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Teoria e critica

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La lettura dell’opera d’arte. La prima volta che ho affrontato l’analisi di un’opera d’arte mi è sembrato di praticare quasi una “vivisezione“, una brutale scomposizione dei vari aspetti dell’opera tale da far perdere all’oggetto artistico ogni suo fascino. Di certo non è un approccio particolarmente emozionante, ma di sicuro un buon metodo di analisi delle opere artistiche è un alleato fondamentale per lo studio della storia dell’arte.

Il punto di partenza è quello, molto completo e ben articolato, proposto da Gianni Sciolla nel suo saggio “Insegnare l’arte, proposte didattiche per la lettura degli oggetti artistici”. Gli elementi da prendere in considerazione riguardano la triade opera-artista-contesto come specificato in questa scheda: Download (PDF, 34KB) Ma cosa bisogna inserire nelle varie voci? Download (PDF, 4.3MB) A questo punto l’analisi può essere effettuata in forma di scheda sintetica come questa sulla Venere di Willendorf. Download (PDF, 90KB) The Solomon R. Guggenheim Museum : Free Texts : Free Download, Borrow and Streaming. Catalog of an exhibition selected and presented by Diane Waldman at the Solomon R.

Guggenheim Museum, New York, May 4-June 25, 1967 Topic: Cornell, Joseph Catalog of an exhibition held at the Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Feb. 27-May 3, 1987; and elsewhere Topic: Alechinsky, Pierre, 1927- Catalog of an exhibition held at the Solomon R. Guggenheim Museum, New York, April 24 - July 19, 1981 Topic: Gorky, Arshile, 1904-1948 "Exhibition 66/1"--Colophon Topics: Drawing, European, Drawing Catalog of an exhibition held at the Solomon R. Catalog of an exhibition held at Solomon R. The Solomon R. By Delaunay, Robert, 1885-1941; Rosenthal, Mark (Mark Lawrence); Drutt, Matthew; Deutsche Guggenheim Berlin; Solomon R. Texts eye favorite 10 comment 0 Catalog of an exhibition held at Deutsche Guggenheim Berlin, Nov. 7, 1997-Jan. 4, 1998 and at the Solomon R.

Bibliography: p. 75-76 Topics: Kandinsky, Wassily, 1866-1944, Solomon R. By Solomon R. Favorite 5 favorite 11 by Solomon R. Favorite 7 favorite 0. Storia della critica d'arte: forma e relazioni, il metodo di Roberto Longhi. Studiare l'arte confrontando gli opposti. Un esempio più “artistico” potrebbe essere quello della coppia luce-ombra. Non si può cogliere la presenza della luce se non è presente anche il suo opposto, cioè l’ombra. E questa non esisterebbe se non ci fosse la luce. È un concetto che l’architetto Louis Kahn esprime in modo molto poetico quando dice “The sun never knew how great it was until it hit the side of a building” (il Sole non conobbe mai la sua magnificenza fin quando non ha colpito il fianco di un edificio).

Ma cosa c’entra tutto questo con lo studio della storia dell’arte? È presto detto. Col tempo mi sono accorta che tanti concetti che credevo di spiegare in modo sufficientemente chiaro, risultano invece incomprensibili allo studente in quanto non appartengono a categorie a lui familiari. Quando, invece, presento un concetto insieme al suo opposto, ecco che la sua essenza salta agli occhi in maniera lampante e risulta definita proprio dal confronto con ciò che non è.

Dal punto di vista didattico, tuttavia, funziona. L'ego dei curatori di mostre è la rovina dell'arte. Dal numero di pagina99 in edicola il 15 ottobre 2016 “Curazionismo” è un lemma da inserire nella lista delle parole orrende del nostro tempo. L’idea di trovarsi, o di avere attraversato, l’epoca del curazionismo fa ribrezzo.

Tuttavia, comunque lo si voglia chiamare, è verissimo che il fenomeno ha assunto proporzioni talmente imponenti da riempire scaffali di biblioteche, dipartimenti universitari e, in un’accezione più ampia di quella espositiva, ha plasmato in modo irreversibile le nostre vite individuali e collettive, o meglio i nostri lifestyle. Questa, almeno, è la versione di uno degli ultimi saggi stampati e tradotti sull’argomento, Curationism. How Curating Took Over the Art World and Everything Else (tradotto in italiano col titolo Curatori d’assalto), del critico canadese David Balzer. «A che cosa si deve l’ascesa del curatore?

Nonostante la premessa, il libro non è affatto configurato come un saggio teorico, ma mantiene un registro fortemente narrativo, quasi mondano. Perché tutti odiano l'arte contemporanea? Paul McCarthy, Complex Pile, Hong Kong nel 2013 Il rapporto tra arte contemporanea e grande pubblico è la classica storia d’amore impossibile, che va ben oltre il classico commento "mia figlia potrebbe fare questa roba in cinque minuti. " Come si è arrivati a questa situazione? Cosa ha reso le espressioni artistiche contemporanee così indigeste per la massa? Esistono mille buone ragioni. Ve ne elenchiamo giusto qualcuna che abbiamo raggruppato con inalterato affetto e altrettanto fastidio. 2014, estratto di un testo di Jean-Claude Philipot. Perché l'arte contemporanea si allinea alla violenza della società contemporanea E non fa nulla per combatterla.

Una manifestante che protesta fuori dalla mostra di Takashi Murakami a Versailles nel 2010. Perché l'arte contemporanea ha ucciso il lavoro Finanziare la creazione artistica è una preoccupazione borghese. Perché gli operatori del mercato dell'arte pensano di essere divinità scese in terra... Ad Reinhardt, How to Look at Modern Art, 1946. Umberto Eco. Tra arte, filosofia ed estetica. Scritto da Davide Dal Sasso | domenica, 6 marzo 2016 · 0 Umberto Eco nella sua biblioteca ESTETICA E ARTI CONTEMPORANEE Le varietà espressive nel linguaggio in generale e nella produzione di forme in particolare sono temi ricorrenti nella vasta produzione teorica di Umberto Eco che regolarmente porta sotto la lente di ingrandimento della filosofia la casistica delle arti.

Un esempio lo troviamo in Kant e l’ornitorinco (1997). Nel corso della sua dissertazione sull’essere, prima di presentare alcune ipotesi sui modelli cognitivi della mente, Eco pone attenzione al lavoro degli artisti e in particolare dei poeti. Incoraggiando le nostre interrogazioni sull’essere, essi ci invitano “a considerare le cose da un punto di vista inconsueto”, “all’urto con il concreto”, “all’impatto di un individuale in cui si sfarina la fragile impalcatura dei nostri universali” attraverso “una continua reinvenzione del linguaggio” (Eco 1997: 23).

Umberto Eco, La definizione dell’arte, Garzanti 1983. Cosa fa di un'opera d'arte un'opera d'arte? Alda Fendi vuole comprare le scatole usate durante la visita di Rouhani per coprire le statue capitoline. Ma possono delle scatole essere opere d’arte? Pubblicato La vicenda delle statue dei Musei Capitolini coperte da degli anonimi pannelli in cartongesso (per non offendere il presidente iraniano Rouhani in visita a Roma), non è più “solo” un caso che ha toccato la pubblica opinione, il web, la politica, la stampa nazionale ed internazionale; col passare dei giorni il dibattito è arrivato anche a vette di ordine filosofico/estetiche.

A questo proposito, e a cavalcare l’onda di questo incidente si è inserita Alda Fendi. Leggi anche: Phil Stein è l’artista della settimana Per comprendere un po’ meglio la portata di queste affermazioni, forse, prima servirebbe porci una domanda: cos’è che fa di un’opera d’arte un’opera d’arte? Pragmaticamente verrebbe da dire: un po’ di tutto questo, nel giusto equilibrio, contribuisce a rendere un’opera d’arte tale. A voi l’ardua sentenza. Segui. Arts & Food è una mostra ideologica. Paparoni attacca Celant | Artribune. Scritto da Massimiliano Tonelli | venerdì, 18 settembre 2015 · 2 Arts&Foods, Triennale di Milano Non scrivi mai recensioni di mostre. Come mai questa volta hai sentito l’esigenza di farlo? Arts & Food non è un’esposizione qualunque, ma una grande mostra realizzata in occasione dell’Esposizione Universale di Milano.

A una mostra del genere è richiesto più rigore di quanto se ne richieda a qualunque altra, non fosse altro perché rimane agli atti come un documento scientifico cui far riferimento negli anni a venire. Com’è facilmente dimostrabile, la mostra è faziosa, grossolana sul piano critico, carente su quello storico e spesso fuori tema. Sono critiche pesanti, soprattutto se si considera che si tratta di una mostra milionaria e che il suo curatore ha percepito la cifra record di 750mila euro. Arts & Foods.

Per quanto riguarda il tema, però, la maggior parte delle opere e degli oggetti in mostra fa riferimento al cibo. Altro esempi? E infatti c’è il catalogo. Massimiliano Tonelli. Curatela digitale: l’arte in un profilo Instagram. Selezione di una o più immagini, filtraggio come restaurazione, ordine di caricamento come logico percorso espositivo: Instagram rientra sotto l’ormai onnipresente voce di “curatela”, dove l’elemento digitale rende mobile e fluido ciò che altrove avremmo chiamato museo. Lasciando a Facebook le sue bacheche, molto più statiche e molto meno ricreative di una griglia quadrettata, il social network del visivo – che dal 2010 mette in gioco, discussione e pericolo il valore della fotografia – risponde oggi alla dominante necessità comunicativa di sviluppare nuove strategie del vedere e del mostrare.

Le dinamiche dell’instagrammabile sono il risultato delle spinte inscindibili di imitazione-differenziazione, o meglio, si percorre una via che tutti percorrono, la piattaforma universalmente e socialmente attiva, appagando al contempo il bisogno di distinzione e riconoscibilità individuale con un profilo a prova d’arte. Filiberto Menna. Tra pedagogia e impegno politico | Artribune. Scritto da Antonello Tolve | martedì, 11 agosto 2015 · 0 Filiberto Menna a una manifestazione Accanto alle proposte avanzate nel 1966 Sulla educazione artistica e a una serie di manovre portate avanti nell’ambito dell’insegnamento universitario, Filiberto Menna ha espresso negli anni una militanza pedagogica che, dall’osservatorio privilegiato dell’arte, ha allungato lo sguardo sul campo della politica e delle riforme scolastiche con lo scopo di promuovere un equilibrio tra differenti saperi. Per creare, cioè, una gestione democratica della cultura e una interdipendenza polifonica in grado di garantire una maggiore armonia – un rapporto dialettico – tra la dimensione individuale e la dimensione sociale, tra il privato e il pubblico, tra l’io e il noi, tra il mondo degli intellettuali e quello delle istituzioni.

Tra il dentro e il fuori, più precisamente. Antonello Tolve Articolo pubblicato su Artribune Magazine #24. Intervista con Marco Senaldi. Filosofia, cinema, arte. | Artribune. Scritto da Marco Enrico Giacomelli | giovedì, 30 luglio 2015 · 1 Marco Senaldi Nel 2003 pubblichi con Meltemi – casa editrice romana che purtroppo ha chiuso i battenti, dopo aver dato un contributo importantissimo alle “scienze umanistiche” – un libro che si intitola Enjoy!

Il godimento estetico… Meltemi, fondata da Marco Della Lena, scomparso troppo presto, e dalla sua compagna Luisa Capelli, è davvero stato un editore in grado di colmare uno di quei vuoti che periodicamente si creano nella trama culturale italiana. Siamo un Paese ingrato e dalla memoria corta, che quindi non riconoscerà in tempi brevi questi meriti; io però, personalmente, non solo non ho alcun rammarico di essere stato l’autore di un editore che ha chiuso, ma ne vado anzi fiero: Enjoy poteva uscire solo da Meltemi. Affrontare allora (ma in realtà anche oggi) il tema del piacere nella fruizione dell’arte poneva senz’altro almeno un problema: quello di contrastare un’idea algida della ricezione dell’arte contemporanea. Cos’è l’arte? Riflessione II: menzogna, evasione o connessione col mondo?

By Luca Mori | 9 aprile 2015 | Category arte e filosofia Uno strano esercizio, questo, in una scuola, della cui idea sono debitore a Ugo Morelli. La classe di solito non se lo aspetta. Si deve lavorare sull’arte da un punto di vista filosofico: come iniziare la conversazione? Ad esempio, disponendosi in cerchio e, senza guide né suggerimenti, discutendo di un paio di frasi proposte dal formatore, per un certo tempo… Ecco cosa succede. Le due citazioni scelte: “Chi dice arte dice menzogna” (Balzac)“Non c’è via più sicura per evadere dal mondo, che l’arte; ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Goethe) Discussione in una classe III media: Non riescono a parlare per 5 minuti. Ricordate l’esperimento del quadrato rosso? Il quadro rosso è o non è un’opera d’arte? 15 su 22 pensano che possa essere un’opera d’arte; 2 sostengono in modo netto che non può essere opera d’arte.

E se ci sono più quadri rossi? Discussione in una classe II media: Discussione in un’altra seconda media. Analisi dell’opera d’arte. In queste pagine troverai tutte le informazioni per compilare la tua scheda di analisi dell’opera d’arte: tutte le voci che riguardano l’opera d’arte possono essere applicate a qualsiasi opera. Seguendo questo schema potrai compilare una scheda riassuntiva e completa su tutto ciò che riguarda l’opera.