background preloader

Le città invisibili

Facebook Twitter

Belpoliti75. Boll900, 2002, n. 1-2 - Ilaria Scola, Italo Calvino: elogio della brevità. Le città invisibili della memoria. Sommario I. Il laboratorio della leggerezza Nel brano in epigrafe, tratto dalle Lezioni americane, una raccolta postuma di conferenze che Italo Calvino avrebbe dovuto tenere all'Università di Harvard, si possono rintracciare alcune ragioni delle scelte e tecniche narrative dello scrittore. Le sue parole ci sembrano quasi un elogio del racconto breve come misura narrativa ideale per mantenere la tensione, l'energia interiore che deve permeare ogni trama narrativa.

Alla scrittura Calvino affida il compito di trasformare in leggerezza «la pesantezza, l'inerzia, l'opacità del mondo». Leggerezza significa per lo scrittore alleggerimento del linguaggio, astrazione del discorso attraverso l'uso di immagini simboliche, ma soprattutto creazione di una sequenza narrativa rapida ed essenziale. II. «È delle città come dei sogni: tutto l'immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. III.

Aspetti del metaletterario di Lorenzo Tinti. Bibliomanie.it Lorenzo Tinti Aspetti del metaletterario Nel rapporto fondamentale con se stessi gli esseri umani sono prevalentemente dei narratori [...]; amano il succedersi ordinato dei fatti perché assomiglia ad una necessità, e l’impressione che la loro vita abbia un “corso” li fa sentire come protetti in mezzo al caos. Robert Musil Quello di “metaletterario” è un concetto critico abbastanza recente, dato che (come gli analoghi “metateatrale”, “metapoetico” e “metafilmico”) deriva dall’espressione “metalinguistico”, a sua volta introdotta a metà degli anni ’30 dai teorici che si muovevano tra la Scuola logica polacca (Alfred Tarski) e il Circolo di Vienna (Rudolf Carnap), e recepita poi dal movimento strutturalista (Roman Jakobson). 1) Il metaletterario pare estrinsecarsi, ovvero trovare attuazione, secondo tre gradi in progressione di autoconsapevolezza; detto altrimenti: esso sembra realizzarsi secondo una gerarchia ternaria di crescente confidenza con le proprie stesse leggi.

Stolti! 32 Cultura & Societ&agrave: Le città invisibili. WP_143_Beltrame2. Recensione di Gianni Gallinaro. Le Città invisibili di Colleen Corradi Brannigan Prima di presentare l'opera dell'artista, mi sembra doveroso introdurre brevemente la fonte che l'ha ispirata. Partirei dalle parole di Calvino: " Questo libro nasce un pezzetto per volta, a intervalli anche lunghi, come poesie che mettevo sulla carta, seguendo le più varie ispirazioni ".

L'autore, durante una conferenza tenuta alla Columbia University di New York nel marzo del 1983, ci fornisce la genesi de " Le città invisibili ", romanzo che oscilla fra il racconto filosofico e quello fantastico-allegorico. Inizialmente si trattava di ricordi di viaggi, in gran parte memorie di città visitate, annotazioni poetiche di segni ricevuti in un dato momento e in un certo luogo, a seconda degli stati d'animo dello scrittore.

Da qui evocazioni di città tristi e contente, città dal cielo stellato e piene di spazzatura, di genti diverse, di spazi e impressioni, fissate come un diario. Ma l'inventiva dell'artista non si esaurisce qui. Dr. Invisibili. Le città invisibili. Le città invisibili - Recensioni di QLibri.