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Banksy

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Banksy contro tutti. Banksy e la street art visti da Achille Bonito Oliva. Banksy "invade" New York. "Non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della loro vita privata, dimenticano che l'invisibilità è un super potere"...

Banksy "invade" New York

(Banksy) Siamo andati a vedere "Banksy does New York", l'ultimo documentario sull'artista di Bristol, la cui identità rimane ancora un mistero. Come viene segnalato all'inizio della proiezione, il film non è voluto né tantomeno prodotto da Banksy, ma vuole documentare la reazione della città di New York quando nell'Ottobre del 2013 l'artista vi soggiornò un mese intero. In quel mese un'opera di Banksy sarebbe comparsa quotidianamente in uno dei 5 quartieri della città, evento annunciato, attraverso i social network, con un breve indizio, una foto, e in alcuni casi anche un'audioguida che aiutava a comprendere meglio l'opera.

Di fatto quella che si è innestata è stata una caccia al tesoro che ha coinvolto tutta la città, dai fan ai cittadini ignari, dai commercianti alle forze dell'ordine fino al sindaco. Tags Condividi questo articolo. Exit through the gift shop. Protagonista del ciclo di documentari di Rai 5, dedicato a vari artisti contemporanei è un artista di fama planetaria: un’autentica star, di cui nessuno però conosce il vero nome.

Exit through the gift shop

E’ Banksy, il più celebre degli street artist. Nei pochi video in cui compare è incappucciato e con la voce contraffatta; è ricercato dalla polizia, adorato dalla stampa, coccolato dallo star system, ma riesce a mantenere l’anonimato. Rai 5 propone il suo documentario “Exit through the gift shop”, candidato agli ultimi Oscar e definito dalla stampa come uno dei migliori film del 2010. Banksy è un autentico fenomeno: le sue opere, sovente murales, sono spesso esposte in circuiti “non ufficiali”, ma hanno preso ormai quotazioni considerevoli. Addirittura il valore di alcune case di quartieri periferici di Londra, dove sono sopravvissuti suoi murales, è aumentato moltissimo.

Tags Condividi questo articolo. Dismaland. Il nuovo parco di disorientamento di Banksy. Un nuovo video di Banksy focalizza sulla situazione critica dei palestinesi a Gaza. Banksy, i 10 murales più provocatori del celebre street artist. Le bombolette come strumento di protesta. Risale a venerdì 11 dicembre la comparsa di un nuovo murales di Banksy, il celebre street artist la cui identità è avvolta dall’anonimato.

Banksy, i 10 murales più provocatori del celebre street artist. Le bombolette come strumento di protesta

Si tratta di un ritratto dell’ex Ceo della Apple Steve Jobs su un muro della Giungla di Calais, l’enorme baraccopoli dove vivono i migranti che dalla Francia provano a raggiungere il Regno Unito. Jobs è disegnato con in mano una sacca e un vecchio computer Apple, in riferimento al fatto che il padre biologico dell’informatico era un rifugiato siriano che arrivò a New York negli anni Cinquanta. In questo modo l’artista ha voluto esprimere il proprio sostegno nei confronti dei migranti. "Siamo portati a pensare che l'immigrazione dreni le risorse di un Paese e invece Steve Jobs era il figlio di un migrante siriano”, ha spiegato l’artista in un comunicato stampa. “Apple è l’azienda con più profitti al mondo, paga circa sette miliardi di dollari all'anno di tasse ed esiste unicamente perché hanno accolto un giovane uomo da Homs".

Le opere di Banksy a New York. Dal primo ottobre l’artista inglese Banksy – probabilmente il più noto street artist al mondo, anche per via del fatto che non se ne conosce l’identità – si trova a New York: ci resterà per un mese, per il suo nuovo progetto «Better Out Than In».

Le opere di Banksy a New York

Ogni giorno Banksy realizza un disegno in una zona diversa della città e poi ne pubblica una foto sul suo sito, accompagnandola a volte con un audio o un video. I suoi lavori, dalle semplici scritte ai disegni più elaborati, sono già stati pubblicati da molti giornali e nelle fotografie dei passanti e degli appassionati diffuse sui social network. In un’intervista realizzata via mail con il settimanale Village Voice, Banksy ha spiegato di non aver pianificato il progetto e che si lascerà ispirare girando per la città.

Ha anche aggiunto che «non c’è assolutamente nessuna ragione per fare questo spettacolo. È senza senso. Banksy - Notizie, foto, video.