblio. Diluvio sul Testaccio la sera della vigilia, in casa di Giuseppe Cederna, in compagnia di suo fratello Giulio. Questa con i figli di Antonio sembra una cena - il tavolo è ingombro di ogni ben di Dio - ma è una seduta spiritica.

"Mio padre - ricorda Giuseppe - non era un Donchisciotte e non era un isolato, come qualcuno vorrebbe dipingerlo. Alla ricerca dell'Appia perduta i racconti estivi di Paolo Rumiz. Alla ricerca dell'Appia perduta: un uomo da marciapiede su quell'asse tra città e poderi. UN rettifilo di cinquanta chilometri, il più lungo d'Europa.

Alla ricerca dell'Appia perduta: un uomo da marciapiede su quell'asse tra città e poderi

Roba da far uscire pazzi gli automobilisti, che infatti si schiantano. Ma al pedone va peggio. Diventa un miserabile, un rifiuto dell'umanità, un uomo da marciapiede. Fra Cisterna e Terracina, dobbiamo affrontarlo questo velodromo senza misericordia e senza il diversivo di un saliscendi. Non c'è scampo, perché la via Appia nuova è costruita integralmente sul terrapieno di quella vecchia, che già tagliava gli acquitrini dell'Agro pontino. Figurarsi cosa accadde quando nel cielo d'Italia apparve l'uomo che diceva "Noi tireremo dritto". ... A Latina Mussolini incombe con architetture squadrate, ma tira un'arietta polverosa, texana.

"Fastidiose zanzare e rane palustri allontanano il sonno", racconta Orazio del suo imbarco notturno in questo punto. ... "Ragazzi, dovreste chiedere per fermarvi qui". Alla ricerca dell'Appia perduta: Albalonga e i vecchi conti da regolare con Roma. DOPO il raccordo anulare tutto finisce, l'Appia diventa un canalone di fango e sterpaglia, con isole di selciato qua e là e qualche lucciola con ombrello agli incroci.

Alla ricerca dell'Appia perduta: Albalonga e i vecchi conti da regolare con Roma

In via dell'Aeroscalo, in una cava di pietra lavica, un gigante - pure lui in vendita - ci minaccia per l'invasione di campo. Pare un golem nella pioggia. Sembra impossibile che trent'anni fa fosse peggio, e invece lo era: l'autostrada spezzava il cammino e ci voleva il salto del guard-rail. Alla ricerca dell'Appia perduta: sulle tracce dei Romani dove ora regna il cemento. Siamo esausti, il Rettilineo ci ha schiantati.

Alla ricerca dell'Appia perduta: sulle tracce dei Romani dove ora regna il cemento

Sete da ingoiare un fiume, dolorini articolari, vesciche. Alex ha una ferita sotto il calcagno. Ci siamo rifocillati - pizza con zucchine fritte e pecorino - ma dormire è impossibile. Aspetto mezzanotte, finché il bordello si attenua. Ed ecco svegliarsi i cani. Ho ricopiato il testo di un manifesto appeso davanti alla stazione Fs. Alla ricerca dell'Appia perduta: al bancone del bar che interrompe la via millenaria. Alla ricerca dell'Appia perduta. Come legionari. QUANDO, DOPO IL GUADO di un fiume, un roveto o un campo di grano, la via ridiventava visibile, ben allineata con la direttrice che avevamo perso chilometri prima in un intrico di sentieri, asfalto o canneti, e una ventina di satelliti sopra di noi confermavano quel fatidico allineamento sullo schermo del Gps, allora anche la parte svanita della strada si ricomponeva sulla mappa, evidenziando tracce giudicate di primo acchito trascurabili.

Alla ricerca dell'Appia perduta. Come legionari

Ma soprattutto qualcosa si rimetteva a posto anche dentro di noi, e una magnifica esultanza si diffondeva nel gruppo in cammino. Non stavamo solo ripercorrendo l'Appia antica. La stavamo ritrovando. La riconsegnavamo al Paese dopo decenni di incuria e depredazione. Alla ricerca dell'Appia perduta: da Roma a Brindisi il viaggio di Paolo Rumiz.