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Tuschman

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Hopperiana, la fotografia ispirata da Edward Hopper. "Hopperiana" vede protagonisti tre importanti artisti (Luca Campigotto, Gregory Crowdson e Richard Tuschman), che nelle loro opere prendono spunto e si ispirano al grande Edward Hopper e ai suoi silenziosi e quanto mai realisti dipinti.

Hopperiana, la fotografia ispirata da Edward Hopper

Dall’unione dei luoghi emblematici della città americana quali ristoranti, teatri, cinema ed uffici, sino ai distributori di benzina e agli interni semideserti con l’esigua presenza di figure (perlopiù femminili) in atteggiamenti riflessivi e meditabondi, quasi lontani dalla realtà in cui si trovano, l’artista crea dipinti dalle atmosfere solitarie e pacate, che suggeriscono immobilità e rassegnazione. Sia nelle scene urbane che nei dipinti d’interni, la luce chiara, quasi aurorale, assume un ruolo importante: posandosi sui soggetti e gli ambienti ritratti, dona ai dipinti un alone di sospensione che mitiga il sentore di alienazione che spesso traspare dalle scene ritratte. Fotografia Hopperiana. Di Cut-tv's I realismi malinconici della solitudine della società, ispirano la lezione Hopperiana in mostra alla Photology Milano con i contributi fotografici di Campigotto, Crewdson e Tuschman, insieme a Daniele Galliano.

Fotografia Hopperiana

Nella Milano accessoriata dalla Settimana della Moda, che guarda all'Espò 2015 come una manna per chiunque, senza ignorare il contributo della fotografia e di un PHOTOSHOW 2015 votato ad innovazione, creatività e condivisione, le riflessioni sulla dimensione metropolitana fanno tesoro del complesso equilibrio pittorico di prospettive e percezioni raggiunto dal realismo di Edward Hopper (nel video con Hopper alla tela, Tom Waits alla voce graffiata e graffiante come il sound). Compiono un viaggio nella solitudine alienata della modernità, arrivando nella gallery Photology della città lombarda, con la lezione Hopperiana ispirata ai contributi fotografici di Luca Campigotto, Gregory Crewdson e Richard Tuschman, affiancati da quello pittorico di Daniele Galliano.

Hopperiana a Milano, Edward Hopper celebrato negli scatti di Tuschman, Crewdson, Campigotto ispirati dal "maestro del silenzio"(FOTO) È stato definito il pittore che sapeva dipingere il silenzio.

Hopperiana a Milano, Edward Hopper celebrato negli scatti di Tuschman, Crewdson, Campigotto ispirati dal "maestro del silenzio"(FOTO)

Ma ad Edward Hopper interessava soprattutto «dipingere la luce del sole sul lato di una casa». Ed è proprio dalla luce naturale che è nata la sua poetica unica, fatta di paesaggi rarefatti e ambienti onirici. Un'America che nessuno conosceva prima di lui, fatta di solitudine e inquietudine. E di profonda incomunicabilità. Condizioni universali, proprie dell'essere umano e della contemporaneità. La grandezza delle opere del celeberrimo pittore americano ha da sempre ispirato le altre altri, a partire dal 1925 quando il suo dipinto The House by the Railroad illuminò Alfred Hitchcock per il film Psyco. Lo stato d’animo dei personaggi sembra oscillare paradossalmente tra sogno e alienazione, tra desiderio e rassegnazione».

Anche il fotografo americano Gregory Crewdson ha subìto il fascino di Hopper: le sue immagini cinematografiche raccontano con una luce tagliente l'inquietudine di paesaggi urbani semi deserti. I surreali e meravigliosi diorama di Richard Tuschman. Richard Tuschman è un artista polacco, divenuto famoso di recente per i suoi diorama estremamente realistici e allo stesso tempo quasi surreali.

I surreali e meravigliosi diorama di Richard Tuschman

Richard ha studiato pittura ma è sempre stato appassionato di fotografia; quando è stato introdotto photoshop e si è diffusa la graphic design, l’artista ha finalmente potuto mettere insieme tutte le sue passioni e creare qualcosa di completamente nuovo. Ispirandosi ai dipinti di Edward Hopper, a cui ha dedicato anche una serie di opere, Tuschman ha creato dei diorama a partire da vecchie foto personali e altre trovate per caso, o fotografando apposta delle persone per poi metterle insieme in modo originale. Per il primissimo diorama che ha composto, ha ricreato il dipinto di Hopper Hotel by A Railroad, fotografando una modella in più pose e inserendo se stesso nel ruolo dell’uomo; grazie alle piccole dimensioni del diorama, ha potuto provare diverse opzioni di illuminazione e inserire le foto dove e quando preferiva.

"Hopper Meditations": Photos of Intimate Bedroom Scenes Inspired by the Great American Painter. Imitation may be the sincerest form of flattery, but it can often go so wrong.

"Hopper Meditations": Photos of Intimate Bedroom Scenes Inspired by the Great American Painter

Painter, photographer, and “assemblist” Richard Tuschman, set his sights on Edward Hopper for his series Hopper Meditations, resulting in a take on and a nod to Hopper’s command of mood, composition, tone, and hue, and an ode to his vision and unparalleled singularity. The reverse of “photorealism” (what could we call that?) Occurs in this series, with Tuschman’s playful take on Hopperesque scenes, replete with apartment details, cityscapes, and the unspoken malaise of a woman too beautiful to be let out of the house. We asked Tuschman for details about this tonally arresting work. How did you want to see Hopper’s work echoed photographically? “The idea of digitally marrying dioramas and live models brings together several of the different working methods I have employed from the past 30 odd years. “The introduction of Photoshop in 1990 launched my (ongoing) career as a digital photo-illustrator.

Richard Tuschman Images. Le meditazioni di Edward Hopper.