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Il protocollo di Kyoto

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Elettrico, ibrido o idrogeno. Come sarà l'auto del futuro. Così non possiamo andare avanti.

Elettrico, ibrido o idrogeno. Come sarà l'auto del futuro

La mobilità come la conosciamo oggi sta giungendo al capolinea e per una lunga lista di motivi. Negli ultimi anni le auto nelle nostre città sono diventate sempre più grandi e soprattutto sempre di più, un trend che sta cominciando a rallentare, ma che deve invertirsi. Perché il modello di mobilità che è la norma in occidente, viene visto con invidia nei paesi emergenti, ma il pianeta non può sostenere uno sviluppo di massa e globale dell’uso di auto di proprietà di grandi dimensioni e a benzina. Non è solo una questione di inquinamento, comunque un fattore importante: certo ci sono le emissioni di CO2, ma bisogna fare i conti in prospettiva anche con l’inevitabile esaurimento dei combustibili fossili e la congestione negli spazi urbani data dal sempre maggior numero di autoveicoli, aspetto quest’ultimo che spingerà sempre più in alto il costo di possesso dell’auto privata. Il ritorno all’elettrico, bello e costoso. Cosa prevede l’accordo sul clima approvato a Parigi.

Il testo approvato alla Conferenza sul clima di Parigi parte da un presupposto fondamentale: “Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta”.

Cosa prevede l’accordo sul clima approvato a Parigi

Richiede pertanto “la massima cooperazione di tutti i paesi” con l’obiettivo di “accelerare la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra”. Corretto, limato e rivisto in 12 giorni e notti di negoziati a Le Bourget, alle porte della capitale francese, il documento è stato presentato con 16 ore di ritardo rispetto alla chiusura prevista per la conferenza. Ma alla fine le delegazioni di 196 paesi hanno appianato le divergenze e hanno appoggiato l’accordo. Alle 19.26 del 12 dicembre, il presidente della Conferenza e ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha annunciato all’assemblea plenaria riunita da ore: “L’accordo di Parigi sul clima è stato adottato”. IL PROTOCOLLO DI KYOTO in sintesi. Il Protocollo di Kyoto è un trattato che riguarda il riscaldamento globale firmato a Kyoto (città del Giappone) l'11 Dicembre 1997.

IL PROTOCOLLO DI KYOTO in sintesi

E' entrato in vigore solo nel Febbraio del 2005 perché, per essere valido e attuabile, doveva essere ratificato da almeno 55 nazioni che fossero responsabili dell'emissione del 55% dei gas serra mondiali (l'obiettivo è stato raggiunto solo nel 2005 con la firma della Russia). Il trattato prevede l'obbligo da parte dei paesi firmatari di operare una riduzione nell'emissione dei gas inquinanti. Obbligo riduzione gas serra Le nazioni che si sono impegnate nel Protocollo di Kyoto sono tenute a ridurre in modo importante l'emissione dei gas serra rispetto ai propri livelli relativi al 1990.

Per far questo è stato necessario introdurre un piano di monitoraggio nazionale per controllare quanti gas venissero prodotti e le misure necessarie per diminuirli. Protocollo di Kyoto a 11 anni dalla sua entrata in vigore. Abbiamo aspettato otto anni dalla firma per l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, avvenuta il 16 febbraio 2005 ed era la prima volta che i paesi ricchi si impegnavano a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 5,2 % rispetto ai livelli del 1990, nel periodo 2008-2012.

Protocollo di Kyoto a 11 anni dalla sua entrata in vigore

Secondo alcuni report dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, le emissioni dei Paesi firmatari del protocollo sono diminuite del 24% tra il 1990 (anno di riferimento del protocollo) ed il 2012. I dati sembrerebbero confortanti ma, purtroppo, non sono completamente rappresentativi in quanto nel bilancio ci sono fattori reali che, se presi in considerazione, inducono una diminuzione di gas-serra pari al 4%, dunque inferiore all’obiettivo prefissato consistente in 5,2%.

Prima di Parigi: il Protocollo di Kyoto. Nell'ultimo secolo l'impatto dell'industrializzazione e di altre attività umane ha creato numerosi squilibri sulla Terra, a partire dall'aumento incontrollato di emissioni di anidride carbonica, metano e altri gas serra, che intrappolano calore tra la superficie e l'atmosfera provocando il progressivo aumento della temperatura media del pianeta.

Prima di Parigi: il Protocollo di Kyoto

I gas serra ostacolano la normale dispersione di calore verso lo Spazio: analisi satellitari e studi sulla risposta degli oceani confermano che la Terra assorbe dal Sole più energia di quella che rilascia, uno "sbilancio" energetico stimato in 0,85 watt per metro quadrato, che contribuisce al cosiddetto riscaldamento globale (global warming). Naturale e artificiale. L'effetto serra è un fenomeno naturale, che ha permesso lo sviluppo della vita così come la conosciamo: senza i gas atmosferici, la temperatura media sulla Terra scenderebbe a -18 °C. L'esercito della Scienza. Attenzione! La Borsa dei Fumi. L'Italia. Sole, vento, acqua e Terra. Protocollo di Kyoto: accordo internazionale per contrastare il cambiamento climatico.

Il trattato, di natura volontaria, è stato sottoscritto l’11 dicembre 1997 durante la Conferenza delle parti di Kyoto (la COP3) ma è entrato in vigore solo il 16 febbraio 2005 grazie dalla ratifica del Protocollo da parte della Russia (che era avvenuta nel precedente Novembre 2004).

Protocollo di Kyoto: accordo internazionale per contrastare il cambiamento climatico

Infatti, perché il trattato potesse entrare in vigore era necessario che venisse ratificato da non meno di 55 Nazioni, e che queste stesse Nazioni firmatarie complessivamente rappresentassero non meno del 55% delle emissioni serra globali di origine antropica: un obiettivo raggiunto proprio grazie alla sottoscrizione Russa. La motivazione della nascita del Protocollo di Kyoto, risiedeva nel contrasto al cambiamento climatico, probabilmente il più grande e preoccupante problema ambientale dell’era moderna, con le emissioni di CO2 in atmosfera che si costituiscono come il principale costituente dell’impronta ecologica umana.