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I curdi

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Kurdistan: Diyarbakir, cioè Amed, la via curda per un futuro di libertà. CHE COSA VOGLIONO I CURDI? Ieri e oggi. Lo stesso dolore, gli stessi volti, la stessa disperazione.

ieri e oggi

Fa impressione mettere a confronto le foto che ritraggono i profughi curdi nel campo turco di Cukurca, in fuga dall'Iraq di Saddam Hussein e dal suo tentativo di "arabizzare" le zone curde del Paese, nel 1991, con quelle delle migliaia di curdi che oggi arrivano a Suruc, sempre in Turchia, scappando dalle violenze dello Stato Islamico in Siria. Immagini scattate a distanza di 23 anni, in cui forse l'unica differenza è tra il bianco e nero usato allora dal fotografo Srdjan Zivulovic e i colori utilizzati oggi dai reporter della Reuters Kai Pfaffenbach e Murad Sezer. I curdi sono oggi circa 50 milioni, sparsi in Turchia, Iraq, Siria e in Iran. Un’area – il Kurdistan – non riconosciuta come Stato indipendente.

Clicca sulle foto. Turchia e Curdi. I curdi in Iraq: uno sguardo al passato per capire il presente. La recente attenzione internazionale sull’Iraq e sui combattenti Peshmerga ha dato all’Occidente l’idea d’un Kurdistan iracheno come entità del tutto indipendente e svincolata dal governo centrale di Baghdad.

I curdi in Iraq: uno sguardo al passato per capire il presente

Si tratta d’una mezza verità, d’una situazione che la guerra degli ultimi mesi ha modificato, dando probabilmente forza all’entità che vorrebbe diventare uno Stato indipendente. La religione curda. La religione originaria dei curdi era lo mazdeismo.

La religione curda

Zarathustra era contemporaneo ai principali imperatori Medi. Religione estremamente tollerante con altre fedi e modi di pensare, riuscì a diffondersi in molte altre regioni, ma non poteva impedire la diffusione di altri credi. Probabilmente ebbe una notevole influenza culturale sulle grandi religioni monoteiste che poi l'avrebbero quasi soppiantata. Sei cose sull'attentato ad Ankara. Ieri durante una manifestazione per la pace ad Ankara, la capitale della Turchia, due bombe sono esplose uccidendo 95 persone e ferendone altre 245 in quello che è stato il più grave attacco terroristico nella storia del paese.

Sei cose sull'attentato ad Ankara

Le due esplosioni sono avvenute vicino alla stazione centrale di Ankara, poco prima dell’inizio di una manifestazione organizzata da sindacati e ONG, a cui partecipavano diversi partiti d’opposizione. La maggior parte dei partecipanti erano curdi e simpatizzanti dell’HDP, il principale partito curdo che alle scorse elezioni ha ottenuto un risultato storico diventando il terzo partito del paese. Sabato sera migliaia di persone hanno marciato per Ankara in solidarietà con le vittime dell’attentato. Attacco ad Ankara: Turchia in piazza. "Isis dietro l'attacco. Uno dei due kamikaze fratello di attentatore a Suruc". Il giorno successivo alla carneficina è il momento della solidarietà.

Attacco ad Ankara: Turchia in piazza. "Isis dietro l'attacco. Uno dei due kamikaze fratello di attentatore a Suruc"

Sono iniziati oggi i tre giorni di lutto nazionale per l’attentato kamikaze alla marcia per la pace organizzata dai filo-curdi, l’attentato più grave della storia della Turchia moderna. Il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, ha detto che i morti sono più di 120 e i feriti circa 500. Fonti ufficiali parlano invece di 95 vittime e 508 feriti. La strage ad Ankara. Almeno 95 persone sono morte e 245 sono rimaste ferite nel centro di Ankara, la capitale della Turchia, a causa di due esplosioni che hanno colpito una manifestazione di protesta contro la guerra tra governo turco e PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, un movimento politico-militare che chiede maggiore autonomia per la minoranza curda che vive in Turchia.

La strage ad Ankara

Quello di oggi è stato l’attacco terroristico più grave nella storia della Turchia: finora nessun gruppo ne ha rivendicato la responsabilità. Il governo, che ha vietato alle televisioni di mostrare le immagini delle esplosioni, ha detto che i responsabili sono probabilmente due attentatori suicidi e ha annunciato tre giorni di lutto nazionale. Il corteo contro il quale è stato compiuto l’attentato di oggi era stato organizzato da alcuni sindacati e ONG. L’attentato di oggi è il terzo attacco terroristico contro l’opposizione turca curda negli ultimi quattro mesi.

Immagini

Chi sono i curdi. I curdi sono un’etnia che abita le regioni montuose a cavallo tra Turchia, Iraq, Siria, Iran e Armenia.

Chi sono i curdi

Spesso ci si riferisce al loro territorio con espressioni come “enclave” e “regione autonoma” oppure usiamo il termine “Kurdistan” associato a uno di questi quattro Paesi. Curdi sbarcati sulle coste italiane. Come tutti gli emigranti anche i curdi scappano dalla miseria.

Curdi sbarcati sulle coste italiane

Vivono in una regione montagnosa, arida, difficile da coltivare. In più quello curdo è un popolo senza pace. Nella zona turca del Kurdistan alcuni gruppi di guerriglieri lottano contro il Governo per avere autonomia politica. L’esercito di Ankara ha spesso usato le maniere forti per snidare i terroristi dai loro covi, e non di rado sono stati bombardati o assaltati villaggi interi. Storia: Curdi, la felice eccezione di un popolo in pace - Hajar Khoshnaw. Dopo la caduta di Saddam i curdi hanno preso parte attivamente alla vita politica irachena, e insieme alle altre forze politiche si sono impegnati a riscrivere la Costituzione per un Iraq Federale, Democratico e Unito.

Storia: Curdi, la felice eccezione di un popolo in pace - Hajar Khoshnaw

Oggi il Kurdistan iracheno è libero ed autonomo, sta rinascendo, avviandosi ad un processo di stabilizzazione e di pace. Più di 80 imprese italiane stanno investendo e lavorando in Kurdistan, la gente ha ripreso la vita quasi normalmente. La gente non pensa più alla guerra, ma a come costruire una nuova vita serena e tranquilla, pensa alla ricostruzione e alla stabilizzazione del Kurdistan. Gli studenti del Kurdistan siriano ed iraniano, quando vengono allontanati in quanto curdi dalle loro università, si recano nel Kurdistan iracheno per proseguire gli studi. Premessa: un popolo diviso tra quattro Stati.

Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Partito dei Lavoratori del Kurdistan

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (in curdo Partîya Karkerén Kurdîstan, sigla PKK; in turco: Kürdistan İşçi Partisi) è un partito politico e organizzazione paramilitare, sostenuto dalle masse popolari (prevalentemente agricole) del sud-est della Turchia, zona popolata dall'etnia curda, ma attivo anche nel Kurdistan iracheno. In Turchia è un partito illegale. Inizialmente il gruppo si ispirava al marxismo-leninismo, rivendicando inoltre, similmente agli iracheni Partito Democratico Curdo (KDP o PDK) e Unione Patriottica del Kurdistan (KPU), ai partiti iraniani Partito Democratico del Kurdistan Iraniano e Partito per la Libertà del Kurdistan (PJAK), al siriano Partito dell'Unione Democratica (PYD) e altri partiti curdi minori, la fondazione di uno stato indipendente nella regione storico-linguistica del Kurdistan, a cavallo tra Turchia, Iraq, Iran e Siria.