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"Dalla radio ai social network la leadership resta decisiva" Le campagne elettorali cambiano, diventano più tecnologiche, abbracciano i social media. Ma guai a pensare che siano determinate solo dalle strategie o dalla capacità di sfruttare i nuovi mezzi di comunicazione. «I candidati restano candidati, cioè esseri umani su cui ciascuno di noi cerca di farsi un’idea, per poi prendere una decisione.

Alla fine contano molto un paio di fattori: la fiducia e l’attrattiva che riescono a trasmettere». Parola di David Thorne, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e profondo conoscitore della macchina elettorale americana. Appassionato di campagne presidenziali – quella attuale la racconta con un blog su «La Stampa» (lastampa.it/usa2012) –, è stato anche in prima linea nella corsa alla Casa Bianca, nella squadra del democratico John Kerry nel 2004. Ambasciatore, le convention hanno lanciato la volata finale verso il voto.

D’ora in poi contano più i sondaggi o il tasso di disoccupazione? «Sono tutti e tre importanti, in modo diverso. Vita da presidente. Molte se non quasi tutte le decisioni da prendere gli arrivano addosso, all’improvviso, da eventi fuori dal suo controllo: perdite petrolifere, panico finanziario, epidemie, terremoti, incendi, colpi di stato, invasioni, attentatori suicidi, sparatorie nei cinema, e via così. Non si mettono disciplinatamente in ordine, ma arrivano a ondate, una sopra l’altra. «Niente che arrivi sulla mia scrivania ha una soluzione certa. Altrimenti qualcuno l’avrebbe già trovata. Quindi finisci a fare i conti con le probabilità. Ogni decisione che tu possa prendere ti troverai con un 30 o 40 per cento di probabilità che non funzioni.

Devi adattartici e sentirti a tuo agio nelle scelte che fai. Non puoi farti paralizzare dall’idea che possa non funzionare. Michelle Obama va a letto alle dieci di sera. Ha bisogno di eliminare dalla sua vita quotidiana ognuno dei problemi che assorbe la maggior parte delle persone per un’inutile parte della giornata. «Ecco cosa sapevamo. Così Twitter rischia di affossare Hollande la gaffe della first lady spaventa i socialisti. Dopo il tweet anti-Royal della première dame, la destra francese cerca di trarre vantaggio dalla bufera in cui si è imbattuto il Partito Socialista.

E un sondaggio dà per sconfitta Ségolène nel ballottaggio alle legislative a La Rochelle contro il dissidente Falorni: 42% per Segolene, contro il 58% di Olivier PARIGI - Il Trielweilergate scoppiato all'Eliseo, potrebbe essere molto di più di un semplice 'affare di famiglia' e minaccia di avere pesanti ripercussioni politiche in vista del ballottaggio nelle legislative francesi. Il messaggio di "buona fortuna" al rivale di Ségolène Royal comparso sul profilo Twitter della première dame ha fatto infuriare Hollande e ha trascinato il partito socialista nella sua prima tempesta politica dall'elezione del presidente.

Secondo i politologi la vicenda Twitter non dovrebbe influire sulle elezioni, anzi, il cinquettio partito dall'Eliseo potrebbe addirittura favorire Ségolène. La destra. La sinistra. La sinistra cerca di rimediare. Il 60% si astiene o sta con Grillo. L'Osservatorio Il 60% si astiene o sta con Grillo I Cinque stelle oltre il 20%. Resiste soltanto il Pd. Pdl al 18,1% Come accade ormai da diverso tempo, il primo e più significativo dato che colpisce esaminando la distribuzione aggiornata delle intenzioni di voto per le forze politiche è quello concernente la numerosità dei cittadini disaffezionati ai partiti tradizionali. Che cercano, di conseguenza, una opzione diversa da questi ultimi, manifestando indecisione o intenzione di astenersi o - è il fenomeno più in crescita in queste ultime settimane - rivolgendosi a una forza nettamente antipartitica, quale è il Movimento 5 stelle.

Ancora, tra i simpatizzanti del M5S si contano molti studenti, impiegati e lavoratori autonomi, mentre casalinghe e disoccupati si rifugiano in maggior misura nel non voto. Tra i partiti che più hanno sofferto elettoralmente di questa situazione vi è certo il Pdl. Casaleggio: "Sono il cofondatore del Movimento 5 Stelle" “Non sono mai stato ‘dietro’ a Beppe Grillo, ma al suo fianco. Sono in sostanza cofondatore di questo movimento insieme a lui”. Gianroberto Casaleggio, guru di Internet e titolare della Casaleggio Associati, esce allo scoperto e in una lettera al ‘Corriere della Sera’, pubblicata il 30 maggio 2012, spiega il suo ruolo nel Movimento 5 Stelle, dopo le polemiche che lo hanno visto bersaglio di critiche anche da parte di alcuni sostenitori del M5S. La lettera Caro direttore, le scrivo in merito al mio ruolo nel MoVimento 5 Stelle. Nel 2003 ho lasciato la mia posizione di amministratore delegato in Webegg di Telecom Italia, un gruppo multimediale che si occupava di consulenza e di applicazioni internet, e ho fondato con altri soci la Casaleggio Associati, una società di strategie di Rete.

Internet è un tema che mi appassiona e di cui mi occupo dalla metà degli anni 90. Pizzarotti: la vera rivincita dei nerd. Non mi stupisce il successo del MoVimento 5 Stelle quanto il background dei suoi rappresentanti. Disoccupati, precari, casalinghe, studenti ed informatici. Tanti informatici. Uno spaccato credibilissimo della realtà di tutti i giorni. Siamo lontani dai grandi borghesi (avvocati, magistrati, professori universitari, e giornalisti) della politica di un tempo, e persino dalla poltiglia di nullità compiacenti, autentiche schegge di non essere sfuggite a Parmenide, dell’ultimo asse Lega-PDL.

E non c’è solo Pizzarotti certo. A livello normativo queste professioni costituiscono una autentica giungla. A livello salariale e contrattuale, non parliamone. I giovani informatici hanno ancora buone possibilità compiere il miracolo italiano, ovvero ottenere uno stipendio mensile, il mutuo per la casa, una famiglia, dei figli e tante altre cose incredibili che i genitori ci hanno raccontato per anni, ma alle quali non abbiamo mai creduto per davvero, tipo Babbo Natale. Ma di cosa stiamo parlando? Flussi Elettorali Parma Movimento 5 Stelle: Molte conferme e qualche Novità. Politicount – Politici in rete. Tra politica ed antipolitica | Towards Transformative Politics.

Il professor Angelo Panebianco, sul Corriere di lunedì 16, definisce l’antipolitica forse in modo impressionistico ma certamente efficace come il rifiuto di ogni intermediazione politica. Egli ricorda della necessità che in democrazia esistano agenzie che svolgano quella funzione, e quindi auspica un rinnovamento (‘da principi a sherpa’) di quelle organizzazioni, i partiti politici. Si può forse dissentire sulla conclusione, e cioè che un processo di americanizzazione politica sia davvero auspicabile; ma certamente è necessario sottolineare come le premesse del suo ragionamento siano discutibili.

In particolare, può essere utile ricordare sia che i partiti novecenteschi non rappresentano necessariamente le uniche agenzie sociali oggi in grado di svolgere quella necessaria funzione intermediativa sia che è possibile nutrire forti dubbi sulla loro capacità di trasformarsi (e, in particolar modo, su quella dei partiti italiani). Mi piace: Mi piace Caricamento... Rifondazione filosofica. Italy’s local elections: Battered all over. #OccupyParma- Blog di Beppe Grillo. Parma è la nostra piccola Stalingrado. Se in questa città diventerà portavoce sindaco una persona per bene, un cittadino disinteressato che da bambino sognava di cambiare in meglio il mondo, come Federico Pizzarotti, allora tutto è possibile in questo disgraziato Paese.

La democrazia diretta potrà affermarsi in ogni Comune italiano e nelle Istituzioni.Parma Caput Mundi. Sembra che, per qualche coincidenza astrale, stia avvenendo tutto in questi giorni in questa bella e orgogliosa città. La conclusione del processo Parmalat, il più grande crack finanziario europeo, con Calisto Tanzi ridotto a una larva, e il tentato e misterioso suicidio di Bernardo Provenzano in carcere. Invia il post ad un amico. Catanzaro, "voto di scambio" sequestrate le schede elettorali. L'ipotesi di reato è la compravendita dei voti, per i quali un consigliere eletto del centrodestra e due altre persone sono indagate. Il sequestro ha riguardato tutti i 90 seggi. Il Pd: "Pronti a ricorso al Tar per chiedere l'annullamento delle elezioni" CATANZARO - Nuovo colpo di scena a Catanzaro. La Procura della Repubblica ha sequestrato tutte le schede votate nelle elezioni comunali del 6 e 7 maggio nel capoluogo calabrese. Il provvedimento è stato disposto dal pm Gerardo Dominijanni che sta conducendo l'inchiesta su presunti episodi di compravendita di voti in cui sono indagati un consigliere eletto del centrodestra ed altre due persone ed eseguito dalla Digos.

Il sequestro delle schede elettorali di tutti i 90 seggi allestiti per le consultazioni, secondo quanto hanno riferito ambienti della Procura del capoluogo calabrese, ha carattere probatorio ed ha lo scopo di riscontrare l'ipotesi di reato di voto di scambio. Bernazzoli: "Giunta con metà donne". Pisapia: "Collaborazione intensa fra Parma e Milano per l'Expo" | Gazzetta di Parma.

"In giunta ci saranno diversi under 40 e metà degli assessori saranno donne. E nelle società partecipate e negli organismi con rappresentanti del Comune solo persone di grande esperienza". Lo ha annunciato dal palco di piazza Garibaldi il candidato sindaco del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli, prima di passare la parola all'ospite d'onore dell'incontro con i cittadini: il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. E' arrivato in piazza Garibaldi a mezzogiorno in punto, Pisapia, che si è intrattenuto con i cronisti prima di salire sul palco spiegando di «essere arrivato a Parma per sostenere Vincenzo Bernazzoli nella sua azione di cambiamento».

Pisapia ha inoltre spiegato che fra Parma e Milano, in vista dell’Expo 2015, «si avvierà una collaborazione intensa che porterà occasioni e sviluppo al territorio parmense. «Apertura ai giovani e alle donne». Alle 16, inoltre, è partita dalla Cittadella e arriverà in piazza la biciclettata organizzata per sostenere Vincenzo Bernazzoli. Pisapia, bilancio della rivoluzione dolce. Federico Pizzarotti – Politicount – Politici in rete.

Invasione a 5 stelle di Parma. Sabato 12 e Domenica 13 maggio il Movimento 5 Stelle di Parma organizza il pacifico Assedio a 5 Stelle sulla città. Due giorni di volontariato civile, propositivo e gioioso, con banchetti, volantinaggi, flash mob per spiegare al numero maggiore di cittadini il programma e le proposte del candidato Federico Pizzarotti e del M5S Parma. Per chi desidera partecipare il ritrovo sia sabato che domenica è alle ore 10 davanti al banchetto principale in via Mazzini, davanti H & M. Da lì i cittadini verranno smistati ai vari banchetti e iniziative in programma. I banchetti continueranno nel pomeriggio fino a sera. Il banchetto di riferimento è sempre quello di via Mazzini La città di Parma si riempie di sostenitori 5 stelle, senza clamori, senza inquinare, con la consapevolezza che il loro programma è quello vincente.

In "Archivio" I "nuovi" aderenti alla politica sobria. Il Movimento 5 Stelle di Parma ha sempre promosso un modo sobrio di fare politica. In "Amministrazione Virtuosa" Archivio Blog » Grillo ed il boom del Movimento 5 stelle. Come era nell’aria, Grillo ed il suo movimento hanno ottenuto uno strepitoso successo alle amministrative sfondando nelle città del Nord e sembra avviato ad un notevole successo nazionale che potrebbe anche superare il 10%.

Va detto che nei centri minori il movimento esiste poco anche al nord e che nel sud (anche in una grande città come Palermo) si attesta su percentuali assai inferiori. Va però considerato l’effetto “valanga” che può determinarsi con questo risultato e che la credibilità dei partiti ormai sta sprofondando nei numeri negativi. La crisi inizia a mordere e chiede atteggiamenti radicali, mentre l’esperimento di Monti sembra avviato ad un malinconico declino.

Questo sta creando una forte reazione da parte dei partiti (cosa del tutto comprensibile) che cercano di esorcizzare il fantasma con l’accusa di demagogia antipolitica ecc. Un numero di varietà già visto e fallito con la Lega 20 anni fa. Aldo Giannuli. Elezioni: proviamo a separare i fatti dalle pugnette. Ora che finalmente si può iniziare ad esaminare dati e non proiezioni, possiamo tentare di separare i fatti dalle pugnette? Per dire: ieri, dopo i primi exit-poll sulle quattro città monitorate, il sondaggista di fiducia di Mentana si è esibito in una bellissima figura di merda, contestando le previsioni di suoi competitors, che davano a Genova Marco Doria fra il 45 e il 50%, parlando con prosopopea di un 33/34%. I dati finali dicono: Marco Doria 48,3%. Un po' di modestia (e di considerazione per i FATTI) ogni tanto non guasterebbero.

Non ho il tempo di dare già i risultati complessivi, ma devo limitarmi - per ora - ai dati delle 26 città capoluogo di provincia, per iniziare a smontare alcune ipotesi fantasmagoriche, e cercare di riportare le opinioni in direzione dei fatti. Quella che segue è la tabella dei risultati (definitivi dappertutto, tranne che a Catanzaro, dove ci sono contestazioni in tre seggi). Vediamo quali sono i FATTI: # L'inarrestabile Grillo non ne conquista NESSUNA;