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Pavel Nikolaevič Evdokimov. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Pavel Nikolaevič Evdokimov in russo: Павел Николаевич Евдокимов[?] (San Pietroburgo, 2 agosto 1901 – Meudon, 16 settembre 1970) è stato un filosofo e teologo russo. Biografia e opere[modifica | modifica sorgente] A sei anni subisce il duro colpo dell'assassino del padre. Compie i primi studi in teologia a Kiev, a partire dal 1918, per essere poi costretto all'esilio nel 1921. Le sue opere hanno attualmente una profonda valenza ecumenica per il cristianesimo nel rapporto tra Oriente e Occidente; non a caso poté intervenire come osservatore ortodosso all'ultima sessione del Concilio Vaticano II. Note[modifica | modifica sorgente] ^ in Dostoevskij e il problema del male, Città Nuova, Roma 1995, p.152^ Pavel Nikolaevič Evdokimov, Teologia della bellezza. Altri progetti[modifica | modifica sorgente] Wikiquote contiene citazioni di o su Pavel Nikolaevič Evdokimov. Pavel Aleksandrovič Florenskij. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pavel Aleksandrovič Florenskij A partire dal 1991, in seguito all'apertura degli archivi del KGB, l'editoria, la critica e la ricerca hanno riscoperto il suo contributo alla letteratura e alla filosofia contemporanea, evidenziandone la vasta gamma di implicazioni, che si muovono dal campo strettamente teologico alla filosofia della scienza. Irriducibile, difficilmente etichettabile sotto una disciplina e un pensiero sistematico e preconcetto, si deve all'editoria italiana[1] la sua prima traduzione mondiale (La Colonna e il fondamento della verità, 1974) grazie a Elémire Zolla e Pietro Modesto.

Morì fucilato per ordine del regime sovietico l'8 dicembre 1937. Fu padre del geologo e astronomo Kirill Pavlovič Florenskij. Biografia[modifica | modifica sorgente] Dall'Azerbaigian all'Università di Mosca[modifica | modifica sorgente] Una veduta di Tiflis (1890 circa, cartolina) N.V. La tragica fine[modifica | modifica sorgente] In music, the LongTail still won't work without a head and a body: Announcing big changes at Sonific (Over & Out) SANREMO LAB E’ UN BLUFF - Breaking London. Il fallimento dell'arte contemporanea, Giovanni Reale. Il fallimento dell'arte contemporanea di Giovanni Reale - 23/11/2009 Fonte: il giornale [scheda fonte] In primo luogo, riflettiamo sulla natura e sulla portata di quella che abbiamo denominata «crisi dell’arte contemporanea».

Per fare tali riflessioni, chiameremo in causa alcuni giudizi forniti da pensatori e da sociologi di alta classe, i quali non hanno paura di dire la verità, anche se per molti aspetti si tratta di una verità assai amara, e che quindi costa fatica sia a dirla sia a crederla. Tre sono i concetti-chiave che cercheremo di mettere in evidenza: a) l’arte contemporanea si è resa sempre più incomprensibile; b) nelle sue spericolate produzioni ha cercato spesso solo l’originalità al di là di ogni limite, e in molti casi si è pressoché autodistrutta; c) la ragione di fondo della crisi sta nello smarrimento del senso dei valori, e in particolare del senso del religioso, e quindi nel male del «nichilismo» che ha contagiato la maggior parte degli artisti.