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I MIEI ARTICOLI

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Noi che amiamo la Germania - 13 ottobre 2015. Questo Articolo è stato pubblicato originariamente su Il Corpo delle Donne Noi che ci siamo laureate/i in Letteratura Tedesca, che abbiamo letto “Der Mann ohne Eigenschaften” di Musil mentre il tempo scorreva lento, che abbiamo amato i Buddenbrook e appena Ryanair lo ha permesso, siamo corse a Travemunde per vedere dove Thomas andava al mare. Noi che abbiamo pianto vedendo La Morte a Venezia, perché il libro lo avevamo amato tantissimo e a 15 anni ci eravamo innamorate di Tazio. Noi che siamo state in pellegrinaggio alla Montagna Incantata, a Davos, sperando fosse rimasto come nei nostri ricordi di adolescente. Noi a cui Brecht ha insegnato la cittadinanza attiva, noi che siamo state a Berlino prima della caduta del Muro e siamo corse a Unter den Linden perché la nostra vecchissima professoressa di tedesco aveva studiato lì prima della guerra e ancora piangeva raccontandone la bellezza.

Io che vado a Berlino ogni volta che posso e ho sognato spesso di trasferirmi a Charlottenburg. Fermiamo i femminicidi - l'Unità - 28 aprile 2012. Donne come bestie da soma - l'Unità - 19 settembre 2011. M i parli di Clarissa, mi parli di Carolina, mi parli di quest’altra, della Luciana, chi sono? Prendi un caravan... cosa ti devo dire...». «Vedi, dovremmo averne due a testa se no mi sento sempre in debito, tu porta per te e io porto le mie.

Poi ce le prestiamo. Insomma la patonza deve girare». Rispetto a due anni e mezzo fa ciò che emerge in questi giorni è diverso e, se possibile, peggiore. Donne che diventano oggetto di scambio di favori importanti, di soldi, di carriere. E come donna che racconta delle vite delle donne e che ne incontra migliaia nelle scuole in giro per l’Italia, constato che il disastro coinvolge e coinvolgerà prevalentemente noi donne. Batta- glie faticose quelle delle donne, che hanno poca visibilità sui media nostrani, che appaiono un giorno e vengono poi dimenticate per mesi. E però è stato per la denuncia di alcune donne che lo scandalo è emer- so. Trasmissioni di cui abbiamo riso, programmi che hanno guardato milioni di italiani con compiacimento. Posso farti una domanda? - la Repubblica - marzo 2011. Foto di L. Albano Foto RMN - H.Lewandowski Scusa, ho io una domanda".

L'ho guardato diverse volte mentre parlavo al circolo Arci di Milano, dove mi hanno invitata a presentare il mio documentario Il corpo delle donne. Seduto in seconda fila, giovanissimo, 19 anni o giù di lì, aria perbene, saprò successivamente studente del primo anno di filosofia, è stato attentissimo per le due ore della presentazione, solo ogni tanto diceva qualcosa piano all'orecchio dell'amico seduto vicino a lui. "Mi pare da sempre che voi donne, anche tu per quello che hai detto stasera, abbiate capito più di me, sappiate qualcosa che io non riesco ad afferrare. Nuovi occhi per i Media - l'Unità - 18 ottobre 2010. Di Lorella Zanardo Dopo l'uscita del documentario Il Corpo delle Donne, centinaia di comuni, regioni, scuole, università in Italia e all'estero ci hanno chiamato per invitarci a proiettare il video e dibattere in pubblico i temi che affronta.

Chi siamo? Chiediamo nel documentario. Perché accettiamo l'umiliazione da parte dei media? Di che cosa abbiamo paura? Sottointendendo che una paura ci deve pur essere e che impedisce a noi donne di ribellarci, almeno apparentemente. Attraverso la sollecitazione di moltissimi insegnanti abbiamo poi messo a punto il progetto Nuovi Occhi per la TV che offre strumenti per guardare la televisione con occhi consapevoli e che abbiamo proposto a molte scuole. Il corpo ostentato che imbarazza i giovani - l'Unità - 18 maggio 2010. La sveglia alle 6,30, la colazione da preparare, la giustificazione da firmare, il video che non trovo da portare con me, di corsa in stazione alle 9 devo già essere a Brescia. Sono stanca, stanchissima, a volte non so piu nemmeno dove mi sveglio. Venerdi non avevo voglia di andare all’istituto per Geometri Tartaglia dove era prevista la proiezione del video, ma l’appuntamento era preso da tempo.

In treno cerco di dormire ma la testa è piena di pensieri. Arrivo: Brescia, profondo nord, feudo leghista. La scuola è grande molto pulita, molto ordinata. L’aula magna è gremita di studenti anche di altre scuole. Arriva un liceo artistico. Il coraggio della tenacia. Si incontrano le donne del Mediterraneo - l'Unità - 6 aprile 2010. Ringrazio Fathia Bennis, organizzatrice di questo convegno, e il Re Mohammed VI per la visione luminosa che ha delle donne». Inzio così la presentazione «Per una Nuova Rappresentazione delle donne nei Media» al congresso “Women’s Tribune” a Essaouira, Marocco, che promuove l’incontro di donne per lo più attive politicamente, sulle due sponde del Mediterraneo.

La presenza marocchina e francese è cospicua. Ci sono anche molte donne provenienti da altri Stati africani. Oltre a me l’unica italiana è Serena Romano, presidente di Corrente Rosa e promotrice di efficaci connessioni tra donne. Nouza Skalli, Ministra dello Sviluppo Sociale, della Famiglia e della solidarietà è una delle cinque ministre marocchine tutte con portafoglio. Colpisce la tenacia di Skalli e l’entusiasmo. Non nasconde il suo evidente fascino né lo ostenta. Diversa mi sento anch’io quando salgo sul palco. Cerco di spiegargli perché la tv da noi è così.

Non c'è più tempo - l'Unità - 9 ottobre 2009. Approdo a Praga,alla conferenza Mondiale di donne professioniste e dirigenti, esausta, dopo questi mesi di trincea in Italia. Ormai dobbiamo difenderci giornalmente da una tv indecente, da attacchi miserevoli acome ci vestiamoe al nostro aspetto fisico, da insinuazioni verso una presunta invidia di donne mature verso le veline. Mai mi ero sentita caduta così in basso, così occupata a preservare il nostro diritto fondamentale ad essere rispettatecomepersone,comeindividui.

Fortunatamente da qui, le quotidiane battaglie italiane, ormai divenute un corpo a corpo per non farci usurpare anche i diritti acquisiti da anni, paiono lontane. Nell’Aula plenaria siedono 600 donnee anche qualche decina di uomini, provenienti da 60 diversi Paesi: donne che scelgono di incontrarsi una volta all’anno per condividere opportunità e problemi e trovare soluzioni comuni. Tocca a me ma sono a disagio.