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Neurologia

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Riportare in vita i morti, progetto shock lanciato da alcuni ricercatori americani. - Il Fatto Quotidaino. Riportare in vita i morti, progetto shock lanciato da alcuni ricercatori americani Sembra un horror, eppure è tutto vero: un gruppo di scienziati americani ha avviato un progetto per resuscitare soggetti clinicamenti morti.

Riportare in vita i morti, progetto shock lanciato da alcuni ricercatori americani. - Il Fatto Quotidaino

Una società americana ha ottenuto il permesso dal governo americano, permesso che include anche quello di reclutare, col consenso delle famiglie, 20 pazienti clinicamente morti a seguito di gravi lesioni cerebrali. Il mix di farmaci che sarà somministrato stimolerà reazioni neuronali tramite iniezioni di peptidi e cellule staminali. Per alcuni mesi, i pazienti che verranno sottoposti alla terapia, sanno costantemente monitorati, in caso di un’eventuale “rinascita”. Il cervello sarà quindi pronto a ripartire da zero, avrà nuova vita che inizierà in quel preciso istante. Ovviamente la notizia ha destato l’attenzione di tutto il mondo.

Dai anche un’occhiata alle nostre pagine su Facebook. gli articoli saranno pubblicati solamente dopo poche ore dal tuo invio! Società USA autorizzata a provare a "resuscitare i morti" Una società biotech statunitense ha ricevuto l'autorizzazione a tentare di rianimare dei pazienti dichiarati clinicamente morti.

Società USA autorizzata a provare a "resuscitare i morti"

Non si tratta di folli esperimenti in stile Frankenstein Jr ma di trial clinici mirati a comprendere se il sistema nervoso centrale possa essere riportato in vita. Una commissione dei National Institutes of Health negli Stati Uniti ed in India ha garantito alla Bioquark di Philadelphia il permesso di provare a rianimare il cervello di 20 pazienti dichiarati clinicamente morti per gravi traumi al cervello e tenuti in vita dalle macchine. LEGGI ANCHE: Trapianto di testa: primo tentativo nel 2017, come avverrà. Scienza o fantascienza? Ecco cosa si nasconde dietro i dejà-vu. Wikimedia ITALIA – Il nostro cervello è un mondo misterioso e complesso che, dopo anni e anni di lunghe ricerche, è ancora al centro delle ricerche degli scienziati che cercano di studiarne i suoi meccanismi.

Ecco cosa si nasconde dietro i dejà-vu

Con il passare degli anni sono state fatte moltissime scoperte scientifiche riguardanti il cervello, per esempio un po’ di tempo fa un team di ricercatori ha affermato che andare in palestra potrebbe sviluppare il nostro cervello rendendoci più intelligenti del normale. Oggi vogliamo presentarvi un’altra scoperta scientifica, molto recente, che sicuramente vi lascerà a bocca aperta.

Un team di ricercatori del Cnr insieme allo staff dell’Università di Catanzaro ha scoperto, incredibilmente, i meccanismi che si nascondono dietro l’affascinante e inspiegabile fenomeno del déjà-vu. Il team di scienziati ha osservato e studiato a fondo il cervello di queste due tipologie di pazienti che, periodicamente vengono colpiti dai déjà-vu.

Memoria. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Memoria

La memoria ha la funzione di mantenere ricordi, a mente, per iscritto, o in altre forme. Cinema[modifica | modifica sorgente] Letteratura[modifica | modifica sorgente] Musica[modifica | modifica sorgente] Pagine correlate[modifica | modifica sorgente] Altri progetti[modifica | modifica sorgente] Wikizionario contiene il lemma di dizionario «memoria» Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Colecistochinina & memoria

Biotechnologies. Problemi di memoria. A chi non è mai capitato di vedere una persona di cui si riconosce il viso ma di cui non si ricorda assolutamente il nome?

Problemi di memoria

Questo è il più tipico degli esempi dei problemi di memoria. A volte può trattarsi di episodi occasionali, dovuti magari ad un periodo molto stressante; se però tendono a ripetersi forse sarebbe meglio consultare un medico, meglio se specialista, quindi un neurologo. Di seguito vengono riportate informazioni sui più frequenti problemi di memoria e sulle possibili soluzioni per aiutare ad identificarli e capire come affrontarli. Perdita di memoria: a breve ed a lungo termine. Sfruttamento del 10% del cervello.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Sfruttamento del 10% del cervello

Il cervello umano visto in sezione Lo sfruttamento del 10% del cervello è una credenza, assai diffusa[1], secondo la quale le capacità intellettuali degli umani non sarebbero sfruttate a pieno: gran parte del cervello umano non sarebbe utilizzata; se utilizzata, consentirebbe all'individuo di godere di capacità straordinarie. Alcuni[1] arrivano a sostenere che nell'ipotetico 90% di massa inutilizzata si nasconderebbero importanti capacità psicocinetiche e psichiche in generale, oltre alla possibilità di sviluppare percezioni extrasensoriali[1][2].

Origini della credenza[modifica | modifica sorgente] L'origine della credenza si può altresì far ricondurre alle condizioni della ricerca neurologica della fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Si dice, infine, che lo stesso Albert Einstein avrebbe lasciato scritto, in alcuni appunti personali, che l'individuo medio usa solo il 10% del cervello. Neuroni specchio: esistono veramente? La vicenda dei neuroni specchio dimostra quanto sia difficile giungere a conclusioni univoche nelle neuroscienze.

Neuroni specchio: esistono veramente?

In un recentissimo articolo pubblicato sul sito del MIUR il Prof. Paolo B. Pascolo solleva dubbi sulla loro effettiva esistenza. Paolo B. Pascolo, Professore Ordinario di Bioingegneria Industriale presso l’Università degli Studi di Udine, ha da sempre invitato alla cautela riguardo la scoperta dei “neuroni specchio” seguita agli studi condotti nel 1992 dal “gruppo di Parma” del Prof. Cfr. ep. "Nautilus" [programma RAI-scuola] Enzopennetta.it. Forum & Blogs, scienze. Amigdala. Speculazioni sul cervello – Il Timone (Giugno) Home » Senza categoria Quella delle neuroscienze è oggi una delle frontiere più interessanti della ricerca, ma è anche un terreno scivoloso in cui si riaffaccia una tentazione riduzionista che risale all’illuminismo.

Speculazioni sul cervello – Il Timone (Giugno)

Cos’è il pensiero? Solo una secrezione del cervello che lo produce allo stesso modo in cui lo stomaco secerne i succhi gastrici, avrebbe detto Pierre-Jean-Georges Cabanis, un pensatore francese morto all’inizio dell’800, un illuminista amico di personaggi del calibro di D’Alembert, Diderot, Condillac, Voltaire, Condorcet e Franklin, un pensatore passato alla storia per tale affermazione ma di cui non si ricorda molto altro. Una teoria che riduce l’Uomo ad un animale e oggi, a poco più di duecento anni dalla sua morte, si potrebbe definire Cabanis il fondatore delle neuroscienze, un termine che si sta ponendo sempre più all’attenzione non solo in ambito scientifico ma anche nei media per via della visione che ne scaturisce della natura umana.

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