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HOLOCAUST AND ITALY

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Arbeit Macht Frei CC BY ND 2.0 Mariusz Cieszewski. LE LEGGI RAZZIALI DEL 1938: STORIE E TESTIMONIANZE. GLI EBREI E L`ITALIA. Nel 1938 la stretta alleanza tra Mussolini e Hitler conduce all’introduzione della legislazione antiebraica.

LE LEGGI RAZZIALI DEL 1938: STORIE E TESTIMONIANZE. GLI EBREI E L`ITALIA

Tali scelte causano un peggioramento delle relazioni con la Santa Sede, che inizia a stabilire contatti con i gruppi dell’antifascismo, incluso i comunisti. Nel luglio del 1938 viene pubblicato il manifesto degli scienziati razzisti, in settembre viene varata dal Consiglio dei ministri una serie di provvedimenti antisemiti, nel novembre un nuovo decreto antisemita, varato dal governo in applicazione delle direttive date dal Gran Consiglio del fascismo nella riunione del 6 ottobre, inasprisce divieti e limitazioni.

L’unità didattica si avvale delle preziose testimonianze dei protagonisti di questa oscura pagina di storia. Tags Condividi questo articolo. L'Italia. Nell’ottobre del 1922, il Re Vittorio Emanuele III affidò al capo del Partito Fascista, Benito Mussolini, l’incarico di Primo Ministro.

L'Italia

Nel corso dei sette anni successivi i Fascisti crearono e consolidarono una dittatura a partito unico, ma ciò nonostante Mussolini non riuscì mai a creare una dittatura di tipo assoluto in quanto, da un lato, la Monarchia rimase indipendente dal Partito Fascista e il Re continuò, almeno in teoria, ad essere il comandante in capo delle forze armate; e dall’altro, nonostante Mussolini fosse il leader indiscusso del Partito Fascista, la sua funzione rimase nominalmente soggetta all’approvazione del Gran Consiglio del Fascismo.

Nel 1933, la comunità ebraica italiana, una delle più antiche d’Europa, contava circa 50.000 membri. Gli Ebrei avevano vissuto in Italia per più di duemila anni e all’inizio degli anni Trenta si potevano considerare pienamente integrati nella cultura e nella società del paese. *Questo articolo è stato aggiornato il 23 marzo 2010. La persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945. I nazisti concepirono e condussero il secondo conflitto mondiale come guerra razzista e di sterminio e come crociata contro il nemico bolscevico.

La persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945

La guerra, iniziata nel settembre 1939, avrebbe dovuto ridisegnare la carta geografica dell’Europa creando un immenso “spazio vitale” che garantisse alla Germania le risorse necessarie e fosse abitato da una gerarchia di popoli su base razziale. In questo contesto fu possibile realizzare lo sterminio degli ebrei, conseguenza di un complesso processo decisionale in cui Hitler ebbe un ruolo fondamentale. Mentre gli ebrei polacchi vennero rinchiusi nei ghetti, quelli dei paesi occupati ad ovest furono vittime di misure legislative sempre più radicali. L’aggressione all’Unione Sovietica nell’estate del 1941 segnò l’avvio di massacri in massa di ebrei.

Nell’autunno 1941, con la deportazione degli ebrei dalla Germania, ebbe inizio lo sterminio sistematico: l’eliminazione di milioni di ebrei europei in appositi centri di morte. Gli ebrei reggiani dal 1918 al 1945. A cura di Mirco Carrattieri.

Gli ebrei reggiani dal 1918 al 1945

La comunità ebraica reggiana risultava già molto ridotta di numero dopo le migrazioni di inizio secolo e la Prima Guerra Mondiale. Nel 1913 si estinse l’antica comunità di Novellara, nel 1921 la Comunità ebraica di Correggio fu aggregata a quella di Reggio, nel 1925 venne sancita la scomparsa ufficiale della comunità di Scandiano. L’avvento del fascismo non modificò significativamente la situazione, anzi furono numerosi gli ebrei che aderirono al regime, raggiungendo anche ruoli di responsabilità politica (come Gian Battista Sinigaglia, podestà a Correggio nel 1928 o Sergio Finzi, fascista della prima ora e segretario del fascio locale negli anni Trenta) o economica (come Augusto Tedeschi fra gli avvocati o Benedetto Melli tra i commercianti). Ci furono però ebrei anche tra gli antifascisti, come il socialista prampoliniano Gino Ravà o il simpatizzante comunista Alessandro Cantoni. La questione ebraica.

Levi se questo e un uomo. 429 LE%20LEGGI%20RAZZIALI. Fondazione Fossoli. A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è ancora visibile il Campo costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici (Pg.73).

Fondazione Fossoli

Nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa Campo poliziesco e di transito (Polizei und Durchgangslager), utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti. I circa 5.000 internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück. Dodici i convogli che si formarono con gli internati di Fossoli, sul primo diretto ad Auschwitz, il 22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di "Se questo e un uomo" e nella poesia "Tramonto a Fossoli".

Fossoli è stato il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall'Italia. Olocausto italia. Fascismo: le leggi razziali. Le leggi razziali (1938) Il Manifesto della razza La Carta della razza Difesa della razza.

Fascismo: le leggi razziali

3 I bambini italiani nella Shoah. La Shoah e l'Italia nella storiografia (Frediano Sessi - David Meghnagi)