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Letteratura e gastronomia. L'ALIMENTAZIONE DEI SOLDATI NELLE GUERRE MONDIALI. Di G. Gandolfi. Uno degli argomenti meno trattati nella ampia letteratura dei conflitti del XX secolo è certamente la necessaria logistica occorrente alle truppe di prima linea, già duramente impegnate nei combattimenti ed, in seguito, in avanzate lampo che rendevano la catena dei rifornimenti lunga e vulnerabile.

L'ALIMENTAZIONE DEI SOLDATI NELLE GUERRE MONDIALI. Di G. Gandolfi

Nella Prima Guerra Mondiale la guerra di trincea, nella sua massima espressione di stazionamento, consentì un più agevole approvvigionamento ma l'alto numero di soldati coinvolti e la scarsa cognizione del problema costituì un'enorme difficoltà per i soldati, che si trovarono per mesi stipati nella buie e fangose trincee, a pochi metri da quelle nemiche, sotto il tiro costante delle opposte artiglierie e in balia delle terribili armi chimiche. Non solo i soldati patirono quindi la fame ma le privazioni furono terribili anche nella popolazione civile coinvolta necessariamente da conflitti che infiammavano tutta l'Europa.

Seconda Guerra Mondiale e Alimentazione: come si mangiava al tempo dei Partigiani? Durante la Seconda guerra mondiale, le ristrettezze interessavano l’alimentazione come tutti gli aspetti della vita.

Seconda Guerra Mondiale e Alimentazione: come si mangiava al tempo dei Partigiani?

Evoluzione cucina. ITALIANI A TAVOLA - La seconda guerra mondiale. Negli anni tragici della Seconda guerra mondiale, le restrizioni alimentari obbligano gli italiani ad economizzare su tutto.

ITALIANI A TAVOLA - La seconda guerra mondiale

Bambini e cibo, la convivialità è l’approccio migliore - Università degli Studi di Milano-Bicocca. Milano, 13 dicembre 2013 – I bambini sono più invogliati a magiare correttamente se l’approccio con il cibo è legato a esperienze sociali e didattiche positive e gradevoli e a contesti educativi in cui il bambino si senta accolto e ascoltato: lo rivela lo studio “Cibo, cultura e identità – possibili percorsi per la scuola primaria”, presentato questa mattina all’Università di Milano-Bicocca nel corso del convegno “Star bene a tavola: percorsi di educazione alimentare a scuola”, promosso da Regione Lombardia (Assessorato agricoltura e foreste), Dipartimento di Scienze umane per la Formazione “Riccardo Massa" dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale.

Bambini e cibo, la convivialità è l’approccio migliore - Università degli Studi di Milano-Bicocca

MONTESSORI E ALIMENTAZIONE MAGGIO 2014. Maria Montessori e l’alimentazione infantile · Tra gusto e disgusto! Narrazioni di percorsi educativi attorno al cibo · MOdE. Il tema dell'alimentazione infantile rappresenta una questione di fondamentale importanza per Maria Montessori, a partire dall'istituzione della sua prima Casa dei Bambini, realizzata nel 1907, in via dei Marsi n. 58, al piano terra di un «casamento popolare», appena ristrutturato nel povero e disagiato quartiere di San Lorenzo a Roma.

Maria Montessori e l’alimentazione infantile · Tra gusto e disgusto! Narrazioni di percorsi educativi attorno al cibo · MOdE

L'anno successivo, nel 1908, l'avvio di nuove Case dei Bambini all'interno del quartiere operaio della Società Umanitaria, consente alla studiosa di sperimentare ulteriormente le sue teorie sull'educazione alimentare, a cui dedicherà molto spazio nel suo volume, Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini, pubblicato nel 1909. Cibo e sociologia appunti. Il cibo e la ritualità. Di Vincenzo Crosio, Docente nelle scuole superiori e docente relatore all’Istituto degli studi storici e filosofici di Napoli.

Il cibo e la ritualità

Il cibo, il pasto come eloquente segno di civiltà, dello stare insieme per uno scopo che non è semplicemente ‘il mangiare’ ma il mangiare secondo una modalità formale, in alcuni casi rituale, scandito da un ritmo con un inizio, con una fine e con delle regole che spesso definiamo di buona educazione, è una cultura o meglio una culturazione della coscienza e del tempo storico. Antropologicamente è l’inizio del veramente umano forse di più della domesticazione, delle abitudini scritte, delle stesse edificazioni urbane. Senza pasto e senza pasto in comune secondo un rito, forse non ci sarebbe l’umano, lo scambio simbolico, poetico, sintattico tra l’uomo e la comunità che lo ospita.

NS08 2015 Sanna. Mortillaro La dieta del saggio. Centro AMA - Antropologia del mondo antico - Università di Siena. Quotidiano Honebu di Storia e Archeologia: Seneca e il banchetto in antichità, rito di opulenza. Seneca e il banchetto in antichità, rito di opulenza.

Quotidiano Honebu di Storia e Archeologia: Seneca e il banchetto in antichità, rito di opulenza

A metà del I sec. d.C., Seneca si lamentava delle sofisticate abitudini gastronomiche dei suoi contemporanei: “Convogliano da ogni parte tutti i cibi noti al palato più esigente; si trasporta dall’Oceano, ai confini del mondo, ciò che lo stomaco guastato dalle raffinatezze lascia appena entrare: vomitano per mangiare, mangiano per vomitare, e non si danno neppure la pena di digerire le pietanze reperite in ogni angolo della terra”. La Cultura rende liberi: IL BANCHETTO NELL'ANTICA ROMA. Il termine banchetto si riferisce ad un pasto collettivo contrassegnato da un carattere di ritualità.

La Cultura rende liberi: IL BANCHETTO NELL'ANTICA ROMA

Il pasto costituiva spesso, già in origine, un atto dotato di valenza rituale e religiosa: conservavano tale carattere non solo i banchetti rituali delle divinità, dei morti, delle cerimonie pubbliche, ma anche i pranzi privati cui assistevano gli dei onnipresenti. Al significato comunitario del banchetto si associavano quelli dell'ospitalità (ξενία) e del dono. 56939 72086 1 PB. La funzione metaforica del cibo nella poetica di Giovanni Pascoli. Notizie 2012 mag. Letteratura e gastronomia. Cibo e letteratura. Il Manifesto della cucina futurista. Una vera e propria campagna per l'affermazione di una tavola avanguardista, con teorie e proposte concrete, prese avvio il 28 dicembre del 1930, quando Filippo Tommaso Marinetti pubblicò sulla Gazzetta del Popolo di Torino il Manifesto della cucina futurista, scritto che venne rilanciato nel gennaio successivo sulla Cucina italiana di Umberto Notari.

Il Manifesto della cucina futurista

Il Manifesto della Cucina Futurista di Filippo Tommaso Marinetti Il Futurismo italiano, padre di numerosi futurismi e avanguardisti esteri, non rimane prigioniero delle vittorie mondiali ottenute "in venti anni di grandi battaglie artistiche politiche spesso consacrate col sangue" come le chiamò Benito Mussolini. Pp dimensione culturale cibo. Troiserioda barbara tesi. 6 menu futurista. Stomaco, cervello, cuore. Oltre l'uomo è ciò che mangia. Dott.

Stomaco, cervello, cuore. Oltre l'uomo è ciò che mangia.

Fabio Dellavalle Università degli Studi di Torino Corso di Laurea Magistrale in Filosofia Stomaco, cervello, cuore. Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo - Massimo Montanari. LA SPETTACOLARIZZAZIONE NELL'ODIERNA CULTURA DEL CIBO. “Oggi tutto si spettacolarizza. L’unica educazione alimentare è quella al cibo come consumo, come semplice carburante da ingurgitare. È lo specchio della società individualista di oggi”.

Lo ha affermato Padre Enzo Bianchi, il Priore della Comunità Monastica di Bose, a Forlimpopoli, in occasione dell’assegnazione del Premio Artusi 2014. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato “a un personaggio internazionale che a qualsiasi titolo si è distinto per l’originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra l’uomo e il cibo”. Un’ampia riflessione sul rapporto tra uomo e cibo, raccolta nel libro “Il pane di ieri” (Einaudi, 2010). La filosofia del cibo secondo la POP ART: l'alimento come puro oggetto. Pop-Art ancora oggi è sinonimo di arte popolare, la cui filosofia espressiva di esasperazione della globalizzazione di massa si ripercosse anche sul cibo. Roy Lichtenstein - Hot dog (1964) Bello da mangiare : il cibo dall'arte al food design.

Evoluzione del concept Food Design: intersezioni storiche tra cibo, design e cultura alimentare occidentale - AIS/Design. Il testo propone una riflessione di ampio respiro sui temi dello sviluppo tecnologico nel settore alimentare e del suo rapporto con la società e i territori, evidenziando il ruolo delle ideologie e della critica del design: sia attraverso la lettura dei fenomeni da parte di esperti, sia di comunità che hanno espresso attività culturalmente mediate e situate nel quadro del sistema globalizzato del cibo. Il saggio nel suo complesso delinea l’evoluzione del rapporto design e alimentazione dalla seconda metà dell’800 all’attualità, nel contesto italiano e del Nord America.

Gli esempi qui presentati dimostrano come la transizione verso una società di massa abbia fornito un ambiente fertile per far interagire il mondo del cibo e quello del design. Nel suo sviluppo, il food design si è andato consolidando come un ambito di studi interdisciplinare che nel rispetto della diversa natura culturale dei contesti ha individuato appropriate linee di ricerca.