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Eraclito

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Eraclito (monografia) - Wikiversità - Severino. Da Wikiversità, l'apprendimento libero.

Eraclito (monografia) - Wikiversità - Severino

In questa lezione vengono presentati gli appunti del Corso monografico su Eraclito tenuto dal professore Emanuele Severino nell'A.A. 1966/67 presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Sezione di Brescia. Relatore: allievo Mario Quinzanini Nota 1: la divisione in paragrafi titolati è a cura del relatore. (compaiono il primo e gli ultimi 3)Nota 2: Gli appunti debitamente sistemati dal relatore, sono stati letti e approvati dal professor Emanuele Severino Come il contadino non parla più di agricoltura, tanto ne è imbevuto, così l’uomo moderno non parla più di filosofia, tanto ce l’ha nel sangue. La nascita della metafisica è da riscontrare là dove l’uomo rende testimonianza al Tutto. Eraclito: sommo filosofo. Pensatore fuori da qualsiasi schema o preconcetto, unico nel suo genere, che cercò di illustrare (contrariamente a quanto tutta la successiva filosofia gli attribuisce) con estrema semplicità le leggi fondamentali che vivificano l'essere e permeano il Tutto.

Eraclito: sommo filosofo

Gli uomini alla morte, li aspetta ciò che non si aspettano né suppongono. – Eraclito, Frammenti Eraclito nasce e muore nel V secolo a.C. ad Efeso, una delle più grandi città ioniche in Anatolia del tempo. E’ stato uno tra i maggiori pensatori presocratici e, sicuramente, il più misterioso e criptico. Le informazioni sulla vita privata sono pochissime: aristocratico, autodidatta, solitario. I frammenti pervenutici (sotto forma di aforismi oracolari con stile semantico solenne, pungente e sarcastico) non fanno che rafforzare tale velo enigmatico. Il pianto di Eraclito. Il tema dei due filosofi è noto a Orazio (epistola I, libro II) e Giovenale (satira X) e citato espressamente da Seneca nel de ira: " Eraclito, ogni volta che usciva di casa e si vedeva attorno tanti individui che vivevano male, anzi morivano male, piangeva ed aveva compassione di quanti gli si facevano incontro contenti e felici: era d’animo mite, ma troppo debole, era degno anche lui di compianto.

Il pianto di Eraclito

Dicono invece che Democrito non sia mai comparso in pubblico senza scoppiare a ridere: fino a questo punto non gli pareva serio nulla di ciò che era stato fatto sul serio. C’è posto per l’ira, in questa situazione in cui tutto è da ridere o da piangere? " De ira (10, 5). L'opera completa di Seneca può essere letta cliccando QUI Nel II secolo d.c. Luciano di Samosata, in uno dei suoi dialoghi intitolato Una vendita di vite all'incanto, immagina che Zeus ed Hermes vendano al migliore compratore le vite dei filosofi del passato: "Giove. E conchiudete pur, che ben conviene. Eraclito, Nonciclopedia. Eraclito Ride ~ Cicciolina Tutto scorre!

Eraclito, Nonciclopedia

Scusate gente, non avevo capito un cazzo! L’armonia nascosta è più potente dell’armonia visibile. Una sola è la via che porta verso l'alto e verso il basso. ~ Eraclito persosi in centro a Milano Eraclito era un filosofo eracliteo, anche se molti studiosi su ciò nutrono forti dubbi data l'abbondante quantità di LSD che circola nell'ambiente. Eraclito: sintesi. Come abbiamo già visto, la prima metà del V sec. a.C. è caratterizzata dalla lotta contro i persiani, lotta che porta Atene ad un elevato livello politico e culturale.

Eraclito: sintesi

Da un lato l'aristocrazia va rafforzando sempre più la propria consapevolezza di classe guida, ma dall'altro anche il demos pretende una maggiore partecipazione all'attività di governo, per cui nascono spesso contrasti fra i due ceti. In ogni caso Atene non è ancora il centro culturale della Grecia, come dimostra il fatto che anche i filosofi che stiamo per trattare svolgono la loro attività nelle colonie dell'Asia Minore o in Magna Grecia; soltanto con Anassagora infatti la filosofia entrerà ad Atene.

Eraclito nacque ad Efeso da famiglia aristocratica all'incirca nel 540 a.C.; alla morte del padre rinunciò ai privilegi che gli spettavano in base alla discendenza regale. Scrisse un'opera formata da aforismi di carattere molto oscuro e di cui ci rimangono 130 frammenti. Giuseppe Cantarelli Testi di Eraclito. Eraclito. Eraclito di Efeso. Eraclito di Efeso completa, recupera e va oltre i filosofi precedenti.

Eraclito di Efeso

Egli é il grande della scuola ionica, e il suo ultimo pensatore. Per inciso: nessun filosofo supera un altro in grandezza o giustezza, è la nostra impressione del pensiero di Eraclito, il senso che questo pensiero ha per noi, che ci fa dire”fu il più grande”; ma in filosofia ogni pensiero è “grande”, anzi, è l’atto del pensare la vera grandezza della filosofia.. E’ un pensatore di cui noi abbiamo un notevole numero di testi, circa 130 frammenti, alcuni dei quali di 7 o 8 righe. Si tratta perciò di un corpus abbastanza completo sul quale possiamo svolgere congetture filologicamente ben fondate per conoscere più profondamente il suo pensiero. E’ bene fare subito due premesse. Non sappiamo con esattezza se i frammenti di Eraclito pervenuti sino a noi (nelle citazioni inserite nelle opere di altri antichi autori giunte sino a noi)i facessero parte di un libro scritto in forma sistematica.

Gargano: Eraclito. Platone e Aristotele pongono Eraclito tra i filosofi naturalisti a fianco di Talete, Anassimandro e Anassimene: egli si sarebbe posto prima di tutto il problema dell’archè, dando una soluzione differente da quella degli altri ionici.

Gargano: Eraclito

Ciò che è presente in tutte le cose, ciò che quindi è fondamento di tutto, l’archè, è il divenire stesso di tutte le cose: niente è immobile, ogni cosa muta e si trasforma continuamente. L’elemento che più si presta, proprio per la sua mobilità, a simboleggiare il divenire è il fuoco. Il fuoco ha la caratteristica di poter trasformare tutte le cose e tutte le cose possono prendere fuoco, trasformarsi in fuoco: «Mutamento scambievole di tutte le cose col fuoco e del fuoco con tutte le cose...» dice Eraclito nel frammento 90.

Wikipedia: Eraclito. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Wikipedia: Eraclito

Eraclito[1] (in greco antico Ἡράκλειτος ὁ Ἐφέσιος, Hērákleitos ho Ephésios, "Eraclito di Efeso"; Efeso, 535 a.C. – Efeso, 475 a.C.) è stato un filosofo greco antico, uno dei maggiori pensatori presocratici. Il suo pensiero risulta particolarmente difficile da comprendere ed è stato interpretato nei modi più diversi a causa del suo stile oracolare e della frammentarietà nella quale ci è giunta la sua opera. Eraclito aveva comunque fama di cripticità già nella sua epoca. Ad esempio Aristotele, che si suppone ne abbia letto integralmente l'opera, lo definisce "l'oscuro"; persino Socrate ebbe problemi a comprendere gli aforismi dell'"oscuro", sostenendo che erano profondi quanto le profondità raggiunte dai tuffatori di Delo.[5] Eraclito influenzò in vario modo i pensatori successivi: da Platone allo stoicismo, la cui fisica ripropone in gran parte la teoria eraclitea del logos.[6] Biografia[modifica | modifica sorgente] Rovine greche di Efeso.

AccademiaIISF: Antonio Gargano - Eraclito - lezione. Eraclito: il fuoco. La celebre affermazione di Eraclito (Efeso, 550 a.C. ca. – 480 a.C. ca.) secondo la quale il fuoco è un`entità che mutando resta simile, diviene oggetto di analisi in un’intervista a Remo Bodei.

Eraclito: il fuoco

Docente di storia della filosofia all`Università di Pisa, Bodei muove delle obiezioni alla contrapposizione che i più stabiliscono tra Eraclito e Parmenide (Elea, Magna Grecia, 510 a.C. ca. - 450 a.C.). Di Eraclito ci parla anche il fondatore dell’ermeneutica contemporanea Hans Georg Gadamer (Marburgo, 1900 – Heidelberg, 2002), il quale spiega perché i grandi metafisici, come Hegel, sono così attratti da Eraclito e dal mistero dell`unità del molteplice.

L’unità audiovisiva comprende inoltre la lettura di alcuni frammenti di Eraclito. Commenta Tags Condividi questo articolo Inserisci il codice nel tuo articolo. Eraclito: unità molteplice. Tutto ciò che sappiamo della vita di Eraclito (Efeso, 550 a.C. - 480 a.C.), detto l’ “oscuro” per via della brevità epigrammatica e oracolare dei suoi scritti, ci è stato tramandato, confondendosi però con la leggenda, da Diogene Laerzio, della cui celebre Vita dei filosofi l’unità ci propone dei brani.

Eraclito: unità molteplice

Sebbene di Eraclito ci siano giunti solo frammenti, filosofi come Hegel, Nietzsche e Heidegger hanno visto in lui un punto di riferimento imprescindibile. Eraclito: Il conflitto. Eraclito: Panta rei. Hans Georg Gadamer (Marburgo, 1900 – Heidelberg, 2002), uno dei più illustri filosofi del Novecento, allievo di Heidegger nonché fondatore dell’ermeneutica contemporanea, legge e commenta alcuni frammenti di Eraclito (Efeso, 550 a.C. ca. – 480 a.C. ca.). Se “non possiamo bagnarci due volte nello stesso fiume” è perché ogni cosa muta in continuazione (panta rei). Tutto ciò che esiste è dunque soggetto alla legge del divenire e della trasformazione, pur nel suo tendere costantemente all’armonia ed alla “ricomposizione degli opposti”. Gadamer rimarca l’unilateralità di un’interpretazione di Eraclito, invalsa presso molti dei pensatori a lui successivi, che fa del suo pensiero la dottrina dello scorrere di tutte le cose.

“In realtà – dice il filosofo tedesco – egli ha insegnato la paradossalità secondo cui l’acqua sempre diversa che scorre nel letto del fiume è sempre una e una stessa corrente”. Commenta Tags Condividi questo articolo Inserisci il codice nel tuo articolo.