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Eschilo - Agamennone

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Cassandra e il dramma della incomunicabilità. Cassandra, la profetessa priva del dono della persuasione, è un sublime personaggio tragico.

Cassandra e il dramma della incomunicabilità

Il suo dramma, quello dell’incomunicabilità, è il dramma dell’essere umano di tutti i tempi, poiché è il linguaggio a costituirci come esseri sociali e morali. Linguaggio corporeo, linguaggio dei segni, linguaggio verbale, ciascuno di loro richiede un codice diverso, un diverso canale e contesti specifici nella trasmissione dei messaggi, e ciò mostra la complessità e il grande rischio di fallimento del processo di comunicazione. In questo senso, siamo tutti delle “Cassandre” quando esprimiamo i nostri dubbi, verità, sogni e desideri. Figlia di Priamo ed Ecuba, i re di Troia, Cassandra e il suo gemello, Eleno, furono dimenticati dai genitori nel tempio di Apolloi. Il giorno dopo, Ecuba trovò due serpenti che leccavano le orecchie e le labbra dei bambini. Eleno ricevette il dono della mantica induttiva; Cassandra quello della mantica dinamica. Tesi_dottorato_LuisaAndreatta. Engramma - la tradizione classica nella memoria occidentale. Anna Banfi Orestea, da Eschilo a Pasolini: la parola alla polis* Vorrei partire da una data, il 5 ottobre 1959, e da una lettera che in quella data Luciano Lucignani – regista insieme a Vittorio Gassman dell’Orestiade 1960 – scrive a George Thomson, autore di Aeschylus and Athens.

engramma - la tradizione classica nella memoria occidentale

Lucignani scrive: “[…] Scartata la soluzione 'archeologica' (che è la sola ad aver ispirato da trent’anni a questa parte tutte le messinscene di opere dell’antichità classica nel nostro paese), e scartata, con altrettanta decisione, quella che impropriamente definiremo 'estetica' (cioè interpretazione della poesia greca senza riferimento ai suoi rapporti con la storia politica e sociale), non resta che una decisa, intransigente, interpretazione 'storica'. Insomma Pasolini non era il classico traduttore a cui l’Istituto del Dramma Antico si rivolgeva per le traduzioni dei testi da rappresentare nei propri spettacoli. Anche il teatro – ne sono convinta – può fare molto, può svolgere un ruolo serio e determinante. L'Orestea rivive a Siracusa con un Eschilo contemporaneo. Nella trilogia dell'Orestea (composta dalle tragedie Agamennone, Coefore ed Eumenidi) Eschilo esalta l'avvento di un ordine superiore ai conflitti familiari e tribali.

L'Orestea rivive a Siracusa con un Eschilo contemporaneo

E racconta la nascita della democrazia e il passaggio a una società umanistica e complessa. Il senso dell'operazione del regista Pietro Carriglio, chiamato a firmare i tre allestimenti per il ciclo di rappresentazioni classiche dell'Inda, è raccolto nel finale quando questa riflessione sulla nascita di una nuova civiltà, si sposta dall'orchestra del Teatro greco sui gradoni dove siede il pubblico. Qui, una personalità sempre diversa del mondo civile o culturale, illuminato da un faro si alza a leggere un brano del saggista George Thomson che conclude: «Comincia il regno della giustizia» a sottolineare, con l'istituzione del primo tribunale della storia, il passaggio alla legalità, e con un rimando particolare alla Sicilia di oggi che vuole affermare la sua voglia di riscatto da ogni tipo di connivenza illegale.

L’Orestea di Eschilo secondo Severino. Il 15 luglio 2014 è stata organizzata all’Anfiteatro Romano di Arezzo una rappresentazione filosofico-teatrale sull’ Orestea di Eschilo, basata sulla traduzione fattane dal professor Emanuele Severino e poi messa in scena nel 1985 dal regista aretino Franco Parenti.

L’Orestea di Eschilo secondo Severino

L’evento s’inseriva all’interno della rassegna culturale di carattere internazionale Icastica, giunta alla sua seconda edizione. La raffinata lectio magistralis del filosofo bresciano è iniziata dopo l’altrettanto notevole lettura teatrale di alcuni passaggi scelti. Agammennone : “Inno a Zeus” e “la riflessione del coro intorno a dike”; Le Eumenidi: “la riflessione delle Erinni intorno alla possibile assoluzione di Oreste” e “”il corteo finale delle Erinni” – ad opera proprio di quel Maurizio Schmidt che fu uno degli attori scelti da Franco Parenti per la prima messa in scena.

118.pdf. Quattro note all'Agamennone di Eschilo. Quattro note all'Agamennone di Eschilo (vv. 690,730,741,1030) La seconda congettura,proposta da F.H.Bothe nel 1831, è Jl11À.o<j>ovounv èhau; A questo proposito va ricordato che già nel codice T si legge un èv aggiunto nello spazio interlineare sopra a-rmcrtv.

Quattro note all'Agamennone di Eschilo

Agamennone. "Orestea" di Eschilo - "Agamennone" L'Orestiade di Eschilo tradotta da Pier Paolo Pasolini - Teastro. "Pagine corsare"Teatro L'Orestiade di Eschilotradotta da Pier Paolo PasoliniLa messa in scena dell'opera (INDA, Siracusa) L'Orestiade di Eschilo, la trilogia composta da Agamennone, Coefore e Eumenidi, è stata tradotta da Pier Paolo Pasolini su commissione dell'Inda (Istituto Nazionale del Dramma Antico) nel 1960 per il XVI ciclo delle Rappresentazioni classiche.

L'Orestiade di Eschilo tradotta da Pier Paolo Pasolini - Teastro

Una traduzione voluta da Vittorio Gassman che, insieme a Luciano Lucignani, curò la regia teatrale della trilogia, e che si propose di darne una versione moderna anche attraverso l'uso di mezzi tecnici teatrali innovativi e suggestivi. Lo stesso Pasolini darà informazione sui criteri seguiti nel lavoro commissionatogli nella "Lettera del traduttore" (1960), già presente in "Pagine corsare" La storiaAtene 459/458 a.C.: Eschilo mette in scena l'Orestea nel cuore di un decennio decisivo in cui la città raggiunge il culmine della propria potenza militare ed egemonia politica. Eschilo: Agamennone (testo integrale)