Più piccolo è più veloce!

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How to Start Your Information Diet. How to Start Your Information Diet Jan 02, 2012 Clay Johnson So 2012 is nearly upon us, and a lot of people -- people like Gina Trapani, Tim O'Reilly, and Ev Williams -- are planning a New Year's resolution of an Information Diet. Here are some tips for how you can get started: 1. Keep a Journal Start monitoring what it is you're taking in, and timing yourself. 2. Trying to go on an information diet while you've got that super advanced cable package is like trying to go on a food diet while having a milkshake tap installed in your kitchen. But the real reason to cut the cord? 3. Set your system up right with these tools and settings to get going: RescueTime Mentioned in the book, RescueTime helps track what you're working on, keeping a diligent count of what's happening on your computer.

AdBlock AdBlock Plus is available for both the Google Chrome and Mozilla Firefox web browsers, as well as Safari. BlockPlus SaneBox Sanebox is like Google's Priority Inbox on steroids. Facebook Settings 4. 5. #StopSOPA. Diventa "tua" ecco le nuove funzioni social. Da oggi una versione più ricca del sito: ogni lettore potrà scegliere su quali argomenti essere aggiornato, archiviare articoli da leggere in un secondo momento, personalizzare una parte della homepage, condividere e discutere le notizie con gli amici di ALESSIO BALBI Repubblica.it diventa un po' più vostra: da oggi viene aperto all'intero pubblico dei lettori "La tua Repubblica.it", un servizio che permetterà a chi lo desidera di accedere a una versione più ricca e personalizzata del sito.

diventa "tua" ecco le nuove funzioni social

Entrare in "La tua Repubblica.it" è semplicissimo: basta andare su questa pagina e accedere attraverso il proprio account Facebook. Fatta una sola volta questa operazione, al lettore si apriranno una serie di nuove possibilità di interazione con Repubblica.it: avrà la possibilità di decidere su quali argomenti restare sempre aggiornato. Verrà consigliato nella scelta degli articoli che, in base alle sue preferenze di lettura, potrebbero maggiormente interessarlo. PierLuca Santoro. Libri - FILTER BUBBLE - Eli Pariser. La società è un insieme di minoranze.

Libri - FILTER BUBBLE - Eli Pariser

Gruppi divisi in isole – culturali, ideologiche, pratiche – che non si parlano o parlano poco tra loro. Forse l’accelerazione è avvenuta attorno all’inizio degli anni Ottanta. Poi il fenomeno si è dispiegato in tutta la sua potenza. Un lungo movimento sociale ha distrutto alcune abituali forme di coesione sociale, ha messo in discussione vecchie gerarchie e creato nuove solitudini. Per comprendere e cavalcare il fenomeno il marketing, la politica, i media hanno parlato di target e nicchie, o addirittura di etnie e tribù. Internet non è stata colta soltanto, finora, come strumento per ricucire il tessuto civile. Eli Pariser, in un bellissimo libro dell’anno scorso, The filter bubble, mostra come, sulla base della logica della personalizzazione dei servizi, internet sia oggi interpretata tecnicamente e commercialmente iin modo pericolosamente coerente con la tendenza ad accelerare la separazione delle persone e delle isole culturali.

The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You (9781594203008): Eli Pariser. Le notizie di ieri, domani (cit.) Questo è il video che, per troppe ore, prima delle opportune rettifiche, è stato mandato in TV e Online dalle maggiori testate giornalistiche italiane, sulla tragedia della Nave da Crociera della Costa.

le notizie di ieri, domani (cit.)

Non c'è niente da aggiungere ai tanti commenti espressi. Giovanni Boccia Artieri ha rilevato come il fake sia stato scoperto in rete; Alessandra Farabegoli, invece, si è chiesta che tipo di giornalismo possa essere quello che manca completamente di fact checking. Sul fact-cecking ha fatto delle considerazioni Roberto Favini. Una riflessione, però, la voglio fare. E' vero che le persone ormai vogliono essere informate in velocità, in tempo reale; e ci sta anche che le testate cerchino di soddisfare questa richiesta. Ha ragione Peter Laufer nel suo "Slow News - Manifesto per un consumo critico dell'informazione" quando dice: "le notizie di ieri, domani". Cosa si sono persi oggi i cittadini/lettori stando dietro questo fake?

The Impracticality of a Cheeseburger. What does the cheeseburger say about our modern food economy?

The Impracticality of a Cheeseburger

A lot, actually. Over the past several years blogger Waldo Jaquith ( set out to make a cheeseburger from scratch, to no avail. “Further reflection revealed that it’s quite impractical—nearly impossible—to make a cheeseburger from scratch,” he writes. “Tomatoes are in season in the late summer. Lettuce is in season in spring and fall. That the cheeseburger—our delicious and comforting everyman food—didn’t exist 100 years ago is a greasy, shiny example of all that is both right and wrong with our modern food economy. But these same advances that allow food to be grown out of season and in all corners of the globe contribute to a whole host of environmental problems, from deforestation and nitrogen loading of water sources (and the resulting dead zones) to the insane quantities of water being consumed.

Capitalismo parassitario. I Mezzi di Comunicazione tra Deriva e Viaggio [sul pensiero di Zygmunt Bauman] La degenerazione del capitalismo ha portato (quasi per necessità) alla commercializzazione del percorso verso la felicità e degli istinti, degli impulsi.

i Mezzi di Comunicazione tra Deriva e Viaggio [sul pensiero di Zygmunt Bauman]

Questo ha generato l'"individualizzazione" e, con la contestuale esasperata competitività, l'inevitabile venir meno della solidarietà e della fiducia verso la propria rete sociale. Con questa frase si potrebbe sintetizzare la lectio magistralis di Bauman in cui il sociologo polacco ha dispensato il succo della sua teoria della modernità liquida. Voglio condividere con voi una riflessione, impregnata del pensiero di altri personaggi [Anders, McLuhan e Siegel], che ho fatto sul ruolo che i mezzi di comunicazione hanno potuto avere in questo processo lungo almeno mezzo secolo.

[Il mio background culturale, prettamente tecnico, non mi permette di valutare la bontà e l'originalità di quel che vado a dire; ho voluto comunque cimentarmi anche nella redazione di qualche slide che credo possa aiutare a seguire il semplice ragionamento. Vivere da web celebrity. Gina Trapani ha un blog molto letto, Smarterwere, in cui parla della realtà tecnologica del web e della nostra vita sociale in Rete, ha sviluppato alcune applicazioni che la monitorano, scritto un libro, Lifehacker, per insegnarci a lavorare in modo più veloce e più smart con le tecnologie e possiede un profilo su Twitter che ha superato i 200 mila followers.

Vivere da web celebrity

Un punto di non ritorno. Un momento in cui cominci a sentire il peso della tua notorietà, senza essere una star della tv o del cinema, semplicemente per la tua visibilità e reputazione in Rete. Quello che emerge è un contesto in cui il tuo “valore web” riconosciuto in termini di contatti e visibilità vuole essere sfruttato da tutti quegli amici, conoscenti o seguaci accaniti – ma anche lontani parenti – che hanno una nuova app da piazzare o hanno scritto un qualche libro, hanno sviluppato non si sa bene che cosa o semplicamente pretendono che tu gli segnali la pagina Facebook. Mi piace: Mi piace Caricamento... Articoli collegati. The Flip Side of a Big Audience. "Bloggers are famous enough to have stalkers, but not famous enough to have bodyguards.

The Flip Side of a Big Audience

" —Danny O'Brien Everyone thinks they want a million Twitter followers and a million pageviews a day on their blog and the incredible high that it must be to walk around in the world knowing you're "internet famous. " Yes, being famous among dozens has its privileges, but it also has a flip side netizens rarely discuss. I passed 200,000 followers on Twitter this week. I'm not a celebrity. Reality check: Lady Gaga is famous. I'm not famous, but I have an outsized audience. But you know what else happens when you have an outsized audience? You field a weekly flood of pitches. Having a big audience means you're a commodity, and you get to constantly field pitches from strangers, acquaintances, former co-workers, and distant family members who you never hear from otherwise asking you to mention their new app, book, Kickstarter project, or MySpace page. You forget how to share with people who do know you.

Social Media Accounts and Conversations on the Rise. Companies often have several different accounts or pages on social networks like Facebook and Twitter.

Social Media Accounts and Conversations on the Rise

As these accounts and the interactions with customers on social media increase, program managers must learn to balance the influx and continue to interact with fans. The Altimeter Group surveyed social media program managers in Q2 2011 and found that, on average, companies owned 178 total social media accounts, not including individual employee accounts. This includes an average of 39.2 Twitter accounts, 31.9 blogs and 29.9 Facebook accounts. Forums and message boards were more popular than YouTube, with an average of 23.4 accounts per company, compared to YouTube’s 9.4.

This can be a challenge for a company, as it is harder to oversee and manage that many accounts throughout the enterprise. Another challenge is how companies will manage the increase in customer conversations taking place on these various platforms, as users turn more often to social media for brand connections. Publications Social Media ROI Metrics Still Chaotic 01/18. Brand marketers continue to struggle with determining return on investment for social media campaigns.

Publications Social Media ROI Metrics Still Chaotic 01/18

Eighty-eight percent admit to gaining positive ROI on campaigns, but a study released Wednesday from Wildfire, a social media platform company, shows that the metrics remain all over the map. While inconsistencies make it difficult to create and follow industry standards, Wildfire CEO Victoria Ransom said 75% of survey participants said they still plan to increase their social media budgets this year. Gaining positive ROI is great, but what do marketers measure? Thirty-eight percent monitor increased fans, likes, comments and interactions, which means the marketers put a value on the fan; 24% point to an increase in revenue as a metric; and 15% look toward increased brand awareness.

Less than 5% of all respondents defined positive ROI as revenue less cost -- a more traditional metric. Ransom views social media marketing as a process composed of three steps. Internet 2011 in numbers. Posted in Tech blog on January 17th, 2012 by Pingdom So what happened with the Internet in 2011?

Internet 2011 in numbers

How many email accounts were there in the world in 2011? How many websites? How much did the most expensive domain name cost? How many photos were hosted on Facebook? We’ve got answers to these questions and many more. Email 3.146 billion – Number of email accounts worldwide.27.6% – Microsoft Outlook was the most popular email client.19% – Percentage of spam emails delivered to corporate email inboxes despite spam filters.112 – Number of emails sent and received per day by the average corporate user.71% – Percentage of worldwide email traffic that was spam (November 2011).360 million – Total number of Hotmail users (largest email service in the world).$44.25 – The estimated return on $1 invested in email marketing in 2011.40 – Years since the first email was sent, in 1971.0.39% – Percentage of email that was malicious (November 2011).

Websites Web servers Domain names Internet users Social media. Facebook, sempre meno "Mi piace" le apps sceglieranno i propri verbi. Il sito fondato da Mark Zuckerberg lancia 60 nuove applicazioni per i suoi utenti e apre ai programmatori la possibilità di introdurre nuove azioni, come "ha comprato" o "sta cucinando". Probabilmente è l'ultimo grande annuncio prima della quotazione in borsa di ALESSIO SGHERZA PALO ALTO - Il pollice alzato accanto a "Mi piace" conterà sempre di meno su Facebook. La compagnia fondata da Mark Zuckerberg ha appena annunciato il lancio di 60 nuove applicazioni da integrare con la propria timeline (o diario, in italiano), la nuova impostazione dei profili personali degli utenti. Ma la vera novità è che Facebook apre oggi alla produzioni di applicazioni esterne, così che ogni programmatore potrà sviluppare la propria apps e sottoporla a Facebook.

Si rafforza così la possibilità di aggiungere una propria azione: i buoni vecchi "mi piace" e "ha condiviso" saranno sempre più accompagnati da nuovi verbi. E poi l'invito ai programmatori: "Il nostro messaggio è 'accendete i motori'". Politico and Facebook team up to use data for political journalism. The Innovation Obsession.

Forget the buzzword, what is true innovation? How should it be used and how does it affect our everyday lives? Harvey Briggs takes a critical look at how the concept of innovation is used today, and what it should be. In my travels and in my work I hear the word “innovation” thrown around a lot these days. Everybody’s talking about it. You can’t open a business magazine without reading an article featuring it. “Innovation” today is much like “Branding” was in the ‘90s; greatly overused and highly misunderstood. Putting temperature sensitive ink on your labels so you know when your beer is cold is not innovation. Adding Buffalo mozzarella to your frozen pizza and calling it “Artisan” is not innovation. Installing a voice-activated, web-enabled, Google-powered infotainment center in your minivan is not innovation. You may be asking, “But why?

Absolutely. These are all things that need to be done on an ongoing basis to make sure our products stay competitive. So what is “innovation?” Vision. La civiltà dell'empatia. La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi By Jeremy Rifkin Like La civiltà dell'empatia ? Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books! Sign up for free Book Description Per secoli, filosofi, scienziati, psicologi ed economisti hanno contribuito a diffondere l'idea che l'essere umano sia per natura aggressivo e utilitarista, teso principalmente al soddisfacimento egoistico dei propri bisogni e al guadagno materiale.

Per secoli, filosofi, scienziati, psicologi ed economisti hanno contribuito a diffondere l'idea che l'essere umano sia per natura aggressivo e utilitarista, teso principalmente al soddisfacimento egoistico dei propri bisogni e al guadagno materiale. Book Details Rating: 5 stars 4 stars 3 stars 2 stars Paperback 634 Pages ISBN-10: 8804606134 ISBN-13: 9788804606130 Publisher: Mondadori (Oscar Bestsellers, 2097) Publish date: 2011-03-01 Also available as: Hardcover.